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Macron: tagli alle tasse e più potere d’acquisto alle pensioni basse. Ma niente patrimoniale

di Riccardo Sorrentino


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Il presidente francese Emmanuel Macron (Reuters)

2' di lettura

Una riduzione «significativa» delle imposte. Il ritorno della indicizzazione delle pensioni inferiori ai 2mila euro. La riforma radicale - in sostanza la soppressione - dell'Ena, la scuola delle élites. Confermando le indiscrezioni Emmanuel Macron ha voluto rispondere alla protesta, ormai radicalizzata e tutta politica, dei Gilets jaunes rafforzando il proprio programma, e la propria impostazione che egli stesso ha definito un radicalismo di centro. Il tentativo è quello di conquistare il consenso di alcuni tra i “dimenticati” della sua politica - il presidente ha parlato di un «sentimento di abbandono» - tra quali anche le famiglie monogenitoriali, che sono le più in difficoltà.

Piena indicizzazione delle pensioni inferiori ai 2mila euro
Le numerose misure già varate a difesa del potere d'acquisto dei francesi - tra le quali il forte aumento dei salari minimi - saranno dunque arricchite dal primo gennaio con la piena indicizzazione delle pensioni inferiori ai 2mila euro, che lo stesso Macron aveva congelato (aumentato contemporaneamente anche i contributi sociali a carico dei pensionati): si è trattato di un errore politico che ha fortemente alimentato la protesta dei Gilets, nella sua prima fase, a cui ora Macron intende ovviare. Analogamente, lo sforzo di incentivare gli investimenti - attraverso l'abolizione dell'Impôt sur la Fortune, confermata - e quello per aiutare i più poveri aveva fatto dimenticare le difficoltà del ceto medio, ormai globali ed emerse con forza durante il Gran débat.

Macron guarda a questa grande fascia sociale quando propone un taglio per 5 miliardi delle imposte sul reddito da finanziare attraverso l'abolizione di alcune detrazioni a favore delle imprese, e una lotta più dura all'evasione. Il presidente però vuole che i francese lavorino di più, perchè vivono più a lungo. Macron pensa soprattutto a incentivi che allunghino la vita lavorativa, mentre non sarà toccata la legge sulle 35 ore. Saranno riviste però le regole dei Poles emploi, che non funzionano bene come in Germania, anche a favore delle madre lavoratrici.
Il Gran Débat, in grandissima parte svolto con i sindaci, ha evidenziato un forte bisogno di decentralizzazione, a cui Macron intende rispondere, ma anche un profondo attaccamento ai servizi pubblici territoriali, la cui revisione sarà oggetto di un «patto territoriale» che impedirà la chiusura di scuole e ospedali senza l'accordo del sindaco.

Si riforma la funzione pubblica (senza toccare le «élite»)
L'intera funzione pubblica sarà riformata senza toccare l'«elitismo repubblicano»; e la formazione passerà attraverso un'Ena rivista radicalmente.L'obiettivo di tagliare 120mila posti da funzionario potrebbe essere però rivisto. L'unica parziale concessione ai Gilets, che insistono nel chiedere il referendum d'iniziative cittadine, di amplissima applicazione, una revisione delle regole per favorire il voto popolare, al momento di iniziativa presidenziale, come parte della riforma costituzione che Macron intende riproporre cone misure non diverse da quelle predisposte un anno fato, come a come la previsione di una uota proporzionale e lariduzione del numero deideutati. Il Conseil économique, social et environmental - corrispondente al nostro Cnel - sarà però trasformato e i suoi componenti saranno esratti a sorte.

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