mediterraneo e medio oriente

Macron chiama l’Europa a raccolta contro Erdogan: «Non è più un partner»

Il presidente francese ha riunito ad Ajaccio i leader dei Paesi Ue sul Mediterraneo per dare una risposta coordinata all’offensiva energetica turca

di Gerardo Pelosi

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(ANSA)

Il presidente francese ha riunito ad Ajaccio i leader dei Paesi Ue sul Mediterraneo per dare una risposta coordinata all’offensiva energetica turca


3' di lettura

Nessun inutile braccio di ferro con Erdogan, ma i sette Paesi di Euromed guidati dalla Francia sollecitano alle autorità turche «un chiarimento» definitivo. Nato nel 2016 dopo la crisi greca per dare risposte alle ricette rigoriste del Nord Europa, il vertice Euromed si è trovato, anno dopo anno, a fare i conti con la grave instabilità del Mediterraneo tra flussi di migranti e crisi libica. Fino ad oggi, quando i sette sono chiamati a frenare le ambizioni geopolitiche ed economiche del presidente turco Erdogan nel Mediterraneo orientale.

Lo spettro delle sanzioni

Il tempo stringe e non si escludono sanzioni contro Ankara. Ne hanno discusso ieri i capi di Stato e di Governo dei sette Paesi Ue del Sud Europa nel vertice ospitato dal presidente francese Emmanuel Macron ad Ajaccio, in Corsica al quale ha preso parte anche il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. A Porticcio, stazione balneare nel Golfo di Ajaccio, i leader dei sette Paesi membri del Med7, tra cui anche lo spagnolo Pedro Sanchez, il greco Kyriakos Mitsotakis, il portoghese Antonio Costa, il cipriota Nikos Anastasiades e il maltese Robert Abela, hanno fatto il punto con Macron per scongiurare il rischio di escalation nel Mediterraneo Orientale. Obiettivo,«far progredire il consenso sulla relazione della Ue con la Turchia, in vista del summit europeo del 24-25 settembre» dedicato a questo argomento.

Ma è un fatto che lo scontro tra Parigi e Ankara, nato sulle ceneri della crisi libica, si è ormai trasformato in una questione europea. Già prima dell’apertura del vertice il presidente francese aveva auspicato per l’Europa «una voce più unita e più chiara dinanzi alla Turchia, che non è più un partner». «Noi europei - avvertiva Macron - dobbiamo essere chiari e determinati con il governo del presidente Erdogan che oggi ha comportamenti inammissibili e deve chiarire le sue intenzioni». Macron non esclude tuttavia di «riavviare un dialogo produttivo con la Turchia» ove se ne presentassero le condizioni.

Ankara risponde a Macron

Non è mancata la risposta turca a Macron con il ministero degli Esteri che ha stigmatizzato le dichiarazioni «arroganti con un vecchio riflesso colonialista che mettono in pericolo gli interessi stessi dell’Unione Europea». Ma le dichiarazioni di Macron, aggiungono le autorità turche, «sono in realtà una manifestazione della sua incapacità e disperazione». Ankara sostiene di aver sventato «tutti gli insidiosi piani della politica estera e gli sporchi giochi di Macron nel Mediterraneo». «Non spetta a Macron - aggiungono le fonti turche - determinare la sovranità marittima di un Paese del Mediterraneo o di qualsiasi altra area geografica».

Prima del vertice Med-7, Macron aveva incontrato separatamente il premier greco Misotakis con il quale si è soffermato a discutere la situazione nel Mediterraneo orientale e il comportamento del Governo di Recep Tayyip Erdogan per quanto riguarda le esplorazioni energetiche considerate illegali da Grecia e Cipro, oltre che da Bruxelles.

Grecia e Cipro sono i Paesi più coinvolti nella disputa con la Turchia che rivendica il diritto di sfruttare i giacimenti di idrocarburi in una zona marittima davanti all’isola di Kastellorizo (quella dove fu girato il film “Mediterraneo”) su cui Atene rivendica la sua sovranità.

Le tensioni tra Turchia e Grecia

In agosto la Turchia ha dispiegato la nave di esplorazione Oruc Reis, in un tratto di mare tra la Grecia e Cipro. La risposta di Atene è stata l’organizzazione di alcune esercitazioni navali, che hanno inasprito le tensioni. Ma il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato di «strappare mappe e documenti immorali» se Atene e Nicosia avessero continuato a rivendicare quelle acque come loro zone economiche esclusive. La Francia ha appoggiato da subito il governo greco inviando navi da guerra e caccia da combattimento nella zona, né si esclude un prossimo invio di caccia Rafale in Grecia. Una situazione assolutamente inedita tra Paesi appartenenti tutti all’Alleanza Atlantica.

L’idea di proporre sanzioni economiche alla Turchia nel prossimo vertice europeo di fine mese non è affatto esclusa. Secondo il premier greco Mitsotakis i capi di Stato e di governo europeo, che si riuniranno a Bruxelles, «non avranno altra scelta che imporre sanzioni significative» nei confronti della Turchia se il Governo di Ankara non cambierà atteggiamento rispetto alla crisi nel Mediterraneo Orientale. La Turchia esorta l’Unione a rimanere «imparziale» mentre alcuni Paesi Ue restano riservati sulla risposta da dare, temendo che Erdogan faccia leva ancora una volta sulla “bomba” migratoria per monetizzare il problema come nel passato.

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