equity crowdfunding

Mamacrowd alla ricerca di partner per conquistare le piccole e medie imprese

Giudici (Mamacrowd): «Il 2019 è stato l’anno dei business più tradizionali». E punta su minibond e sull’immobiliare

di Alessia Maccaferri


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3' di lettura

«Abbiamo tre ristoranti a Torino, uno a Milano e altre quattro nuove aperture entro il 2020. Stiamo crescendo molto» spiega Marco Santini, presidente di Benvenuto Holding che detiene Benvenuto Family, la prima catena italiana di ristoranti con area giochi per i bambini seguiti da educatori. L’attività sta andando bene (4 milioni di ricavi, oltre 50 collaboratori) e rappresenta una nuova schiera di aziende con un business tradizionale che si affaccia all’equity crowdfunding.

La società ha aperto su Mamacrowd una campagna per l’ingresso di nuovi soci per 800mila euro. «L’anno scorso abbiamo concluso un aumento di capitale - racconta Santini, alla guida della srl startup innovativa - L’intenzione è quella di spingerci sempre più verso un azionariato diffuso. La nostra attività ha una valenza sociale sul territorio, lavoriamo con scuole e associazioni. Ci piace l’idea che i nostri clienti e magari anche i nostri collaboratori diventino soci».

L’equity crowdfunding - che prevede l’acquisto di quote di capitale della società emittente - è ancora poco conosciuto. Ma anche grazie all’estensione normativa alle Pmi (prima era una possibilità limitata alle startup innovative) sta attirando l’attenzione delle aziende. «Il 2019 è stato l’anno in cui è avvenuto il passaggio: nelle nostre campagne non ci sono più solo società digital ma anche business tradizionali, magari con una componente digitale per la distribuzione. Questo sia perché le attività tradizionali hanno dinamiche più comprensibili da parte dell’investitore sia perché corrisponde alla voglia di tornare a investire nell’economia reale» racconta Dario Giudici, ceo di Siamo Soci, società che gestisce Mamacrowd.

La piattaforma di equity crowdfunding è la prima in Italia per raccolta: chiuderà il 2019 a 14 milioni (erano 10 nel 2018). Per l’anno prossimo, l’intenzione è di puntare sulle piccole e medie imprese. «Mentre le startup innovative sono le diecimila del registro, le Pmi potenzialmente interessate all’equity crowdfunding sono stimate 150/200mila. - spiega Giudici - Per questo vogliamo lavorare sui territori. Cerchiamo partnership con consulenti, commercialisti, advisor, investment banker che lavorino con le pmi».

Sempre pensando alle piccole e medie imprese, Mamacrowd e stenderà le attività ai minibond. «Abbiamo chiesto a Consob l’estensione dell’autorizzazione e contiamo di iniziare da gennaio - aggiunge Giudici- Questa può essere una buona alternativa di finanziamento per quegli imprenditori medi italiani che non vedono di buon occhio l’ingresso di nuovi soci».

Che l’equity crowdfunding si stia sempre più strutturando si conferma anche dal numero di investitori interessati: erano 9.496 l’anno scorso, ammontano a 16.675 quest’anno, secondo i dati di Crowdfunding Buzz. «I volumi di raccolta sono certamente più ampli e vengono premiate le startup later stage, più avanti nella curva di crescita - aggiunge Giudici - L’investitore dà più fiducia a business che hanno già avuto una validazione di mercato». La media investimento si attesti si 3.500 euro, mentre nel 2015 era il doppio. Segno che l’equity diventa interessante anche per piccoli investitori che nel loro portafoglio diversificano.

Forte di un aumento di capitale da tre milione di euro (che si concluderà l’anno prossimo), Mamacrowd si spinge in settori emergenti come il crowdfunding immobiliare. Gli investitori possono accedere a una tipologia di asset class che solitamente presuppone grosse risorse. Secondo un report del Politecnico di Milano al primo semestre di quest’anno le piattaforme in Italia avevano raccolto 435,6 milioni, pari a circa il 3,6% a livello mondiale. Una dato significativo considerando che 206 milioni sono arrivati nel solo periodo luglio 2018-giugno 2019. «È un settore a cui guardiamo da tempo - racconta Giudici - Ci sono ampli spazi di crescita ed è un modo di democratizzare questo tipo di investimenti, di solito riservati a chi ha grandi patrimoni». A breve sarà possibile investire in Preatoni Nuda Proprietà Crowdfunding: l’obiettivo è l’acquisto a sconto della nuda proprietà con un’offerta pronto cassa, soluzione in grado di rispondere alle esigenze della fascia più debole della popolazione in termini di velocità della compravendita, mantenendo la possibilità di continuare a vivere nella propria casa per il resto della vita.

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