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Maltrattamenti in famiglia, esclusa l'aggravante per la presenza di minori in tenerissima età

di Silvia Marzialetti

(© ALLESALLTAG BILDAGENT)

2' di lettura

Nei casi di maltrattamenti in famiglia è esclusa l'aggravante della presenza di minori in tenera età, non in grado consente di avvertire la situazione di disagio.
Cassazione tranchant in un caso di violenza esercitato dal marito nei confronti della moglie, alla presenza del figlio poco più che neonato (all'epoca dei fatti aveva soltanto un anno): reato punito dal Tribunale di Milano con una condanna a due anni e sei mesi di reclusione.

Le motivazioni della Suprema Corte sono descritte nella sentenza 53823, depositata il 29 novembre 2017.

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Perché si possa ipotizzare - è in sintesi il ragionamento dei giudici - che il fatto assuma maggiore potenzialità offensiva in presenza di bambini, occorre verificare che il minore, in ragione delle sue condizioni psico-fisiche o del grado di maturità, sia in grado non tanto di recepire la natura del reato, o il disvalore etico-sociale che ne deriva, ma di avvertirne la situazione di disagio.

L'aggravante, inoltre, presuppone un quid pluris offensivo che coinvolga anche il bambino: tale maggiore offensività deve essere valutata caso per caso e trovare un serio e concreto riscontro nel giovane, oltre che formare oggetto di rigorosa motivazione.

Corte di cassazione – Sentenza 53823

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Nel caso affrontato - stigmatizza la Cassazione - si fanno soltanto riferimenti astratti, non commisurati alle effettive e concrete condizioni del minore e alla specifica natura delle vicende: l'intento della Corte di appello era infatti quello di dimostrare che l'atteggiamento violento del genitore avesse toccato la sensibilità di un bambino - anche se in tenera età - in un periodo delicato di formazione della personalità.

A detta dei giudici, la Corte non avrebbe considerato la natura meramente verbale dell'episodio di maltrattamento e, in ogni caso, avrebbe motivato in modo apodittico l'eventuale percepibilità da parte dell'infante. Nella sentenza della Corte di appello manca un nucleo minimo integrante il reato, si procede per singoli episodi e – errore imperdonabile secondo i giudici di Cassazione – non si fornisce alcuna perizia.

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