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Made in Italy, le sfide geopolitiche e socio-economiche

La cronaca di tutte le tavole rotonde e dei principali protagonisti dell'evento

  • Di Maio: «Presentiamo alle nostre imprese i Pnrr degli altri Paesi europei»

    «Stiamo presentando ai nostri imprenditori i pnrr degli altri Paesi europei, per cercare anche qui nuove opportunità. Ma stiamo anche affrontando il tema dell’aumento dei prezzi e dei costi delle gare bandite qualche mese fa con costi e prezzi diversi, per permettere di avviarli. Interverremo con il governo anche per calmierare questi aspetti», ha proseguito il ministro Luigi Di Maio.

  • Di Maio: «Il made in Italy difeso dalla sua qualità»

    «L'obiettivo della neutralità nel 2050 richiede investimenti che coinvolgano anche la tecnologia. Per la tenuta del made in Italy non sono preoccupato finché il mercato chiede qualità e sostenibilità, caratteristiche che lo difendono e lo rendono unico - ha detto Luigi Di Maio -. Preoccupano piuttosto le accelerazioni di alcuni processi, la capacità delle piccole aziende di aggiornarsi. Per questo abbiamo disposto tutti questi strumenti, mettendo a disposizione anche università gratuitamente per formarsi sull’internazionalizzazione».

  • Di Maio: «In sei mesi 30 miliardi di aiuti alle aziende»

    «Il prezzo del gas si stabilisce ad Amsterdam, ha raggiunto oltre 160 euro al megawatt/ora, prezzo che non rispecchia una carenza di quantità, ma risente delle speculazioni che prezzano il rischio della riduzione del gas russo. Difenderemo la nostra bilancia commerciale e renderemo competitivo il sistema del made in Italy, anche con altri provvedimenti per calmierare i costi dell’energia e l’inflazione: modificare i criteri per accedere al sostegno finanziario tramite Simest, stiamo poi costruendo percorsi per riorientare aziende che lavoravano con Russia e Ucraina verso mercati analoghi e simili, poi abbiamo il progetto per l’approvvigionamento di materie prime. Ma attraverso il credito di imposta sull’energia e altri interventi stiamo cercando di calmierare gli effetti, in sei mesi abbiamo finanziato le aziende con 30 miliardi di euro, e ci sarà bisogno di altri interventi. Ma dobbiamo fermare la speculazione finanziaria con il price cap», ha detto il ministro Di Maio

  • Di Maio: «Sempre più strumenti per far crescere le imprese all’estero»

    «Il made in Italy riesce a reagire bene perché il nostro Paese sta facendo sistema, a partire dalle aziende e dalla loro resilienza. C’è anche una grande domanda di made in Italy nel mondo, legato anche alle sue caratteristiche intrinseche di sostenibilità. Poi perché abbiamo strumenti che funzionano, come la campagna di nation branding in Paesi target, il supporto per le fiere, l’accademia digitale Smart Export che ha formato imprenditori e manager sul fronte dell’internazionalizzazione, interventi finanziari come il fondo 394 di Simest, i bandi di Ice, i voucher per gli export manager. Sta funzionando tutto molto bene, ma le criticità legate ai costi di energia e materie prime sono importanti. L’industria delle ceramiche non può più importante argilla dal Donbass, l’abbiamo recuperata dalla Spagna e dall’India, stiamo costruendo nuovi canali di approvvigionamento delle materie prime. Ma dobbiamo vincere la battaglia del prezzo del gas, non riusciremo altrimenti a stabilizzare l’inflazione e costi per le aziende», ha detto il ministro Luigi Di Maio. «Il 2022 record anche per i flussi turistici verso l’Italia»

  • Di Maio: «Il Patto per l’export strumento che funziona perché può essere aggiornato»

    «Il Patto per l’export è attuale perché è progettato per aggiornarsi in base ai cambiamenti del mercato e del contesto, lanciato durante la pandemia, firmato da tutte le associazioni di categoria. Abbiamo erogato 7,2 miliardi e nel 2021 abbiamo battuto il record dell’export con 516 miliardi di valore, e anche i primi mesi 2022 sono molto positivi. Non sarà mai non attuale se avremo il coraggio di aggiornarlo secondo le necessità»: così il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi di Maio intervistato dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini.

  • Preve (Riso Gallo): «L’industria del riso modello di sostenibilità»

    «Nell’industria risiera non si butta nulla, dalla lolla si ricava energia, letti per gli animali, farine per i biscotti. Nel 2019 abbiamo lanciato un progetto con gli agricoltori, oggi siamo arrivati a coinvolgere 100 cascine sostenibili che costituiscono il 10% della produzione nazionale. Abbiamo creato un protocollo, delle certificazioni, vengono fatti audit a sorpresa, si punta sull’educazione dell’agricoltore. Siamo anche innovativi sul fronte della tecnologia, con droni che mappano i campi, trattori geolocalizzati, con cui si riescono a capire le esigenze anche di piccole aree dei campi. I dati diventano poi storici e ci aiutano a mappare le diverse zone», ha detto Carlo Preve, amministratore delegato Riso Gallo.

  • Giannini (Doucal’s): «Difficile trovare materie prime e giovani da formare»

    «In questo momento c’è una grande richiesta di made in Italy nel mondo, dei suoi valori, anche se stiamo affrontando problemi di reperimento delle materie prime di qualità. Ma è anche difficile trovare nuove risorse umane, per questo stiamo cercando di attrarre giovani e far vedere loro quanto può essere interessante lavorare in un’azienda come la nostra - ha detto Gianni Giannini di Doucal’s -. Lavoriamo molto anche sulla sostenibilità, di prodotto, di processo, ma anche della comunità».

  • Molteni: «Le aziende dell’arredo sono flessibili e veloci, un vantaggio nel mondo»

    Giulia Molteni

    «Nella nostra lunga storia abbiamo affrontato molte crisi diverse. Ma i segnali visti al Salone del Mobile sono stati ottimi, con 262mila presenza e 173 Paesi, è stato un risultato che ha superato le aspettative. Le nostre aziende hanno il vantaggio di essere veloci e flessibili, anche rispetto ad altri Paesi, e soprattutto nell’arredo siamo molto forti. E la nostra filiera è molto corta, questo ci aiutato molto. Grazie all’innovazione digitale riusciamo a seguire perfettamente la nascita di un prodotto. Da parte nostra stiamo investendo nell’ampliamento e riqualificazione della nostra rete retail, con nuovi monomarca e strumenti digitali, e nel rafforzamento delle nostre filiali, 12 nei cinque continenti. E stiamo investendo anche nell’autonomia energetica, per essere indipendenti nell’arco di tre anni»: così Giulia Molteni, Chief Marketing Officer Molteni.

  • De Vincenti (Aeroporti di Roma): «A Fiumicino investiamo anche su combustibili alternativi»

    «Se l’aeroporto di Fiumicino, miglior aeroporto europeo per il quinto anno di seguito, non ha criticità in questo periodo è anche perché durante la pandemia abbiamo mantenuto risorse umane e competenze. Ed è sulle persone che si basa la nostra strategia di sostenibilità. Abbiamo l’obiettivo di azzerare le emissioni dirette entro il 2030 e di abbattere quelle indirette, sia dei vettori aerei sia quelle delle infrastrutture che conducono all'aeroporto. Stiamo lavorando sul tema dell’idrogeno, anche s ei primi volti commerciali arriveranno solo nel 2035, e sui “sustainable aviation fuels”, combustibili bio che possono essere miscelati con quelli tradizionali. Oggi a Fiumicino, dove arriverà l’alta velocità, accogliamo 100mila passeggeri al giorno, il 75-80% del numero pre-pandemia, soprattutto da Nord America e Paesi europei come Spagna, Uk, Francia e Germania. E nel 2024 arriveranno i droni per il trasporto elettrico», ha detto Claudio De Vincenti, Presidente Aeroporti di Roma.

  • Sasso (Idb): «La sostenibilità attrae investimenti»


    «Anche in vista del nostro progetto di quotazione, previsto per il primo semestre 2023, abbiamo adottato un codice etico e abbiamo pubblicato un bilancio di sostenibilità: ma la sostenibilità è già nei nostri prodotti, usiamo materiali riciclati e certificati, e facciamo prodotti che potenzialmente durano per sempre», ha detto Andrea Sasso, Chairman & Ceo Italian Design Brands.

  • Torriero (Abi): «Offrire strumenti e soluzioni prima che si aprano le crisi»

    «In epoca di multicrisi la politica economica deve anticipare con soluzioni e strumenti le diverse esigenze delle imprese. Il dl Aiuti ha previsto nuovi interventi, ma dobbiamo rilevare che sono strumenti non ancora pienamente operativi perché manca l’ok da parte della Commissione Europea. Al momento siamo tornati a una situazione di pre-crisi come gestione e rischiosità del portafoglio bancario. Siamo fiduciosi che anche un eventuale incremento delle sofferenze sarà pienamente gestibile dal settore, come nel 2012», ha detto Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale ABI

  • Parzani (Borsa Italiana): «Le imprese devono evolvere la loro governance»


    «Le aziende italiane hanno bisogno di un importante cambio di visione per quanto riguarda la governance, un passaggio che si fa fatica a fare. In un contesto multicrisi c'è bisogno di molta lungimiranza e molta strategia, abbandonando la visione di corto periodo. I percorsi di innovazione non devono essere interrotti - ha detto
    Claudia Parzani, Partner Linklaters, Presidente Borsa Italiana -. Quando si parla di Esg, non si sottolinea che la governance permette di crescere sugli altri due pillars. Credo molto nell’impresa sociale, legata al territorio e alla comunità, capace di attrarre e mantenere i talenti».

  • Liguti (Sace): «Pronti con altri aiuti alle aziende»

    «In questi anni di complessità senza precedenti Sace è stata chiamata a svolgere un ruolo importante al fianco delle imprese italiane, anche sul mercato domestico in un'ottica emergenziale con Garanzia Italia e più strutturale per la ripartenza con le Garanzie Green, rafforzando, al tempo stesso, la nostra missione tradizionale di Export Credit Agency” - ha detto Dario Liguti, Chief Underwriting Officer di Sace -. Con le nostre Garanzie Green, come attuatori del Green New Deal sul territorio nazionale, sosteniamo il tema strategico della transizione ecologica dell'Italia. Una sfida che dal 2020 ad oggi ci ha visto sostenere operazioni per oltre 5 miliardi di euro, cifra destinata a crescere anche grazie alla finalizzazione di diverse convenzioni bancarie per semplificare l'accesso alle aziende, soprattutto le pmi. Il governo ci ha anche affidato un altro mandato a sostegno delle imprese: il dl Aiuti, discusso in questi giorni in Parlamento, prevede un nostro impegno emergenziale a supporto della liquidità delle imprese e un impegno strutturale degli investimenti per il rilancio e la crescita. L'esperienza di Garanzia Italia - in cui in tempi record e in pieno lockdown, abbiamo implementato un sistema totalmente digitalizzato di analisi ed emissione di garanzie, mobilitando fino a oggi risorse per 42 miliardi di euro a fronte di quasi 6400 operazioni – ci rende sicuramente pronti a questa nuova sfida».

  • Della Vedova (Enel Group): «Bisogna confermare gli strumenti per sostenere le pmi»

    Nicole Della Vedova

    «La guerra ha aumentato difficoltà che si erano già delineate in precedenza. E strumenti che sono stati molto utili alle imprese durante la pandemia, come Garanzia Italia e le moratorie, possono funzionare benissimo anche in questo frangente. Bisogna dare respiro al sistema delle imprese, soprattutto alle pmi che sono il tessuto dell’Italia. Due anni fa abbiamo lanciato un programma di supporto ai nostri fornitori, anche sul fronte finanziario. La crisi climatica impone dei passi come il ritorno temporaneo al carbone, ma sarò solo per un periodo. Per quanto ci riguarda abbiamo mantenuto il nostro target di decarbonizzazione al 2040, anticipandola di dieci anni», ha detto Nicole Della Vedova, Head of Corporate Finance Enel Group.

  • Perrazzelli (Bankitalia): «Le banche italiane sono solide, ma devono tener conto dei rischi climatici»

    Alessandra Perrazzelli

    «Le banche italiane stanno affrontando questa crisi partendo da una condizione equilibrata. Le condizioni di credito sono diventate più difficili negli ultimi mesi, ma i prestiti al settore privato continuano a crescere, anche se a ritmi più moderati per le imprese. La liquidità delle imprese è buona, eventuali esigenze legate alle conseguenze economiche della guerra potranno essere soddisfatte con prestiti garantiti dallo Stato, fino alla fine del 2022. Il rialzo del tassi di interesse non dovrebbe frenare questa dinamica del credito - ha detto Alessandra Perrazzelli, Vice Direttrice Generale Banca d'Italia - . L'impatto sulla redditività delle banche dovrebbe essere nel complesso positivo. Le banche possono peraltro sostenere sia la transizione digitale sia la green: con un’indagine a livello europeo sulla sostenibilità abbiamo per la prima volta identificato i rischi provenienti dal cambiamento climatico e l’impatto sul rischio operativo delle banche: quasi 2/3 delle banche non hanno incorporato i rischi climatici nei loro modelli e non tengono conto dei futuri scenari. Non è facile capire se questo potrà portare a stretta creditizia per alcune tipologie di imprese»

  • Chipman (IISS): «La globalizzazione non sarà più come prima».

    «La globalizzazione non tornerà a essere quello che era tre anni fa. Nel 2023 continuerà il conflitto in Ucraina, ma anche prima c’erano elementi che avevano sfidato la globalizzazione, come le tensioni fra Cina e Stati Uniti, il Covid, che hanno evidenziato problemi della supply chain. Tutti sono molto cauti. Gli europei devono trovare un modo per rafforzare la difesa, per aumentare la cultura della strategia. In Europa il focus si sta spostando verso i Paesi del nord e dell’est, che stanno facendo da nuovo ago della bilancia», afferma John Chipman, Director-General and Chief Executive International Institute for Strategic Studies (IISS).

  • Beltrame (Confindustria): «Servono più informazioni per le pmi che vogliono esportare»

    «Le previsioni di recessione globale non sono una buona notizia: portano meno consumi e più costi sociali. Oggi stiamo vivendo non una semplice crisi, ma una multicrisi, la situazione geopolitica è molto complessa e difficile. Dopo la Germania l’Italia è il Paese più colpito ed esposto al gas della Russia. Stiamo aumentando gli stoccaggi, ma ci sono limiti oggettivi che pagano anche errori del passato. Come Confindustria vorremmo anche un servizio di intelligence per dare informazioni alle aziende, soprattutto le pmi, per valutare i rischi di una possibile presenza in un Paese», afferma Barbara Beltrame, Vicepresidente Confindustria con delega all’Internazionalizzazione.

  • Salzano (Simest): «L’Italia deve innovare per difendersi dal restringimento dei mercati»

    Pasquale Salzano

    «La guerra ha portato una rottura dell’ordine internazionale che conoscevamo dal 1945 e un’involuzione di alcuni meccanismi. A fronte di una possibile recessione o peggio ancora di stagflazione, si delineano scenari che vedono la globalizzazione contrarsi, con rischi per i Paesi che hanno vocazione all’export come l’Italia. Per noi è dunque una situazione da tenere in grande considerazione. Dobbiamo portare le nostre imprese a innovare prodotto e processo, e a investire nella formazione»: così Pasquale Salzano, presidente Simest. «A settembre-ottobre avvieremo misure per imprese che importano dall’area russa e ucraina. E abbiamo messo a disposizione di imprese che fatturano almeno il 20% in quelle aree finanziamenti agevolati e prestiti a fondo perduto».

  • Ferro (Ice): «L’export guida la ripresa dell’Italia»

    Carlo Ferro

    «Negli ultimi 30 anni l'export italiano è cresciuto del 136%, i consumi delle famiglie del 13%. L’export è stato il drive che ha consentito di superare la crisi del 2008, e la stessa cosa stiamo iniziando a constatarla anche stavolta, con gli ottimi dati della ripresa post pandemia, con l’export che ha generato l’80% della crescita del Pil. Nonostante la guerra, i numeri ci sono ancora: nel 20-21, l’export è salito del 7% rispetto al prepandemia, e del 20,7% nei primi quattro mesi del 2022. Ma bisogna distinguere fra dati nominali e dati reali. E nei primi quattro mesi del 2022 la crescita in valori reali resta del 3%. La prospettiva nei prossimi due anni è di crescita ulteriore, del 2,1 nel 2022 e del 4% nel 2023»: così Carlo Ferro, presidente Ice.

  • McGuinness: «Dobbiamo diversificare le fonti energetiche. Faremo di tutto per evitare il razionamento»

    «Dobbiamo diversificarci velocemente sul fronte dell'approvvigionamento energetico. Vogliamo evitare il razionamento energetico, ma non possiamo controllare le fonti, siamo troppo dipendenti dalla Russia. Dovremmo pensare a rendere prioritari gli investimenti nelle rinnovabili, sia nel pubblico sia nel privato, velocizzare i permessi e abbattere la burocrazia. Anche la transizione green potrà essere accelerata dal conflitto. Immagino un’Europa unita anche dalla condivisione delle fonti energetiche green», afferma Mairead McGuinness, Commissario al Servizi finanziari, stabilità dei capitali e Unione dei mercati, Commissione Europea

  • McGuinness: «Incertezza, ma le pmi italiane sono esempi di resilienza»

    «Il futuro è incerto, ma l’Unione Europea si è dimostrata molto unita, come nella pandemia. Ma la crisi comporterà delle riforme e le banche devono essere ottimiste.
    Anche perché, in Italia come negli altri Paesi europei, le banche sono state molto creative, hanno supportato i governi e continuano a farlo. Anche in Italia in modo eccellente, come ho visto pmi molto resilienti. Ogni industria con cui ho parlato racconta di essere piena di lavoro, ma di non avere abbastanza componenti né forza lavoro, dunque dobbiamo seguire da vicino il tema delle supply chain globali»: così Mairead McGuinness, Commissario al Servizi finanziari, stabilità dei capitali e Unione dei mercati, Commissione Europea

  • Hall (Financial Times): «L’Italia ha un ruolo fondamentale nelle prossime sfide»

    «L’Italia è un Paese fondamentale per il progetto europeo, con le sue debolezze e la sua forza, e sta affrontando le sfide dell’inflazione, della guerra, della spesa dei 200 miliardi del Recovery Fund con la resilienza che da sempre la caratterizza»: così Ben Hall, Europe Editor Financial Times.

  • Tamburini (Il Sole 24 Ore): «L’Italia mantiene nonostante tutto un ottimo livello di export»

    «Questo evento è un’introduzione al Summit che in ottobre dedicheremo al Made in Italy e all'export. Nonostante la crisi e l'inflazione, e i dati negativi che invece si rilevano in altri Paesi come per esempio la Germania, in Italia ci stiamo difendendo molto bene e manteniamo dei livelli di eccellenza nelle esportazioni. Abbiamo scelto di raccontare dunque le linee guide scelte per il 2022, innovazione, sostenibilità e resilienza, sfide necessarie ma anche chiavi di successo delle imprese per il futuro»: così il direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, aprendo i lavori del Pre-Summit.

  • Al via i lavori del Made in Italy Pre-Summit

    Con il saluto di Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, Ben Hall, Europe Editor Financial Times e Giuseppe De Bellis, direttore Sky TG24 si apre la nuova edizione del Made in Italy Pre Summit 2022, “Driving Innovation, Sustainability and Resilience”

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