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Malaria, stallo dei finanziamenti e pandemia fanno risalire i casi

Il Fondo globale sollecita un rinnovato impegno nella lotta contro questa malattia che oggi uccide un bambino ogni minuto. Tra le strategie: zanzariere di nuova generazione, vaccino e zanzare Ogm

di Francesca Cerati

(tashatuvango - stock.adobe.com)

5' di lettura

Dopo anni di costante diminuzione, i casi e i decessi dovuti alla malaria stanno risalendo soprattutto a causa dello stallo dei finanziamenti e degli sconvolgimenti causati dalla pandemia di Covid-19.

In occasione della Giornata mondiale contro la malaria del 25 aprile, il Fondo globale sollecita un rinnovato impegno nella lotta contro questa malattia che oggi uccide un bambino ogni minuto.

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«Dopo anni di costante declino - ci dice Peter Sands, direttore esecutivo del Fondo Globale - i casi di malaria e i decessi sono in aumento. I finanziamenti si sono stabilizzati e la resistenza ai farmaci e agli insetticidi è in aumento, con il rischio di una recrudescenza della malattia e una perdita dei risultati duramente conquistati. In sintesi, non siamo sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di porre fine alla malaria come minaccia per la salute pubblica entro il 2030».

L’impatto della pandemia

«E la pandemia ci ha portato ancora più fuori strada - continua Sands -. Le interruzioni dei servizi causate da Covid-19 hanno portato a un allarmante aumento dei decessi e dei casi di malaria nel 2020».

Nel 2020 si sono verificati circa 241 milioni di casi di malaria e 627.000 decessi in tutto il mondo. Ciò rappresenta circa 14 milioni di casi in più e 69.000 morti in più rispetto al 2019. Circa due terzi di questi ulteriori decessi sono legati agli sconvolgimenti dovuti alla pandemia. Inoltre, sia le fluttuazioni legate ai cambiamenti climatici sia il trasporto di merci possono diffondere la trasmissione della malaria in aree non adeguatamente attrezzate o preparate a prevenire, diagnosticare e trattare tale malattia.

«Non possiamo permettere che questo declino continui - incalza Sands -. Quest’anno, durante la settima conferenza di rifornimento del Global Fund ospitata dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il mondo ha l’opportunità di investire di più per proteggere i traguardi duramente conquistati e tornare sulla buona strada per ridurre i casi di malaria e i decessi». Il Fondo globale ha bisogno di almeno 18 miliardi di dollari per combattere l’Hiv, la tubercolosi e la malaria e costruire sistemi sanitari più forti, anche in previsione di future pandemie. «Diciotto miliardi di dollari salverebbero 20 milioni di vite, ridurrebbero del 64% il tasso di mortalità per Hiv, tubercolosi e malaria e rafforzerebbero i sistemi sanitari per costruire un mondo più sano ed equo. Nella lotta contro la malaria, un adeguato finanziamento ridurrebbe i decessi del 62%, ridurrebbe i casi del 66% ed eliminerebbe la malattia da altri sei paesi entro il 2026» precisa Sands.

Le soluzioni innovative

Tra i nuovi strumenti nella lotta contro la malaria ci sono le zanzariere trattate con insetticidi di nuova generazione e il vaccino antimalarico. Ma anche le zanzare geneticamente modificate
«Il Fondo globale sta investendo 50 milioni di dollari nel periodo 2021-2024 per introdurre
zanzariere di nuova generazione che hanno ridotto quasi della metà i casi di malaria nei bambini al di sotto dei 5 anni in un grande progetto pilota in Tanzania, secondo uno studio pubblicato da The Lancet. Le zanzariere sono trattate con due insetticidi e possono uccidere zanzare resistenti a uno dei due insetticidi».

Il vaccino contro la malaria (Rts,s) ha un’efficacia modesta (30%) ed è costoso, ma uno studio suggerisce che potrebbe prevenire la morte di 23.000 bambini all’anno se l’intera serie di dosi fosse somministrata a tutti i bambini nei paesi con un’alta incidenza di malaria.
«Nell’ottobre 2021, l’Oms ha emesso una raccomandazione sull’uso più ampio del vaccino Rts,s. Tale raccomandazione si basava sui dati generati da un progetto pilota finanziato da Global Fund, Gavi, Vaccine Alliance (Gavi) e Unitaid e condotto attraverso programmi di immunizzazione in Ghana, Kenya e Malawi. Lo studio ha mostrato una riduzione del 30% della malaria grave quando il vaccino è stata introdotto in aree dove le zanzariere trattate con insetticidi sono ampiamente utilizzate e dove c’è un buon accesso alla diagnosi e al trattamento».
«Per accelerare i progressi nella lotta alla malaria, dobbiamo continuare a innovare e utilizzare ogni strumento efficace disponibile. I risultati mostrano che il vaccino può essere un utile strumento ausiliario da aggiungere però all’uso esteso di altri strumenti come la chemioprevenzione stagionale o la distribuzione di zanzariere. Il suo impiego dovrebbe tener conto della situazione epidemiologica del paese; l’efficacia, la fattibilità e l’impatto sul budget; il rapporto costo-efficacia rispetto ai diversi interventi» aggiunge Sands.

I farmaci

Altro tema cruciale è l’iniziale resistenza ai farmaci antimalarici, che includono artemisinina e i suoi derivati (artemetere) a cui si associa la lumefantrina.

Per Sands «Contro la malaria, la nuova strategia del Fondo globale si concentra sulla fornitura di interventi integrati più incentrati sulle persone, meglio allineati al contesto e alle esigenze delle singole comunità, affrontando le barriere all’accesso equo, migliorando la qualità dei servizi, affrontando la resistenza e dimostrando il percorso verso l’eradicazione».

Zanzare Ogm

Nel frattempo, la bioetc americana Oxitec ha annunciato i risultati della prima sperimentazione di zanzare geneticamente modificate. I risultati, secondo l’azienda di biotecnologie che gestisce l’esperimento, sono positivi. Ma sono necessari test più ampi per determinare se gli insetti modificati possono raggiungere l’obiettivo finale di sopprimere la popolazione di zanzare portatrici di virus.
L’esperimento, in corso dall’aprile 2021 nelle Florida Keys, ha rilasciato quasi cinque milioni di zanzare Aedes aegypti ingegnerizzate nell’arco di sette mesi.

Le zanzare selvatiche A. aegypti possono trasportare virus come chikungunya, dengue, Zika e febbre gialla, quindi gli scienziati hanno cercato modi per ridurre le loro popolazioni. I maschi ingegnerizzati di Oxitec portano un gene che è letale per la prole femminile. Se tutto va secondo i piani, una volta rilasciati nell’ambiente, i maschi ingegnerizzati dovrebbero accoppiarsi con femmine selvatiche e la loro prole femmina morirà prima che possano riprodursi. La prole maschile porterà il gene e lo trasmetterà a metà della loro progenie. Man mano che ogni generazione si accoppia, muoiono più femmine e la popolazione di A. aegypti dovrebbe diminuire. I ricercatori Oxitec hanno raccolto più di 22.000 uova dalle trappole e le hanno riportate nel loro laboratorio per schiuderle sotto osservazione. L’azienda ha riferito che tutte le femmine che hanno ereditato il gene letale sono morte prima di raggiungere l’età adulta (i ricercatori possono determinarlo perché le zanzare che trasportano il gene letale emettono fluorescenza sotto una certa luce)

Inoltre, il team ha scoperto che il gene letale è persistito nella popolazione selvatica per due o tre mesi, o circa tre generazioni di discendenti di zanzare, e poi è scomparso. Nessuna zanzara portatrice del gene letale è stata trovata oltre i 400 metri dai punti di rilascio, anche dopo diverse generazioni. Oxitec controlla i siti per dieci settimane dopo che è stata trovata l’ultima zanzara portatrice di gene letale. La società prevede di rilasciare zanzare in un secondo sito di studio a Visalia, in California, dove sta costruendo una struttura di ricerca e sviluppo. Comunque questa strategia non annullerebbe l’impiego delle soluzioni descritte prima, dalle zanzariere agli insetticidi, dai farmaci al vaccino.

Gli investimenti

Il Fondo globale fornisce il 56% di tutti i finanziamenti internazionali destinati ai programmi per combattere la malaria (il 39% delle risorse totali disponibili) e a oggi ha investito più di 16 miliardi di dollari in programmi per il controllo della malaria.
Nei Paesi in cui investe il Fondo globale, i decessi dovuti alla malaria sono diminuiti del 26% tra il 2002 e il 2020. Nello stesso periodo, in assenza di misure di controllo della malaria i decessi sarebbero aumentati dell'84%. Il tasso di mortalità dovuto alla malaria – il numero di decessi rispetto alla popolazione – è diminuito del 47% tra il 2002 e il 2020.
Da gennaio 2021, il Fondo globale ha mediamente aumentato i fondi stanziati del 23% ed è impegnato a investire ben 4 miliardi di dollari nei prossimi tre anni per combattere la malattia.

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