cultura

Maggio musicale fiorentino: nessun rischio commissariamento

di Silvia Pieraccini


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(OLYCOM)

2' di lettura

«Nessun rischio di commissariamento del Maggio musicale fiorentino». Cristiano Chiarot, nuovo sovrintendente dell’ente lirico in arrivo dalla Fenice, si presenta alla città di Firenze escludendo l’ipotesi di una (ennesima) gestione straordinaria dopo la lettera del commissario governativo per il risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche, Gianluca Sole, che nei giorni scorsi ha chiesto, per la seconda volta in tre mesi, misure urgenti per ricostituire il patrimonio del Maggio (si veda Il Sole 24 Ore del 28 aprile 2017): una ricapitalizzazione immediata da 10 milioni di euro, seguita nel medio termine da altri 18 milioni.

«Torneremo in rigoroso equilibrio economico nel 2018, tagliando 1,5-1,8 milioni di costi senza toccare il personale, aumentando i ricavi dai privati e da biglietti dal 23% al 33-35%, e riportando dunque i conti in sicurezza», ha annunciato Chiarot, a fianco del presidente della Fondazione del Maggio, il sindaco Dario Nardella, anche lui certo del salvataggio del Maggio.
Nel bilancio 2016, che si è chiuso con un utile di 1,3 milioni grazie a partite straordinarie, risulta un patrimonio netto negativo di cinque milioni di euro e 62 milioni di debiti. «Ma quello dei debiti non è un problema solo nostro, ma di gran parte degli enti lirici italiani», hanno ripetuto Chiarot e Nardella evocando un provvedimento governativo, di cui stanno discutendo col ministro Dario Franceschini, che punterebbe ad azzerare i 385 milioni di debiti accumulati da otto fondazioni lirico-sinfoniche italiane su 12.

Una soluzione-nazionale, insomma, con l’immissione di soldi pubblici.
«Abbiamo completato l’iter della ripatrimonializzazione della Fondazione per 40 milioni di euro – ha aggiunto Nardella – legati al diritto d’uso di questo Teatro, e il patrimonio aumenterà ancora con la costruzione dell’auditorium strumentale da mille posti che partirà entro l’anno».
Una volta alleggerita (per via governativa) dai debiti, la Fondazione del Maggio potrà ripartire con il piano industriale triennale che Chiarot si è impegnato a portare all’approvazione del consiglio di indirizzo entro un mese, e sulla cui base saranno chiesti contributi ai privati e agli industriali fiorentini.

«Questa Fondazione ha grandi potenzialità – ha sottolineato il neo sovrintendente – e una qualità dei lavoratori che non teme confronti neppure con la Berliner Philharmoniker. Ora si chiude una pagina e se ne apre un’altra. Puntiamo a recuperare il rapporto con i giovani e con il pubblico internazionale, faremo spettacoli nel giardino di Boboli, apriremo il foyer del teatro, apriremo il Maggio ancora di più alla città».

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