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Mali, i tre italiani rapiti sono originari di Potenza

Tre italiani e un cittadino del Togo sono stati sequestrati in Mali da «uomini armati». Lo riferiscono fonti locali citati dalla France Presse

Aggiornato il 20 maggio 2022 alle ore 23:00

Afp

2' di lettura

Tre italiani e un cittadino del Togo sono stati sequestrati in Mali da «uomini armati». Il gruppo potrebbe appartenere ai Testimoni di Geova, secondo quanto riferisce il sito Africa express citando un funzionario locale. Gli italiani sono una coppia con il loro figlio, originari di Potenza. Si tratta - secondo quanto si è appreso nel capoluogo lucano - di Rocco Langone, della moglie Donatella e del figlio Giovanni.

La Farnesina conferma in una nota il sequestro di tre connazionali in Mali. L’Unità di Crisi sta profondendo ogni sforzo - in coordinamento con le competenti articolazioni dello Stato - per una soluzione positiva del caso. A tal fine, il Ministero degli Esteri ribadisce, d’intesa con i famigliari, l’esigenza di mantenere il massimo riserbo.

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«Non ci sono nostri missionari inviati in quel Paese - riferiscono all’Adnkronos dalla sede centrale italiana della Congregazione dei testimoni di Geova -. In Italia i testimoni di Geova sono 250mila quindi è possibile che qualcuno a titolo personale sia andato in Mali per aiutare le comunità locali. Ma noi non ne siamo a conoscenza, non abbiamo informazioni a riguardo».

Il sequestro è avvenuto giovedì sera nel sud-est del Mali, secondo quanto riferito alla Afp da un responsabile locale e da una fonte della sicurezza maliana. «Ieri sera uomini armati a bordo di un veicolo hanno rapito tre italiani e un togolese nella località di Sincina» nel sud-est del Paese, ha precisato la fonte locale, facendo irruzione nella loro abitazione.

Il sequestro è avvenuto in una regione ad alta concentrazioni di jihadisti.Dal 2012 il Mali è teatro di attacchi compiuti da gruppi legati ad Al-Qaeda e all’Isis, oltre che di violenze di ogni tipo perpetrate da milizie e banditi che si proclamano formazioni di autodifesa. Questa violenza, iniziata nel nord nel 2012, si è estesa al centro, poi al vicino Burkina Faso e al Niger causando migliaia di morti tra civili e militari e centinaia di migliaia di sfollati, nonostante il dispiegamento di forze Onu, francesi e africane.

Un giornalista freelance francese di 47 anni che vive e lavora in Mali dal 2015, Olivier Dubois, è stato rapito nel Paese più di un anno fa. Era stato lui stesso ad annunciare il proprio sequestro in un video trasmesso sui social network il 5 maggio 2021: aveva spiegato di essere stato rapito l’8 aprile a Gao (nord) dal Gruppo di supporto per l’Islam e i musulmani (Gsim o Jnim), la principale alleanza jihadista del Sahel, legata ad Al-Qaeda e guidata dal leader tuareg maliano Iyad Ag Ghaly. Il 13 marzo scorso era circolato sui social un video che mostra un uomo che sembra essere il giornalista francese e che si rivolge ai suoi parenti e al governo di Parigi.

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