lo scandalo

Proteste a Malta, Muscat bloccato dentro il Parlamento

Altissima tensione a Malta. Migliaia di manifestanti chiedono le dimissioni immediate del premier Joseph Muscat per il caso Caruana, bloccando il premier e ai deputati laburisti di lasciare il Parlamento


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Un manifestante alza l’immagine del premier maltese, Muscat, sporco di sangue alludendo alla sua responsabilità nell’omicidio di Caruana Galizia (Reuters)

2' di lettura

Altissima tensione a Malta. Migliaia di manifestanti che chiedono le dimissioni immediate del premier Joseph Muscat, per il caso Caruana, stanno impedendo a Muscat stesso ed ai deputati del partito laburista di lasciare il Parlamento.

In giornata i maltesi sono scesi in piazza per la nona volta dal 20 novembre, giorno dell'arresto dell'imprenditore Yorgen Fenech in fuga sullo yacht di famiglia poi incriminato come mandante dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia . La folla urla «barra issa» (via ora), «Daphne was
right« (Daphne aveva ragione) ma è tenuta a distanza dall'edificio del Parlamento da un reticolato di transenne.

In un' aula disertata dai parlamentari di opposizione è andaata in scena una seduta in cui il premier Joseph Muscat ha ricostruito le fasi delle indagini, sottolineando e dettagliando - tra l'altro - il contributo della Fbi e degli Usa nonché dell'Europol. Il discorso di Muscat è stato anche disturbato da un contestatore nella tribuna del pubblico, allontanato su richiesta del presidente del Parlamento.

L’annuncio di dimissioni e lo sviluppo delle indagini
Il premier maltese Joseph Muscat aveva annunciato la sua intenzione di dimettersi a gennaio, prendendo atto delle crescenti pressioni dell'opinione pubblica dopo l'accelerazione delle indagini sull'omidicio della giornalista Daphne Caruana Galizia, assassinata nell'ottobre 2017 con un'autobomba. Gli sviluppi dell’inchiesta hanno portato all’arresto dell’imprenditore Yorgen Fenech, sospettato di essere il mandante e di avere legami con il governo maltese.

«È quello di cui ha bisogno il Paese in questo momento», ha detto in un discorso televisivo. Muscat ha spiegato che lascerà quando il partito laburista sceglierà un nuovo leader, in un processo che si avvierà il 12 gennaio. «Ho promesso giustizia nel caso di Daphne Caruana Galizia. Ho mantenuto la mia parola, abbiamo tre persone accusate del suo omicidio e anche la presunta mente incriminata». Lo ha detto il premier maltese Joseph Muscat in un discorso alla tv in cui ha annunciato che si dimetterà a gennaio, aggiungendo di aver sempre preso «decisioni nell'interesse del bene comune».

E assicurando che «nessuno è al di sopra della legge». «Un giornalista è stato ucciso nel modo più crudele. Gli eventi degli ultimi giorni sono stati straordinari. La rabbia è giustificata e non può mai esserci giustificazione per questo crimine», ha detto Muscat, sottolineando però che «la violenza e il disordine con la scusa di una protesta non sono accettabili».

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