la giornata dei mercati

Madrid «paga» il voto in Catalogna. A Milano profondo rosso per Carige

di Cheo Condina e Flavia Carletti

5' di lettura

Chiusura sotto la parità a Piazza Affari nell'ultima seduta prima della pausa per le feste natalizie. Il Ftse Mib ha perso lo 0,14% e il Ftse All Share lo 0,19 per cento. Protagonista in negativo in Europa è stata Madrid (Ibex35 in calo di circa un punto percentuale), maglia nera all'indomani del voto in Catalogna. Gli indipendenti hanno la maggioranza del parlamento regionale anche se il primo partito è unionista, creando così incertezza sul futuro della regione. «Il governo spagnolo intende offrire tutta la sua collaborazione e volontà di dialogo costruttivo, aperto e realista, al governo che si costituirà in Catalogna per risolvere i problemi dei catalani», ha dichiarato il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, che si è detto disponibile a incontrare «chi ha vinto le elezioni, cioè Ines Arrimadas», la leader del partito Ciudadanos che ha ottenuto un successo storico con il 25,3% dei suffragi ma che non appare in grado di formare un governo e non il leader indipendentista Carles Puigdemont.

Deboli anche Parigi (-0,39% il Cac40) e Francoforte (-0,28%), con Londra che ha chiuso alle 13.30 ora italiana con una flessione dello 0,15%, dopo aver toccato nuovi massimi storici. Intanto Wall Street è in calo, con gli investitori cauti, nel giorno in cui il presidente Usa, Donald Trump, ha firmato la riforma fiscale varata dal Congresso e la misura che permette di finanziare il governo fino al 19 gennaio, evitando dunque uno shutdown allo scattare della mezzanotte odierna a Washington.

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A Milano vendite sui bancari, Bpe r -1,97% e Carige crolla del 12,87%

Tra i titoli, a Milano gli acquisti hanno premiato Buzzi Unicem (+1,8%), Recordati (+1,5%) e Banca Generali (+0,79%), quando i finanziari sono apparsi contrastati. In rosso Bper (-1,97%), Unicredit (-1,61%), e Banco Bpm (-1,32%) che hanno chiuso in fondo al segmento. Restando tra i bancari, Carige ha subito una serie di stop and go nel corso di tutta la seduta, per chiudere in ribasso del 12,87%, peggiore del listino milanese. Malacalza Investimenti ha annunciato la sottoscrizione dell'aumento di capitale per ulteriori 25 milioni di euro. In questo modo la partecipazione sale sopra il 20% ma Malacalza Investimenti aveva ricevuto l'autorizzazione a portarsi fino al 28% del capitale.

Saipem tiene in chiusura, a Mediaset non bastano i Mondiali 2018

Saipem, dopo una seduta altamente volatile, riesce a chiudere in leggero rialzo (+0,11%), nonostante la notizia che ha perso il lodo arbitrale sulla costruzione di un impianto con l'algerina Sonatrach, che potrebbe costare 135 milioni di dollari, non computati nella guidance e riferibili già all'esercizio 2017. Saipem aveva già tagliato le stime per i ricavi del 2017 da circa 10 a 9,5 miliardi di euro, senza toccare quelle sull'ebitda a 1 miliardo, mentre quelle sull'utile netto adjusted erano passate da 230 a 200 milioni di euro, a causa di maggiori oneri finanziari. Mediaset (-0,67%), non è riuscita a mantenere i progressi della mattinata, che erano stati alimentati dalla notizia dell'aggiudicazione dei diritti dei Mondiali di calcio 2018. In un incontro con la stampa oggi, l'amministratore delegato di Pubblitalia, Stefano Sala, ha annunciato che la raccolta pubblicitaria totale (tv, web e radio) del gruppo Mediaset in Italia nel 2017 crescerà dello 0,3-0,5%, a fronte di un mercato in calo del 2,5%.

Euro scende sul dollaro, petrolio debole e spread BTp/Bund in calo

Sul fronte dei cambi la moneta unica ha perso terreno è passa di mano a 1,1842 dollari (1,186 alla vigilia), e 134,2095 yen (134,59), quando il dollaro vale 113,341 yen (113,5). In calo il petrolio: il contratto sul Wti consegna febbraio scivola dello 0,21% a 58,24 dollari al barile. Lo spread tra il BTp e il bund decennale tedesco è sceso sotto 147 punti base in chiusura dei mercati europei, in calo dai 149 di ieri, dopo essere salito in mattinata fino a un massimo intorno a 153 punti base.

Nuova tornata di dati Usa, c'è fiducia in economia

Nel pomeriggio è arrivata una nuova tornata di dati Usa mostra che i cittadini statunitensi hanno fiducia nella loro economia. Nel mese di novembre hanno speso più di quanto hanno risparmiato. Il tasso di risparmio è calato al minimo in un decennio. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, le spese per consumi sono salite dello 0,6%, più dello 0,4% atteso dagli analisti. I redditi personali sono cresciuti dello 0,3%, meno dello 0,4% atteso, dopo il +0,4% di ottobre. Il tasso di risparmio in novembre si è attestato al 2,9%, meno del 3,6% del mese precedente, molto al di sotto del 5,1% di giugno 2016 e al minimo da novembre 2007. Per quanto riguarda l'inflazione, nel mese di novembre è salita dello 0,2% su mese e dell'1,8% su anno, sotto il target della Federal Reserve. Nello stesso mese, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono cresciuti, ma a un passo inferiore alle attese, comunque recuperando terreno rispetto al mese precedente. Come riporta il dipartimento al Commercio, gli ordini di beni destinati a durare più di tre anni, sono saliti dell'1,3% a 241,36 miliardi di dollari, mentre gli analisti attendevano un aumento del 2%. In ottobre il dato era calato dello 0,4% (rivisto al rialzo dal -0,8% della prima stima). Gli ordini sono in aumento del 5,4% nei primi undici mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2016. È ai massimi da 10 anni anche il dato sulle vendite di case nuove: in novembre ha fatto segnare un +17%,5, battendo le stime e portandosi al top da luglio 2007. Appare come una nota stonata, invece, il dato sulla fiducia dei consumatori, calcolato dall'Università del Michigan. La rilevazione di fine mese ha visto il dato attestarsi a 95,9 punti, in ribasso dai 96,8 punti di metà mese e sotto i 98,5 punti di fine novembre.

BTp: netto recupero nel finale, spread con Bund a 147 punti base
Seconda parte di seduta sugli scudi per i titoli di Stato italiani che si apprezzano nettamente grazie a una corrente di acquisti sui titoli sovrani dell'eurozona. L'avanzata dei titoli italiani contribuisce al restringimento dello spread. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005274805) e il pari scadenza tedesco, dopo aver segnato in avvio stamani i 153 punti base, termina la seduta a 147 punti (149 punti della chiusura di ieri).
Il rendimento dei decennali italiani cala all'1,9 per cento dall'1,91% del riferimento della vigilia. I Bonos spagnoli recuperano contro i Bund con uno spread che cala 102 punti dai 112 punti dell'avvio per un rendimento che cala all'1,46% dall'1,53 per cento di stamani.
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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