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Mafia foggiana, il «sistema» di collusioni con l’impresa. Sequestri e confische per 234 milioni

I dati della Guardia di finanza incrociati con le rielaborazioni della Direzione investigativa antimafia sulla Società foggiana, potente organizzazione mafiosa

di Ivan Cimmarusti


Foggia, Dia: "Terra di mezzo dove si incontrano e confondono affari leciti e illeciti"

2' di lettura

«Modernità» nella spiccata capacità di «delocalizzare» i propri interessi illeciti al di là dei confini dei territori d’origine e di infiltrazione del tessuto economico-finanziario legale alla costante ricerca di nuove opportunità d’investimento dei proventi criminali. È la mafia che opera in Puglia, potenti organizzazioni che Sud a Nord della muovono milioni di euro da riciclare. Secondo un dossier della Guardia di finanza, tra il 2015 e il 2019 sono stati sequestrati e confiscati alle varie organizzazioni 234 milioni di euro.

Emulazione della ’ndrangheta
L’attenzione è alta, dopo che negli ultimi tempi la mafia foggiana ha dimostrato una potenza di fuoco e una efferatezza negli omicidi e negli attentati con bombe. La mafia foggiana vuole assumere «nuovi assetti organizzativi, più consolidati e fondati su strategie condivise, emulando in tal modo, anche in ottica espansionistica, la ’ndrangheta». Così la Dia, nella relazione semestrale al Parlamento, in cui spiega che «in provincia di Foggia si sta consolidando un’area grigia, punto di incontro tra mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e apparati della Pa. Una “terra di mezzo” dove affari leciti e illeciti tendono a incontrarsi, fino a confondersi».

Bomba contro centro anziani dei manager anti mafia a Foggia

Dieci attentati
Un’analisi che allarma dopo i dieci attentati compiuti dall'inizio dell’anno nel Foggiano ai danni di commercianti e imprenditori che hanno indotto ieri il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ad annunciare l’invio «di un contingente straordinario di forze di polizia nella provincia di Foggia» mentre dal 15 febbraio, sarà attiva nel capoluogo dauno una sezione operativa della Dia. Una risposta quest’ultima - secondo il procuratore distrettuale di Bari, Giuseppe Volpe - «che può risultare efficace se gli organici della nuova struttura creata a Foggia saranno prelevati fuori dal distretto di Bari, perché se invece verranno sottratti alle forze di Polizia che sono già presenti sul territorio, allora rischiamo di fare un danno».

Estorsione per educare la società
«La mafia foggiana - ha detto il pm della Dda di Bari, Giuseppe Gatti - ha portato a sistema l’estorsione per educare la collettività ad accettare la propria presenza». Forte anche - rileva la Dia nel rapporto - del «contesto ambientale omertoso e violento» in cui opera, della «massiccia presenza di armi ed esplosivi» nei suoi arsenali e dalla «diffusa consapevolezza che la mafia è spietata e punisce pesantemente chi si ribella».

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