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Maglificio Liliana: ordini in salita del 60 per cento

di Marta Casadei

Il brand Lorenzoni

2' di lettura

«Gli ordini invernali per la stagione 2022/23 sono cresciuti di oltre il 60% rispetto all’anno precedente. Già lo scorso anno abbiamo registrato un incremento dei ricavi del 10% sul 2019». È un bilancio positivo nonostante le incertezze che affliggono il sistema moda (e non solo) quello di Andrea Lorenzoni, ceo di Maglificio Liliana. L’azienda di maglieria di Montichiari (Brescia) è stata  fondata nel 1969 da Egidio Lorenzoni e dalla moglie Liliana. Oggi è gestita dai figli della coppia - Andrea, Elisa e Monica - e conta tre marchi: Montichiari, maglieria d’altagamma che impiega filati preziosi;  Lorenzoni, brand di maglieria contemporanea e sofisticata nato nel 2018 e Impulse, etichetta dal Dna sportivo, d’ispirazione nautica: «Stanno crescendo tutti e tre. Lorenzoni, l’ultimo nato e quello con il target più giovane, registra gli incrementi più elevati. Con queste performance non possiamo fermarci, dobbiamo investire sempre di più in creatività e innovazione».

Le ragioni dei risultati positivi registrati nell’ultimo biennio risiedono in una serie di caratteristiche strutturali dell’azienda («come la solidità finanziaria - dice l’ad - che ci ha messo al riparo dall’impatto del Covid») e una serie di politiche messe in atto già da tempo:  «Innanzitutto produciamo quasi tutto in Italia - o, al massimo, in Europa - quindi non abbiamo avuto problemi a livello logistico - spiega Lorenzoni - e lavoriamo con una serie di fornitori che si trovano al 90% sul nostro stesso territorio. In azienda siamo 25, ma con l’indotto saliamo a 200 persone». Proprio sul territorio vanno una serie di investimenti del Maglificio Liliana, tra cui quelli per una nuova sede aziendale «che sarà il più possibile sostenibile, puntiamo all’impatto zero. Aprirà nel 2024», dice l’ad. Le scelte dell’azienda già in passato si sono orientate verso la sostenibilità e l’energia pulita. E oggi se ne stanno raccogliendo anche i frutti sul piano economico:«L’aumento dei costi dell’energia non ha impattato direttamente sulla nostra attività perché abbiamo installato un impianto fotovoltaico che produce il doppio dell’energia rispetto a quella che utilizziamo».

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Maglificio Liliana realizza all’estero il 70% dei ricavi, con Usa e Canada tra i mercati principali. Territori che l’azienda presidia anche attraverso la partecipazione alle fiere di New York e Chicago. Anche l’Italia è in crescita: «I nostri clienti sono negozi multimarca di livello medio alto e nel mercato domestico sono cresciuti del 30% anno su anno. Tra Paesi più promettenti ci sono poi Germania, Francia e Inghilterra».

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