diplomazia italia-francia

Macron in visita a Roma per un nuovo trattato del Quirinale (entro il 2020)

Con Mattarella e Conte il presidente francese potrebbe dare il nuovo calcio di inizio al lavoro per il documento al quale aveva già lavorato una commissione mista italo-francese di saggi fino al maggio del 2018.Prima del governo gialloverde

di Gerardo Pelosi


Migranti, stretta di Macron: ascoltare il popolo

4' di lettura

ROMA – Soltanto sette mesi fa la più grave crisi politico-diplomatica degli ultimi anni tra Roma e Parigi con il richiamo in Patria dell’ambasciatore Christian Masset per protestare contro il sostegno dell’ex vicepremier pentastellato (oggi ministro degli Esteri) Luigi Di Maio ai «gilet gialli». Ma ora, anche grazie all’uscita della Lega di Salvini dalla maggioranza, il clima è cambiato e il cammino comune tra Italia e Francia può riprendere per affrontare le questioni di fondo dell’Unione europea, più crescita e investimenti produttivi, la governance della globalizzazione, una riforma del Wto per combattere il protezionismo e garantire il sistema multilaterale degli scambi.

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Ovviamente il tutto non avviene senza inciampi e posizioni ancora distanti come sui migranti ma, rispetto al passato, c’è almeno la volontà di affrontare insieme problemi complessi che si chiamano stabilizzazione del Mediterraneo, soluzione della crisi libica, accordo per i porti di sbarco per i migranti salvati e una linea comune sulle navi delle Ong e sulla redistribuzione dei migranti salvati.

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Prima il passaggio al Quirinale, poi cena con Conte
È un menù molto ricco quello che Macron si troverà sul tavolo di Palazzo Chigi nell’incontro c0n Giuseppe Conte. Ma la prima tappa del presidente francese appena atterrato a Roma sarà al Quirinale per una visita di cortesia al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un omaggio da parte di Macron al Capo dello Stato italiano che, nel momento più basso delle relazioni tra Italia e Francia, ha mantenuto aperto il dialogo puntando sulle relazioni culturali e le celebrazioni congiunte per i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci. Un riconoscimento che la Francia tributa a Mattarella che, fa sapere l’Eliseo «si è posto in questi ultimi mesi come garante della continuità e della qualità della relazione franco-italiana». Quanto a Di Maio, dicono le fonti francesi, «oggi è il ministro degli Esteri e ci sono già stati contatti con l'omologo Le Drian. Non commentiamo episodi del passato. La cooperazione prosegue».

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Prima vertice bilaterale, poi trattato del Quirinale
Con Mattarella e Conte Macron potrebbe dare il nuovo calcio di inizio al lavoro per quel Trattato del Quirinale al quale aveva già lavorato una commissione mista italo-francese di saggi fino al maggio del 2018. Il Trattato coprirà tutto il ventaglio dei rapporti culturali, politici ed economici tra i due Paesi e potrebbe vedere la luce con la firma finale entro la prima metà del 2020 comunque dopo il vertice bilaterale italo-francese che si terrà in Italia (l’ultimo è stato quello di Lione nel 2017). Senza entrare troppo nel merito è probabile che Macron chiederà Conte aggiornamenti sulla vicenda Tav (sempre ostili i Cinque stelle) mentre su Fincantieri Stx occorrerà attendere le decisioni dell’Antitrust europeo attivato dalle autorità regolatorie francese e tedesca. Piena intesa invece tra Roma e Parigi sulle riforme del Patto di stabilità per rilanciare la crescita puntando a quegli investimenti produttivi specie nel settore della green economy.

Migranti: evitare che vertice di Malta fallisca
L’Italia, anche con la presenza dell’ex premier Paolo Gentiloni nel collegio dei commissari, sta comunque rientrando nella partita europea. E vuole giocare, insieme alla Francia, un ruolo centrale nella stabilità del Mediterraneo. Macron e Conte discuteranno su come superare le divisioni ancora esistenti sugli aspetti tecnici della questione migranti e che potrebbero far fallire il prossimo vertice a sei (Italia, Malta, Francia, Germania, Finlandia e Commissione) che si terrà alla Valletta il 23 settembre. Il vertice tra ministri dell’Interno a Malta è stato deciso per iniziativa franco-tedesca dall'ultimo Consiglio Giustizia e Affari Interni di Helsinki che aveva fatto registrare una profonda spaccatura tra Paesi del Sud e del Nord. Il nuovo vertice deve dare risposte a tre quesiti di fondo: 1) Quali sono i migranti da ricollocare, solo i richiedenti asilo come chiede a gran voce la Francia o anche quelli economici; 2) Quali devono essere i porti di sbarco, quelli sicuri e più vicini come pretende la Francia o ci deve essere una rotazione nei porti dei sei Paesi volenterosi (Italia, Malta, Francia, Germania, Spagna e Grecia); Come ci si deve comportare rispetto alle Ong? Dare un codice di comportamento preciso per le acque Sar e sulle modalità di salvataggio o essere più flessibili come vorrebbe la Germania?

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Libia: incontro Conte-Sarraj su soluzione politica
Tutti e sei i Paesi volenterosi che accettano al redistribuzione condividono comunque un meccanismo di incentivi che premi anche finanziariamente quei Paesi che accolgono una parte di migranti e preveda politiche di aiuto allo sviluppo per sostenere gli sforzi dei Paesi di origine e transito. Un problema a parte riguarda la Libia dove è in corso un conflitto a bassa intensità che ha già prodotto molti morti. Il premier del Governo di unità nazionale di Tripoli, Fayez Sarraj avrà una colazione di lavoro con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. L’obiettivo è di arrivare a un cessate il fuoco durevole e la fissazione di una conferenza internazionale con tutti gli attori della crisi. Nello stesso momento si pone il problema di riportare sotto il controllo delle agenzie Onu i campi profughi presenti in Libia chiudendo quelli di Khoms, Tajura e Misurata troppo vicini alle zone di guerra.

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