marchi storici

Malo prosegue il rilancio: in arrivo nuovi negozi, e-store e un progetto «green»

A un anno dall’acquisizione, il presidente Walter Maiocchi fa il punto sulla strategia di ritorno dello storico marchio del cashmere: «Vogliamo anche aprire una scuola per i nuovi artigiani della maglia»

di Chiara Beghelli

2' di lettura

Dopo AltaRoma e Pitti a Firenze, è passato anche da Milano il tour di rilancio di Malo, lo storico marchio toscano del cashmere rilevato per quasi 10 milioni di euro nell’ottobre 2018 da un gruppo di imprenditori guidato da Walter Maiocchi. «Sì, siamo tornati a Milano – spiega con orgoglio Maiocchi –: abbiamo presentato la collezione per la primavera-estate 2020 nella nostra boutique di via Monte Napoleone 18 e siamo rientrati nella Camera della Moda».

La fashion week è stata anche l’occasione per annunciare altri, importanti passi della strategia di crescita:«Al momento abbiamo sette boutique ed entro ottobre apriremo due nuovi negozi, a Mosca e a Napoli – prosegue l’imprenditore –. Siamo impegnati nel ricontattare tutti i clienti che, soprattutto all’estero, amavano Malo ma che lo avevano perso di vista negli ultimi tempi (il riferimento è alle conseguenze destabilizzanti di ben tre cambi di proprietà in 20 anni, prima dell’arrivo della cordata di Maiocchi, ndr) -. Abbiamo riaperto lo showroom di New York, perché gli Stati Uniti sono da sempre un mercato importante per il marchio. Abbiamo anche altre boutique in arrivo. Ma il nostro mantra è crescere a piccoli passi».

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Malo, artigianalità e lusso nella collezione PE 2020

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La stabilità ritrovata consentirà all’azienda di chiudere il 2019 con un fatturato di 15-18 milioni, grazie a collezioni che sono state accolte con molto favore: «Abbiamo rafforzato l’ufficio stile e implementato la produzione interna, che ora realizza il 90% delle nostre creazioni. Nelle manifatture di Campi Bisenzio, vicino Firenze, e Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza, abbiamo iniziato con 108 persone e siamo già arrivati a 129. Altri vorremmo aggiungerne: abbiamo preso accordi con scuole di Firenze, ma purtroppo non esiste un corso specifico per i magliai di cui abbiamo bisogno per le nostre creazioni artigianali, in alcuni fatte interamente a mano. L’età media di chi già lavora si sta alzando: per questo vogliamo dar vita a una scuola nell'ambito dell’ampliamento dello stabilimento di Borgonovo, in collaborazione con le istituzioni locali».

Entro la fine dell'anno Malo inaugurerà inoltre il suo e-store, a gestione diretta, ed è pronto a lanciare un progetto “sostenibile”»: «Un capo Malo deve poter restare nell’armadio per decenni – conclude Maiocchi –. Per questo, a partire dai negozi di Milano e Roma, siamo pronti a proporre un servizio di raccolta e rigenerazione dei capi delle vecchie collezioni, per dar loro nuova e più lunga vita».

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