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Made in Italy, Pmi protagoniste della fashion week con Next Trend

Durante la sfilata, organizzata da Intesa Sanpaolo, i marchi hanno presentato dieci look ciascuno. Obiettivo: promuovere le eccellenze italiane nel mondo

di Marta Casadei


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2' di lettura

La moda italiana genera il 40% del valore aggiunto della produzione Europea, una quota tre volte superiore a quella tedesca, quattro volte se confrontata con quella spagnola e cinque volte più grande di quella francese. I dati, forniti dal Centro studi di Intesa Sanpaolo, fanno da sfondo all’iniziativa Next Trend, tenutasi a Palazzo della Colonne: una sfilata che ha portato in passerella dieci stilisti italiani, ciascuno dei quali ha presentato dieci look . Cento outfit con un solo obiettivo: promuovere le eccellenze del made in Italy.

«La moda è̀ uno dei settori trainanti non solo per la città di Milano, ma soprattutto per l’economia del Paese - ha detto Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -. Per questo motivo, la nostra banca diventa piattaforma di crescita offrendo alle imprese non solo il supporto finanziario necessario, ma anche una opportunità di visibilità durante un evento importante come la fashion week e una spinta ulteriore verso la crescita nei mercati esteri».

L’estero, come già osservato in questi giorni di fashion week, è la vera direttrice di sviluppo dell’industria italiana del fashion. I dati aggiornati del centro studi Intesa Sanpaolo lo confermano: nei primi sette mesi dell’anno le imprese italiane del sistema moda hanno conseguito ottime performance sui mercati stranieri, dove hanno messo a segno una crescita delle esportazioni pari al 7,9%, con punte del +10,8% nella filiera della pelle e un progresso del 9,9% nel comparto dell'abbigliamento. L’export ha avuto un impatto importante sui conti del settore, che sta vivendo un momento incerto e che da anni fa fronte a un mercato interno in fase di stallo: nei primi sette mesi del 2019 il fatturato del sistema moda è aumentato a prezzi correnti del 3% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, grazie al traino della filiera della pelle (+8,1% tendenziale). Segnali di tenuta sono poi venuti dalle vendite di abbigliamento (+0,8%), mentre i produttori più a monte del tessile hanno accusato un lieve calo (-1%).

Una sfilata nella filiale di Intesa Sanpaolo: le PMI e la moda

In questo contesto, dunque, Intesa Sanpaolo ha dato spazio a dieci piccole e medie imprese italiane, ciascuna con un Dna diverso:  da un nome storico come Franco Ferraro, che dagli anni Settanta produce abbigliamento nel Vercellese, al beachwear di Solo Blu, marchio milanese che per la p-e 2020 si ispira proprio allo spirito degli anni Settanta. E, ancora: l’abbigliamento di Gazèl, marchio fondato a Udine di Alessandra Verona; la contemporaneità di Hanita, marchio di Nola che dal 2008 ha puntato sull’alta qualità e sul 100% made in Italy; lo stile inconfondibile di Martino Midali (che ha 60 negozi monomarca) e le geometrie di Minavara. Tra i 10 designer anche Mantù, Oblique Creations, Oliveira Fabiana e Stefano De Lellis.

Non è la prima incursione di Intesa Sanpaolo nel mondo della moda e, più precisamente, in una fashion week: nel 2017 e nel 2018 l’istituto ha partecipato rispettivamente alla settimana della moda di Milano e ad Altaroma.

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