IL CASO MPG

Made in Varese la Coppa del Nonno “Bio”

La varesina Mpg realizza gli involucri con un nuovo polimero che abbatte le emissioni di CO2. Commessa da cento milioni di pezzi in quattro anni

di Luca Orlando

3' di lettura

Venticinque milioni di pezzi all’anno per quattro anni. È la commessa conquistata da Mpg, Manifattura Plastica Spa di Gallarate, per realizzare il nuovo contenitore di uno dei gelati iconici di Nestlè, la Coppa del Nonno. Involucro realizzato ora con un polipropilene biologico, che consente di risparmiare 2,5 kg di emissioni di CO2 per ogni chilo di materiale utilizzato.

«Ormai - spiega Giampiero Perego, Presidente della Mpg - l’indicazione in arrivo dalle multinazionali è chiara e va nella direzione della sostenibilità. E questa commessa, del valore di 2,5 milioni di euro, mette a frutto i nostri investimenti in questo percorso, che anche per le Pmi diventa in un certo senso obbligato».

Loading...

L’azienda varesina, 18 milioni di euro nel 2019, è stata infatti apripista in Italia nella certificazione ISCC (International Sustainability & Carbon Certification) per i propri imballaggi rigidi, manufatti per alimenti associati a materiali rinnovabili a base vegetale.

«La realtà – aggiunge Perego - è che a rendere green l'economia possono essere solo le imprese con i propri investimenti. Ed è ciò in cui siamo impegnati come azienda da tempo qui a Gallarate, dove grazie all'impegno nello sviluppo di nuove strutture e nuovi modelli organizzativi puntiamo alla realizzazione di imballaggi sostenibili anche in un comparto, quello alimentare, con stringenti normative».

Il polipropilene biologico è acquistato da una multinazionale francese ma per essere lavorato ha richiesto a Mpg la realizzazione di nuovi investimenti e di stampi ad hoc, oltre che l’adeguamento dei processi produttivi. Il materiale ha un costo superiore del 40-50% rispetto a quello tradizionale ma anche in queste condizioni è visto come un fattore di crescita per io futuro.

«Direi che al momento - racconta l’imprenditore - stiamo lavorando forse più per lo sviluppo che per la produzione. La produzione biobased vale circa il 10% dei nostri volumi ma a tendere io credo che arriverà a rappresentare la totalità del nostro output. Del resto l'interesse del mercato è evidente, stiamo trattando con altri gruppi che sono interessati a sfruttare questa possibilità per le forniture future».

Il 90% della produzione di Mpg consiste in imballaggi per alimenti e all'interno delle sue vaschette in plastica vengono confezionati ad esempio gelati come quelli Motta, Coppa del Nonno, Valsoia, e prodotti caseari quali il gorgonzola di Igor. Sono alcuni dei brand riforniti dall'azienda gallaratese che ha tra il suo parco clienti anche colossi come Unilever e Kraft-Heinz. Una realtà che si inserisce all'interno di un distretto, quello industriale varesino, che per numero di addetti nel settore gomma e materie plastiche è terzo in Italia: 489 imprese per più di 10.300 lavoratori, 2.300 dei quali impiegati nello specifico comparto degli imballaggi in plastica.

Mpg nel 2019 ha chiuso il bilancio con ricavi per 18 milioni di euro ed impiega tra i 70 e i 115 addetti (nel settore, soprattutto per un'azienda che rifornisce i produttori di gelato, la stagionalità è molto alta).

«Nel 2020 – commenta Perego – l'emergenza Covid ha di fatto modificato la percezione della realtà da parte dei consumatori, trasformando quindi consumi, modalità di acquisto, percezione della green economy. Investire per il raggiungimento di una concreta sostenibilità ambientale diventa perciò la strada non solo auspicabile da percorrere, ma anche e soprattutto necessaria. Gli sviluppi nel nostro settore, come dimostra l'ottenimento della certificazione ISCC Plus ne sono la prova».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti