L’ipotesi al Viminale

Mafia: aziende confiscate in comodato d’uso gratuito per i soci lavoratori

Affidamento ai dipendenti di un gruppo di imprese sotto il controllo dello Stato

di Marco Ludovico

Il prefetto Bruno Frattasi , capo di gabinetto del ministro Luciana Lamorgese

2' di lettura

Un gruppo di aziende confiscate alla mafia e affidate in comodato d’uso gratuito ai soci lavoratori. Il progetto è in fase avanzata all’esame dell’Anbsc (agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati) del ministero dell’Interno. Novità assoluta in applicazione del nuovo codice antimafia. Operazione imponente: tra il 2016 e il 2020 le aziende in ballo, già sotto sequestro, hanno fatturato circa 210 milioni.

La sfida, avviata dal prefetto Bruno Frattasi alla guida dell’Anbsc - oggi capo di gabinetto del ministro Luciana Lamorgese - e poi dal successore Bruno Corda, riguarda un labirinto di 102 imprese nei più vari settori industriali con sedi a Roma, Napoli, Milano, Regno Unito, Lussemburgo, Costa Rica, Isole Vergini Britanniche, Panama. Valore stimato all’epoca del sequestro 390 milioni di euro, circa 2mila dipendenti.

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Le accuse

Con accuse pesanti risalenti al 2014 quando la sezione misure di prevenzione del tribunale di Roma dispose il sequestro del patrimonio dell’imprenditore romano Giovanni De Pierro: appropriazione indebita, truffa ai danni di enti pubblici, bancarotta fraudolenta, riciclaggio di capitali illeciti. Nella stragrande maggioranza questo genere di imprese dopo l’azione giudiziaria finisce in malora. Stavolta non è stato così. Il tandem di amministratori giudiziari - Giovanni Mottura, al vertice di Atac, e Stefano Viscogliosi, più il manager Marcello Laccisaglia - hanno ridisegnato le aziende oggi sono il controllo di Stato con contratti di rete e salvaguardato le posizioni di manager e funzionari non inquinati dalla mafia.

Occupazione salvaguardata

L’occupazione così è stata salvata. Tra il 2016 e il 2020 sono stati versati tra imposte e contributi Inps 50 milioni. Nel settore del pulimento il gruppo ha vinto appalti con Eni, Fao, Istat, Miur, ospedale San Camillo di Roma, Ospedali Riuniti di Foggia e di Ancona, Poste Italiane.

Ma la vitalità imprenditoriale nonostante la condizione di confisca ha poi fatto un salto di qualità. Il gruppo ha avviato le procedure per l’adesione senza oneri a Italia Virtute (Valuable Identity and Reputation Technologically Unique Trusted Engine), un sistema di rating reputazionale digitalizzato, documentato e tracciabile degli stakeholder, gestito dall’associazione no profit Crop News e già sperimentato con successo nell’ambito delle società in confisca amministrate da Anbsc per prevenire le infiltrazioni criminali.

In queste condizioni, senza dubbio virtuose e favorevoli, è arrivata la mossa, già in fase avanzata, ideata da Mottura e Viscogliosi. Il progetto riguarda tre società cooperative (Ideal Building Maintenance, Symply e S.T.F. Servizi Trasporti e Facchinaggio) e un consorzio di cooperative (Acotras), che rappresentano i due terzi di tutto il fatturato del gruppo sotto il controllo dello Stato.

L’obiettivo

L’obiettivo è quello di affidarle in comodato d’uso gratuito ai soci lavoratori che hanno condiviso il progetto di continuità aziendale. Anche se la proprietà non può essere trasferita, i dipendenti nella nuova configurazione diventano gestori. La prospettiva è rivoluzionaria.

Se il progetto andrà a buon fine, sarà il segno ad alto valore simbolico del riscatto di un’impresa, i suoi dipendenti per primi, contro la mafia.

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