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Magneti Marelli, Fca respinge l’offerta di Kkr da 5 miliardi

di Marigia Mangano


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Mike Manley, ceo di Fca (Ap)

3' di lettura

Fca boccia la l'offerta presentata per Magneti Marelli dal fondo Kkr. La società Usa dopo la chiusura della due diligence ha presentato al Lingotto una proposta di acquisto per il gruppo di componentistica più bassa rispetto alle attese di Fca. Lo “sconto” richiesto da Kkr è nell'ordine di un miliardo di euro rispetto ai 6 miliardi che Fca aveva fissato per la vendita di Marelli. Le trattative, si apprende, non sono saltate formalmente, ma il gruppo guidato da Mike Manley ha rispedito al mittente la nuova valutazione di circa 5 miliardi di euro presentata nei giorni scorsi. Insomma, al Lingotto non se ne parla di una “svendita” di Marelli. Piuttosto si cerca di capire se e in che misura ci siano spazi per rivedere le posizioni. Come dire, c'è chi ipotizza che la tensione delle ultime ore non sia altro che parte di una fase negoziale in atto.

Le opzioni su Marelli
Secondo l'agenzia Bloomberg Fca sarebbe già a lavoro per vedere se ci sono altre offerte per il gruppo di componentistica, per cui avevano manifestato in passato interesse investitori come Apollo Global Management o Bain Capital. Il quadro è però in piena evoluzione. Da un lato si aspetta di vedere se Kkr decida di tornare sui suoi passi e si convinca a rivedere i numeri presentati al Lingotto. O se, in alternativa, ci sono le condizioni per riportare d'attualitàil piano spin off che sulla carta non è mai stato congelato in modo definitivo. Il dossier Magneti Marelli in Fca è aperto da diversi anni e spesso ha registrato improvvisi cambi di programma.

Mike Manley, nuovo amministratore delegato di Fca dopo la scomparsa di Sergio Marchionne, ha fatto capire fin da subito che a suo avviso la strada della cessione è la migliore opzione disponibile per il gruppo della componentistica. Procedere allo spin off e conseguente quotazione sul mercato di Magneti Marelli, opzione inizialmente caldeggiata dallo stesso Marchionne, comportava rischi che Fca in questo momento non può permettersi. Intanto perché avviare il dopo Marchionne con una operazione di scorporo, terreno dove il manager canadese è stato maestro indiscusso nella storia della vecchia Fiat (basta pensare a Ferrari), è stato ritenuto non opportuno. In aggiunta le condizioni del mercato sconsigliano la strada dello spin off. Insomma, salvo colpi di scena, la vendita appare la soluzione più convincente. Evidentemente il prezzo resta comunque una variabile chiave in tal senso.

La squadra di Manley
In contemporanea il manager inglese che fino a qualche mese fa ha guidato il marchio Jeep, completerà la nuova squadra. La casella più importante da riempire è quella lasciata vuota da Alfredo Altavilla, l'ex capo delle attività Emea. In quest'ottica, secondo indiscrezioni, la scelta sarebbe già stata fatta da Manley e indica per quella posizione proprio colui che in queste ore è il protagonista della cessione di Magneti Marelli, l'ad Pietro Gorlier. Il manager, torinese, è considerato il candidato adatto a ricoprire quel ruolo. La scelta del successore di Altavilla, le cui deleghe sono state assunte ad interim da Manley, rappresenta infatti un passaggio delicato e l'attesa del mercato è sempre stata che quella casella fosse destinata a un manager italiano. La rosa esaminata include anche altri manager come Davide Mele, per anni vicino ad Altavilla, Gianluca Italia, responsabile del mercato italiano e Daniele Chiari, responsabile delle relazioni istituzionali e dello sviluppo prodotti. Ma nelle ultime ore, si apprende, la scelta del capo di Marelli sarebbe diventata sempre più concreta.

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