ISTAT

Made in Italy oltre i livelli pre-Covid

di Luca Orlando

(Adobe Stock)

2' di lettura

Quindici punti persi a marzo 2020. Ventotto recuperati ora. Lo scatto del made in Italy va ben oltre il mero rimbalzo statistico, naturale tenendo conto del confronto impari con un periodo affossato dalla pandemia. I volumi del mese lievitano infatti a quasi 46 miliardi di euro, poco meno di quattro in più rispetto a marzo del 2019, periodo invece del tutto libero dall’incubo Covid.

Il recupero è corale, con punte massime in Cina (primo paese a subire gli effetti del lockdown) ma robuste anche in Europa, a partire dai nostri primi mercati di sbocco, Germania e Francia, in entrambi i casi in crescita di oltre il 30% .

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Recupero annuo ma anche congiunturale, con un incremento mensile del 3,2%, anche in questo caso legato all'aumento delle vendite sia verso l'area Ue (+3,7%) sia verso i mercati extra Ue (+2,6%). Nel primo trimestre del 2021, rispetto al precedente, l'export aumenta del 2,6%, l'import del 5,0%.
Tra i settori che contribuiscono maggiormente all'aumento tendenziale dell'export si segnalano macchinari e apparecchi n.c.a (che crescono del +32,3%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+35,4%), autoveicoli (+80,1%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+43,6%).

Da segnalare, finalmente, il robusto incremento per gli articoli di abbigliamento (+57,4%), ultimo settore a ripartire e ora in grado di riportare in terreno positivo (seppure solo per qualche decimale) il bilancio del 2021.

Solo le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-9,3%) sono in calo.

Su base annua, le esportazioni crescono verso tutti i principali paesi partner; i contributi maggiori riguardano le vendite verso Germania (con un aumento del 30,6%), Francia (+39,0%), Spagna (+37,4%), Svizzera (+35,7%) e Paesi Bassi (+51,6%).

Nel primo trimestre del 2021, la crescita tendenziale dell'export (+4,6%) è dovuta in particolare all'incremento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,7%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+8,5%), autoveicoli (+22,3%) e apparecchi elettrici (+14,9%).

La stima del saldo commerciale a marzo 2021 è pari a +5.190 milioni di euro (era +5.701 a marzo 2020).

Le vendite di macchinari e metalli - registra l’Istat - forniscono il contributo più ampio (oltre 9 punti percentuali) al forte incremento tendenziale delle esportazioni. Anche la crescita su base annua dell'import, più marcata di quella dell'export, interessa in modo generalizzato tutti i settori.

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