Istanza per altre 16 persone

Mafia Capitale, falsa testimonianza: chiesto il processo per la deputata dem Campana

di Ivan Cimmarusti


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In piedi il presunto boss di Mafia Capitale Massimo Carminati

2' di lettura

L’accusa è di aver mentito in qualità di testimoni nel processo di primo grado Mafia Capitale. Per questa ipotesi la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto il processo per 17 persone, tra le quali la deputata del Partito democratico Micaela Campana e Antonio Lucarelli, ex stretto collaboratore dell’allora sindaco Gianni Alemanno. In archiviazione, invece, la posizione dei dem Nicola Zingaretti, governatore della Regione Lazio, e di Filippo Bubbico, ex sottosegretario agli Interni col governo Renzi. La decisione sugli imputati è rimessa al giudice per l’udienza preliminare Costantino De Robbio.

Il nuovo fronte processuale
Si apre, dunque, un nuovo fronte processuale relativo al maxi procedimento Mafia Capitale, l’associazione di tipo mafioso presumibilmente capeggiata dall’ex Nar Massimo Carminati, di cui avrebbe fatto parte anche Salvatore Buzzi, ritenuto il «braccio imprenditoriale» dell’organizzazione. Il nuovo fronte riguarda una serie di soggetti che nel processo di primo grado erano stati citati come testimoni, tra i quali anche il collaboratore di giustizia Roberto Grilli il quale, nel corso della deposizione, ha incredibilmente ritrattato le accuse.

La deputata Micaela Campana
Stando agli atti giudiziari, Micaela Campana risponde penalmente «perché deponendo come testimone innanzi alla X sezione penale del Tribunale di Roma (...) affermava il falso, ovvero taceva, in tutto o in parte, ciò che sapeva intorno ai fatti sui quali era interrogata. Segnatamente, negava reiteratamente di ricordare numerose circostanze della sua vita politica e personale, fra le quali: le ragioni per le quali Buzzi doveva rivolgersi a Filippo Bubbico e, in particolare, se fosse per l’accoglienza di immigrati a Castelnuovo di Porto; il motivo specifico dell’incontro, al quale aveva presenziato, con il sottosegretario Domenico Manzione e i membri della cooperativa 29giugno, riguardante il Cara di Castelnuovo di Porto; le ragioni dell’incontro, avvenuto il 4 aprile 2014, con Buzzi presso la sua abitazione (o, comunque, in prossimità della stessa); la richiesta rivolta a Buzzi di curare il trasloco per il cognato Nicolò Corrado; di aver interloquito con il sottosegretario Ugo Malagnino per la presentazione di una interrogazione parlamentare, relativa alla decisione del Tar sulla gara per la gestione del Cara di Castelnuovo di Porto, nel quadro di indicazioni contraddittorie; di aver interloquito con Umberto Marroni in ordine alla presentazione dell’interrogazione parlamentare».

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