cade accusa associazione mafiosa

Mafia capitale, cade accusa associazione mafiosa: 19 anni a Buzzi e 20 a Carminati

di Ivan Cimmarusti

(LaPresse)

3' di lettura

Mafia Capitale non è una mafia. Secondo il Tribunale di Roma sarebbero, in realtà, due diverse associazioni per delinquere ai cui vertici ci sarebbe stato comunque il “nero” Massimo Carminati assieme ad altri sodali come l'imprenditore Salvatore Buzzi, il consigliere regionale di Forza Italia Luca Gramazio e l'ex manager pubblico Franco Panzironi. A stabilirlo è stato il collegio giudicante della decima sezione penale (presidente Rosanna Iannello e giudici Renato Organelli e Giulia Arcieri), che solo in parte ha riconosciuto le ipotesi d'accusa della Procura della Repubblica di Roma.

Le condanne
Rispetto agli oltre 500 anni di carcere chiesti, infatti, i magistrati hanno stabilito pene per 290 anni complessivi. In particolare, l’ex Nar Massimo Carminati è stato condannato a 20 anni; il ras delle coop Salvatore Buzzi a 19; l’ex capogruppo del Pdl in Comune Luca Gramazio a 10; l’ex ad di Ama Franco Panzironi a 10; l’ex responsabile del tavolo per i migranti Luca Odevaine a 6 anni e 6 mesi; l’ex presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti a sei.

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Riqualificata l’associazione mafiosa
Nella lettura del dispositivo la presidente Ianniello ha riqualificato l’accusa di associazione mafiosa in «due diverse associazioni (la prima composta da Riccardo Brugia, Matteo Calvio, Massimo Carminati, Roberto Lacopo; la seconda composta da Riccardo Brugia, Salvatore Buzzi, Massimo Carminati, Claudio Caldarelli, Nadia Cerrito, Paolo Di Ninno, Agostino Gaglianone, Alessandra Garrone, Luca Gramazio, Carlo Maria Guarany, Cristiano Guarnera, Giuseppe Ietto, Franco Panzironi, Carlo Pucci e Fabrizio Franco Testa) esclusa l’aggravante di cui all'articolo 7 (metodo mafioso, ndr)».

Carminati «delinquente abituale»
Nel dispositivo, inoltre, si «dichiara Massimo Carminati delinquente abituale». Il Tribunale ha disposto che «a pena espiata (20 anni, ndr), il medesimo sia assegnato ad una colonia agricola o a una casa di lavoro per la durata minima di due anni».

Cinque assoluzioni
Su 46 imputati cinque sono stati assolti. Si tratta di Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, per i quali la Procura aveva chiesto 16 anni di carcere. Secondo l'accusa Rotolo e Ruggiero avrebbero garantito i contatti tra Mafia Capitale e ambienti della 'ndrangheta. Parziale assoluzione per l'ex dg di Ama (municipalizzata di Roma dei rifiuti), per il quale il Tribunale ha stabilito di rimandare gli atti alla Procura per una imputazione che potrebbe celare una presunta corruzione. Assolti anche l’ex sindaco di Castelnuovo di Porto, Fabio Stefoni e Giuseppe Mogliani.

Il procuratore aggiunto Ielo: sentenze si rispettano
«Questa sentenza riconosce un'associazione a delinquere semplice, non di tipo mafioso. Sono state date anche condanne alte. Rispettiamo la decisione dei giudici anche se ci danno torto in alcuni punti mentre in altri riconoscono il lavoro svolto in questi anni. Attenderemo le motivazioni» ha commentato il procuratore aggiunto Paolo Ielo dopo la sentenza della X sezione penale.

Avvocato Carminati: mai fare professionismo antimafia
«Questa sentenza è un modo serio di ricordare il sacrificio di Borsellino, non si deve fare il professionismo dell'antimafia. Se tutto è mafia nulla è mafia» ha detto invece l'avvocato di Massimo Carminati Giosuè Naso. «Ora mi devono togliere subito dal 41 bis». È stata questa la prima richiesta che Carminati ha rivolto a Naso subito dopo la lettura delle sentenza della X sezione penale del tribunale di Roma . «Non me lo aspettavo - ha aggiunto l'ex Nar al telefono con l'avvocato - avevi ragione tu ad essere ottimista». «Carminati temeva - ha detto Naso - che le pressioni mediatiche avessero portato ad un esito negativo per lui».

Difesa Buzzi: liberato città da una mafia costruita
«Abbiamo vinto, abbiamo sempre detto che la mafia a Roma non esiste e così oggi è stato dimostrato. Abbiamo liberato questa città da una mafia costruita. Così l'avvocato di Salvatore Buzzi, Alessandro Diddi, ha commentato la sentenza. «Abbiamo dato - ha proseguito - una grande lezione alla procura, che ha subito una sconfitta totale. Hanno investito tutto sul 416 bis, hanno impedito di accertare le corruzioni di questa città e ora spero si abbia il coraggio di riscrivere la storia della Pubblica amministrazione di questa città».

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