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Madrid, attaccato Goya al Prado. Van Gogh salvo torna in mostra

I dipinti de ’las Majas’ di Goya non sono stati danneggiati, mentre “le cornici presentano lievi danni”, ha assicurato il Prado in un tweet

Madrid, attacco ecoattiviste contro 'Las Mayas' di Goya

3' di lettura

Van Gogh è salvo. Goya pure, nonostante l’attacco oggi 5 novembre al Museo del Prado di due attivisti di Futuro Vegetal, arrestati, che hanno incollato le loro mani alle cornici di due quadri di Francisco de Goya per richiamare l’attenzione sul problema della crisi climatica.

I dipinti de ’las Majas’ di Goya non sono stati danneggiati, mentre “le cornici presentano lievi danni”, ha assicurato il Prado in un tweet. I reati contestati ai due giovani sono ’alterazione dell’ordine pubblico’ e ’danni’. Il ministro della Cultura spagnolo, Miquel Iceta, ha condannato l’accaduto, definendolo un “atto vandalico”. «Non c’è causa che giustifichi di attaccare il patrimonio di tutti», ha scritto su Twitter.

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Parole simili a quelle pronunciate dal nostro ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che era ieri 4 novembre andato a verificare a Palazzo Bonaparte a Roma. Azioni che si stanno ripetendo in tutta Europa da maggio quando alla Gioconda al Louvre di Parigi fu tirata una torta in faccia.

Al centro di tutto e al netto delle azioni di protesta dei collettivi giovanili di disobbedienza civile, c’è la questione della sicurezza delle opere d’arte nei musei: una mappa della messa al sicuro e un piano per questo è diventato prioritario alla luce degli avvenimenti che si stanno susseguendo.

Che Il Seminatore di Van Gogh fosse salvo lo si era capito già ieri a caldo dopo il raid degli attivisti di Ultima Generazione che lo avevano imbrattato di zuppa di verdura alla mostra immersiva sul grande pittore olandese, in corso a Roma.

La perizia di oggi lo ha confermato e così domani, domenica 6 novembre, il quadro con il contadino che sparge semi nella campagna con quei gialli che tanto amava il genio che lo aveva dipinto ad Arles nel 1888, può tornare a fare bella mostra di sè nell’esposizione che è tra gli eventi dell’anno.

«Il seminatore di Vincent van Gogh è risultato integro dopo che ieri, a Roma, è stata lanciata della zuppa da parte di attivisti per il cambiamento climatico. La cornice ha subito lievi danni. Dopo un’attenta indagine in loco da parte di un conservatore del museo, Il seminatore esposto a Palazzo Bonaparte in prestito dal Kröller-Müller Museum potrà essere nuovamente esposto al pubblico da domani», ha detto il Kröller-Müller di Otterlo, che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh e da cui proviene Il Seminatore e l’altra cinquantina di opere visibili a Roma.

«Apprendiamo che la presidente Giorgia Meloni è fortemente indignata per un vetro sporco in un museo e non per gli effetti del collasso climatico, drammaticamente reali nel Paese. Il nostro non è vandalismo, ma il grido di allarme di cittadini disperati che non si rassegnano ad andare incontro alla distruzione del Pianeta e, con esso, della propria vita», hanno affermato in una nota, gli attivisti che rifiutano di essere definiti ambientalisti.

A Palazzo Bonaparte si è potuto evitare il danno proprio grazie ai sistemi che hanno reso efficace mediaticamente il gesto ma senza conseguenze all’arte. Come detto all’Ansa dalla presidente di Arthemisia Iole Siena, «visti i molteplici e recenti attentati al patrimonio artistico internazionale da parte di alcune associazioni ambientaliste, Arthemisia in accordo con il Kröller-Müller Museum e le Forze dell’Ordine, aveva già stabilito un protocollo di sicurezza e potenziato la stessa all’interno dello spazio espositivo aumentando i controlli in ingresso».

Per questo Arthemisia precisa i fatti di ieri 4 novembre: «Alle ore 12.00 quattro ragazze di giovane età sono entrate in mostra separatamente, acquistando regolare biglietto d’ingresso. Non avevano borse né zaini, perchè il protocollo di sicurezza adottato prevede il deposito obbligatorio di tutti i contenitori voluminosi. Le ragazze si sono “mimetizzate” in un gruppo che stava effettuando la visita guidata alla mostra, e una volta di fronte al quadro hanno estratto repentinamente da sotto i vestiti due piccoli barattoli contenenti la zuppa di verdure e l’hanno lanciata verso il quadro. Non vi sono stati danni - sottolinea l’organizzazione culturale - sia perchè la quantità di liquido, grazie alle misure di sicurezza adottate, è stata minima, sia perchè il quadro era protetto da un vetro. Il dipinto non ha quindi subito alcun danno anche grazie alla tempestiva attuazione del protocollo di sicurezza e il conseguente intervento delle Forze dell’Ordine che hanno così consentito una rapida rimozione dell’opera dalla sua sede per i dovuti accertamenti e rilevamenti dello stato di conservazione in un luogo deputato».

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