musei e biennali

Madrid, il Reina Sofia e la Fundación Arco acquistano ad Arco: ecco chi entra in collezione

di Silvia Anna Barrilà

Von Calhau!, Courtesy Pedro Alfacinha Lisboa

4' di lettura

Come da tradizione, anche quest'anno tra i 100.000 visitatori della fiera Arco di Madrid, giunta alla sua 36ª edizione (22-26 febbraio), c'era il museo Reina Sofia , che ha fatto acquisti per la sua collezione. Ha speso 389.200 euro per comprare 18 opere di 11 artisti. Le scelte del museo da un lato sono ricadute sulla Escuela de Altamira, un gruppo fondato nel 1948 da Mathias Goeritz che rivendicava il recupero dell'arte d'avanguardia di fronte all'accademismo dell'arte ufficiale dell'epoca, dall'altro si è puntato a soddisfare uno degli obiettivi del museo degli ultimi anni, cioè di incrementare la presenza nella collezione di opere del Centro de Cálculo de la Universidad de Madrid, un centro che raccoglie i computer ceduti da Ibm tra il 1968 e il 1974 e serviti per lavori di sperimentazione artistica, linguistica, architettonica, matematica.

Ma oltre a questi due focus, il museo ha acquistato la sua seconda opera di Mladen Stilinović (1947-2016), importante artista yugoslavo appartenente ad una generazione che è attualmente rivisitata dai grandi musei (Stilinović è nelle collezioni del MoMA e del Pompidou ) e alla quale anche il Reina Sofia intende dare spazio. Inoltre ha comprato un'opera di Ferran García Sevilla (1949), artista concettuale catalano degli anni ’70 già ben rappresentato in collezione; una della tedesca Anna Opermann (1940-1993), anche lei attiva negli anni ’70; una della francese Anne Marie Schneider (1962), attiva a partire dagli anni ’90 e, infine, una dell'argentina Adriana Bustos (1965), scelta dettata dall'interesse del museo per l'arte dell'America Latina.

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Ed era, infatti proprio l'Argentina il focus di quest'anno della fiera, che si propone come un luogo di incontro e scambio tra l'America Latina e l'Europa. Gli organizzatori hanno mostrato soddisfazione per questa edizione, dichiarando che sono stati registrati chiari segnali di ripresa del mercato e numerose vendite. Guardando ai numeri del Reina Sofia, l'investimento ad Arco è stato in linea con quello degli ultimi due anni, in salita rispetto al 2014, quando ad Arco erano stati spesi solo 200.000 euro, ma non ancora ai livelli del 2012, quando si erano spesi 700.000 euro (vedi tabella).

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Le scelte della Fundación Arco. Anche la Fundación ARCO ha rinnovato il suo impegno di acquistare in fiera per la sua collezione e quest'anno ha speso 146.000 euro per dieci opere di sette artisti (non sono noti gli acquisti degli anni precedenti). I fondi per la spesa sono stati raccolti grazie a donazioni private e ai ricavi della cena d'inaugurazione alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando , il 21 febbraio. La collezione, fondata nel 1987 dall'ente fieristico di Madrid Ifema per servire come esempio di acquisto in fiera per altre istituzioni e aziende e per incentivare il collezionismo e il mercato, include più di 300 pezzi ed è attualmente in prestito al CA2M - Centro de Arte Dos de Mayo della Comunità autonoma di Madrid, dove viene esposta nell'ambito del programma espositivo del museo. Lo scorso novembre la fondazione ha ricevuto una menzione speciale nell'ambito dei «Corporate Art Awards» della startup italiana pptArt come migliore iniziativa per la promozione, ricerca e disseminazione dell'arte contemporanea.

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Le opere sono state scelte su suggerimento del nuovo direttore del Centro de Arte Dos de Mayo, Manuel Segade, insieme a Miguel von Hafe, direttore del Centro Galego de Arte Contemporánea . Sono state acquistate da sette gallerie tra cui un'italiana, P420 di Bologna, dove è stata selezionata un'opera del 1991 dell'artista tedesca, nata nel 1934 e attiva a Milano, Irma Blank della serie «Radical Writings», un esercizio meditativo che parte dalla scrittura e dal linguaggio fino a privarlo del suo significato. Il prezzo al pubblico era sui 10.000 euro.
Le altre scelte sono ricadute su artisti giovani: due olandesi, Falke Pisano (1978), presentata dalla galleria di Amsterdam Ellen de Bruijne Projects, e Gwenneth Boelens (1980), presentata da Klemm's di Berlino; Daniel Steegmann Mangrané, nato nel 1977 a Barcellona e di base a Rio de Janeiro, presentato da un'altra galleria berlinese, Esther Schipper (il price range per le sue opere varia tra 20.000 e 35.000 euro). Poi tre opere dell'artista brasiliano Ivan Grilo (1986), presentato da Casa Triangulo di San Paolo; due sculture in cemento realizzate quest'anno dallo spagnolo Sergio Prego (1969) a 9.000 euro l'una presentate dalla galleria di Barcellona etHall; e infine due di Von Calh au!, duo formato nel 2006 dagli artisti portoghesi Marta Ângela e João Artur, rappresentato da Pedro Alfacinha di Lisbona.

I premi ai collezionisti. Tra gli altri che hanno acquistato in fiera sono stati l'argentino Eduardo Costantini, imprenditore immobiliare e finanziere, fondatore del museo Malba di Buenos Aires, che ha comprato da varie galleria tra cui l'italiana Continua, dove ha scelto opere degli argentini Jorge Macchi (1963) e Edgardo Rudnitzky (1956); la coppia Marina e Eduardo Hochschild, iniziatori di una collezione di arte contemporanea peruviana in questo momento in mostra alla Sala Alcalá 31 di Madrid; la fondazione portoghese Fundação EDP , che quest'anno si è distinta per il lancio del nuovo museo Maat a Lisbona; e la fondazione della gallerista Helga de Alvear.

Tutti loro sono stati premiati a dicembre durante Art Basel Miami Beach 2016 dalla stessa Fundación Arco, che per la 21ª volta ha assegnato sei premi a collezionisti privati e istituzionali. Gli altri premi sono andati a Galila Barzilai-Hollander, che presto aprirà uno spazio a Bruxelles, e Isabel e Agustín Coppel, collezionisti di arte messicana moderna e contemporanea internazionale con un focus sulla fotografia.

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