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Maltempo: nuova bomba d’acqua sull’Italia, nubifragio a Cagliari

Strade allagate nel capoluogo sardo. La regione Marche chiede lo stato di emergenza

Nubifragio a Cagliari (Ansa)

2' di lettura

Nubifragio a Cagliari: la pioggia incessante e le raffiche di vento hanno creato non pochi disagi al capoluogo sardo nel pomeriggio dell’11 agosto. Nel centro cittadino si sono registrati piccoli allagamenti e problemi legati a cassonetti dell’immondizia spostati dal vento. La situazione più critica si è registrata nella zona di Pirri dove le strade, come avviene sempre, si sono allagate. Il livello dell’acqua ha raggiunto le portiere delle automobili e invaso scantinati e garage.

Centinaia in pochi minuti le richieste di aiuto. Decine le ambulanze e i mezzi dei vigili del fuoco che stanno sfrecciando per portare soccorso.

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Sul posto stanno intervenendo gli agenti della polizia municipale e i vigili del fuoco. Al momento non si registrano danni particolari. Vista l’allerta meteo di oggi il Comune ha disposto la chiusura di tutti i parchi che, salvo cambiamenti, riapriranno, a partire da domani. Allagamenti ad Assemini (città metropolitana di Cagliari), dove la centrale via Cagliari è stata sommersa da un fiume di acqua e fango.

È provvisoriamente chiusa a causa di un allagamento la strada statale 554 Cagliaritana all'altezza di Elmas, nella Città metropolitana di Cagliari, in direzione SS195. Sul posto è presente il personale di Anas per la gestione della viabilità.

Le Marche chiedono lo stato di emergenza

Nell’estate di siccità e maltempo, si moltiplicano le richieste di stato di emergenza da parte delle regioni. Dopo Lombardia e Campania, ora anche la Regione Marche ha inoltrato al Dipartimento nazionale di Protezione civile la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza per l'intero territorio regionale a seguito della crisi idrica che sta colpendo la regione, anche in previsione di un rapido peggioramento della situazione per la scarsità di precipitazioni attese nelle prossime settimane.

Trova così compimento una procedura che era stata avviata il mese scorso e comunicata alla Protezione civile nazionale con nota ufficiale dell'8 luglio scorso. La richiesta è accompagnata da tutta la documentazione redatta dalla Direzione Ambiente e risorse idriche e dalla Direzione Protezione civile e Sicurezza del territorio regionali che recepisce anche le relazioni richieste da parte dei Comuni e degli ATO sulle effettive criticità presenti sul territorio. In particolare, sia i Comuni che gli ATO hanno evidenziato le spese e gli interventi messi in campo per fronteggiare la crisi idrica. Si parla di circa 700 mila euro di spese straordinarie da parte dei Comuni e di circa 5,5 mln di euro da parte degli ATO, oltre a circa 10 mln di euro, sempre da parte di questi ultimi, da destinarsi a interventi strutturali in prospettiva.

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