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Mafia: chi è Nicosia, il Radicale «messaggero» dei boss al 41 bis

Dalle iniziative per i diritti dei detenuti al ruolo di assistente parlamentare di Giuseppina Occhionero, deputata passata da Leu a Italia Viva. Per la procura avrebbe portato ai clan gli ordini dei capimafia carcerati


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Antonello Nicosia, politico radicale arrestato perché accusato di aver fatto da tramite tra boss detenuti e clan

3' di lettura

Avrebbe fatto da tramite tra capimafia al 41 bis e i clan, portando all’esterno messaggi e ordini: fermato un esponente dei Radicali italiani. La Procura di Palermo ha fermato 5 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa e favoreggiamento. In carcere, tra gli altri, sono finiti il capomafia di Sciacca Accursio Dimino e Antonello Nicosia, membro del Comitato nazionale dei Radicali italiani per anni impegnato in battaglie per i diritti dei detenuti.

Il messaggero dei boss al 41 bis
Assieme a una parlamentare di Leu di cui si sarebbe detto collaboratore ha incontrato diversi boss detenuti. Un «pretesto», secondo la Procura palermitana, per portare ai clan operanti all’esterno messaggi e ordini dei capi in stato di detenzione. La parlamentare al cui seguito Nicosia è entrato in istituti di pena di alta sicurezza come Tolmezzo è Giuseppina Occhionero, 41 anni, molisana. La Occhionero, avvocato, è stata eletta alle ultime elezioni politiche nelle liste di Leu ed è recentemente passata a Italia Viva, il partito di Renzi.

Collaboratore della deputata di Italia Viva
La deputata non è al momento indagata, ma sarà sentita dai procuratori di Palermo come testimone. Sostenendo di essere collaboratore della donna - i magistrati hanno delegato accertamenti alla Camera per verificare se sia vero - Nicosia poteva avere incontri con padrini mafiosi. Nelle conversazioni intercettate, l’esponente Radicale sottolineava il vantaggio di entrare negli istituti di pena assieme alla deputata in quanto questo genere di visite non erano soggette a permessi.

Gestiva il business di Dimino
Nicosia, secondo i magistrati, non si sarebbe limitato a fare da tramite tra i detenuti e le cosche, ma avrebbe gestito business in società col boss di Sciacca Dimino, con cui si incontrava abitualmente, fatto affari coi clan americani e riciclato denaro sporco. Da alcune intercettazioni emergerebbero anche progetti di omicidi. L’inchiesta, condotta da Ros e Gico, è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara e Francesca Dessì.

Direttore dell’Oidu
Direttore dell’Osservatorio Internazionale dei diritti umani (Oidu), pedagogista, laureato in Scienze della Formazione multimediale con una tesi sul «Trattamento penitenziario, ascoltare e progettare per rieducare
sorvegliare e rieducare, l’esperienza carcere», Antonello Nicosia, originario di Sciacca, fermato per associazione mafiosa insieme al boss di Sciacca Accursio Dimino, è stato eletto per due anni (2017-2018) come componente del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani.

Storico della mafia
Per i pm sarebbe vicino all’ala di Cosa nostra che fa riferimento al boss latitante Matteo Messina Denaro. Nel curriculum allegato al sito dell’Oidu elenca esperienze nella formazione professionale in particolare nella progettazione di corsi per svantaggiati sociali e disoccupati. Sempre nel curriculum si dice «assistente parlamentare» e «docente a contratto nella scuola pubblica come esperto nei corsi Pon».

Nel 2011 è stato coordinatore del progetto «La Tavola Multiculturale», attività a favore della formazione e dell’integrazione degli immigrati. Nicosia indica tra i suoi titoli quello di ricercatore presso l’Invalsi, Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, e quello di insegnante di Storia della mafia nell’Università della California.

Per i pm, oltre a portare all’esterno i messaggi dei mafiosi che incontrava durante le sue visite in carcere, avrebbe gestito gli affari del clan in America e riciclato denaro sporco.

Per approfondire:
De Raho: «Da Brusca straordinario contributo alle indagini di mafia»

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