chiesti 5 secoli di carcere

Mafia Capitale, oggi la sentenza sul clan del "nero" Carminati

di Ivan Cimmarusti

(ANSA)

2' di lettura

È il giorno della verità per i 46 imputati al processo Mafia Capitale. È prevista nel primo pomeriggio la sentenza del collegio giudicante presieduto dal giudice Teresa Ianniello.

Richieste di condanna per 5 secoli
Alla sbarra degli imputati, tra gli altri, l'ex terrorista nero Massimo Carminati e il ras delle cooperative Salvatore Buzzi. Per il procuratore capo Giuseppe Pignatone, l'aggiunto Paolo Ielo e i sostituti Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, sono loro due i personaggi apicali del clan, che poteva contare su una serie di gregari e su un numero considerevole di politici locali che erano, di fatto, al "libro paga" dell'organizzazione. La sentenza potrebbe arrivare entro le prime ore del pomeriggio in un'aula bunker di Rebibbia che si annuncia gremita di giornalisti, cameraman e anche semplici curiosi. Ad attendere la pronuncia della corte anche troupe delle tv tedesche, polacche e inglesi. In totale per gli imputati la Procura ha sollecitato condanne per oltre cinque secoli di carcere.

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L'associazione mafiosa
La presunta associazione mafiosa conta 18 elementi di spicco, tra i quali Carminati, «il braccio imprenditoriale» Salvatore Buzzi e il consigliere regionale di centro-destra Luca Gramazio. In particolare «Carminati è capo e organizzatore, sovrintende e coordina tutte le attività della associazione, impartisce direttive agli altri partecipi fornisce loro schede dedicate per le comunicazioni riservate, individua e recluta imprenditori, ai quali fornisce protezione, mantiene i rapporti con gli esponenti delle altre organizzazioni criminali operanti su Roma nonché con esponenti del mondo politico, istituzionale, finanziario, con appartenenti alle forze dell'ordine e ai servizi segreti».

Le cooperative
Buzzi, invece, organizzatore, gestisce, per il tramite di una rete di cooperative, le attività economiche della associazione nei settori della raccolta e smaltimento dei rifiuti, della accoglienza dei profughi e rifugiati, della manutenzione del verde pubblico e negli altri settori oggetto delle gare pubbliche aggiudicate anche con metodo corruttivo, si occupa della gestione della contabilità occulta della associazione e dei pagamenti ai pubblici ufficiali corrotti. Gramazio, «prima consigliere comunale al Comune di Roma poi Consigliere Regionale alla Regione Lazio, pone al servizio dell'organizzazione le sue qualità istituzionali, svolge una funzione di collegamento tra l'organizzazione la politica e le istituzioni, elabora, insieme a Fabrizio Franco Testa, Buzzi e Carminati, le strategie di penetrazione della Pubblica Amministrazione, interviene, direttamente e indirettamente nei diversi settori della Pubblica amministrazione di interesse dell'associazione».

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