circolare del Viminale

Mafiosi, tifoserie al setaccio. Nel calcio raffica di Daspo

Il dipartimento di Pubblica sicurezza stringe sul Daspo, il divieto di partecipare alle manifestazioni sportive. E sollecita i questori ad applicare questa misura anche «fuori contesto» cioè anche al di là dei reati commessi durante le partite. La circolare della Direzione centrale Anticrimine sollecita le questure ad attivare forme di «collaborazione e scambio informativo» su tutta la platea di «abbonati e frequentatori abituali degli impianti sportivi»

di Marco Ludovico


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2' di lettura

Se vai allo stadio e hai precedenti penali, rischi di dimenticarti per un pezzo il tifo in diretta per la squadra del cuore. Anche se sugli spalti ti sei comportato sempre come un angioletto. Il senso della circolare a tutte le questure firmata da Francesco Messina, numero uno della direzione centrale Anticrimine della Polizia di Stato, è questo: applicare il cosiddetto “Daspo fuori contesto”. La platea dei soggetti da colpire è vasta. Molti questori si stanno preparando a colpire.

Stop fino a dieci anni
Il divieto di partecipare alle manifestazioni sportive, infatti, ora è previsto anche per chi non ha contribuito a disordini e violenze prima, durante e dopo le partite di calcio. Ma è destinatario della misura perché i precedenti penali lo caratterizzano per la cosiddetta “pericolosità sociale”. Di conseguenza, il questore può vietargli di andare allo stadio. In caso di recidiva, il divieto arriva fino a dieci anni. Il senso più ampio della norma è sottrarre agli stadi la frequenza numerosa, ampia e diversificata di soggetti legati alla criminalità organizzata oltre quelli legati all’eversione. Il calcio si è dimostrato di continuo brodo di coltura e di aggregazione di questi ambienti criminali. Un tema imprescindibile per il ministero dell’Interno guidato da Luciana Lamorgese.

«Evitare nuovi rischi di ordine pubblico»
Messina ricorda ai questori come il Dl n. 53/2019 introduca «importanti novità in materia di contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive»: in particolare, si «consente al Questore di disporre» il Daspo «nei confronti di denunciati e condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti per tutta una serie di reati». Reati di mafia e terrorismo, oltre a una serie di altri gravi delitti. Il direttore centrale del Dipartimento di Pubblica sicurezza, guidato da Franco Gabrielli, rammenta come si possa disporre il Daspo anche per “condotte realizzate” in contesti «non necessariamente ricollegabili a eventi sportivi» come, per esempio, «manifestazioni politiche».

«Individuare i target»
I questori, dunque, ora potranno procedere alla cosiddetta “profilazione” di coloro che hanno precedenti e risultano essere frequentatori degli spalti. La circolare è esplicita: chiede di «favorire forme di collaborazione e di scambio informativo tra il personale delle divisioni Anticrimine e quello addetto alle “squadre tifoserie” delle Digos». Alcuni questori stanno già disponendo Daspo “fuori contesto”. L’indicazione del Dipartimento Ps è di procedere «all’individuazione – in special modo fra gli abbonati e i frequentatori abituali degli impianti sportivi – di possibili target rientranti nelle nuove disposizioni». Molti possibili destinatari si stanno già preoccupando.

PER APPROFONDIRE: Daspo per i mafiosi nel Dl sicurezza bis

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