Andar per vini

Mamete Prevostini, Fay, Balgera e Rivetti&Lauro i vincitori del rinnovato Concorso enologico Grappolo d’oro 2018

di Mauro Giacomo Bertolli


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La premiazione (foto Luca Gianatti)

6' di lettura

Si è appena concluso il 35° Grappolo d'Oro di Chiuro. Siamo in Valtellina, a pochi chilometri da Sondrio, in un terroir unico al mondo, famoso per i vigneti terrazzati, dove ogni metro è stato letteralmente strappato alla montagna, vigneti in cui si coltiva Nebbiolo.

Il Grappolo d'Oro rappresenta un appuntamento tradizionale per scoprire non solo i vini ma tutto il mondo valtellinese, in quello che è il più importante comune viticolo dell'area: frammenti di storia, incontri col gusto, momenti di cultura, eventi sportivi, spettacolo e musica hanno accompagnato gli ospiti nel ricco programma.

Un momento di grande interesse è il Concorso Enologico Provinciale, giunto alla sesta edizione, al quale partecipo sempre come giurato.

6° Concorso Enologico Provinciale dei vini di Valtellina
Concorso totalmente rinnovato nel Regolamento: quest'anno vi è stata una sola giuria e i vini partecipanti sono stati divisi in quattro categorie: Rosso di Valtellina, Valtellina Superiore annate 2013-2015, Valtellina Superiore annate precedenti il 2013 e Sforzato.
La giuria, dopo aver effettuato tutti gli assaggi alla cieca, ha individuato 4 vincitori, uno per categoria.
Voglio ricordare brevemente la formula delle precedenti edizioni, che si distingueva per originalità, e che secondo me non andrebbe abbandonata del tutto, cercando di trovare una sintesi tra i 2 diversi Regolamenti. I vini venivano assaggiati alla cieca da 5 diverse commissioni, ognuna delle quale assegnava il proprio premio: sommelier AIS, assaggiatori ONAV, enologi/viticoltori, consumatori/ristoratori e giornalisti/blogger. Una Commissione finale composta da 2 membri di ognuna delle precedenti commissioni riassaggiava e votava, sempre alla cieca, i vini finalisti, ovvero i primi 2 nei punteggi di ogni commissione, andando così ad assegnare il premio principale, il Grappolo d'Oro.

I vincitori
Rosso di Valtellina: Rosso di Valtellina DOC Santa Rita 2016 di Mamete Prevostini
Valtellina Superiore annate 2013-2015: Valtellina Superiore Valgella DOCG Ca' Morei 2015 di Fay
Valtellina Superiore annate precedenti il 2013: Valtellina Superiore DOCG Riserva del Fondatore 2002 di Balgera
Sforzato: Sforzato di Valtellina DOCG Dell'Orco 2013 di Rivetti & Lauro

Mamete Prevostini – Mese (SO) e Postalesio (SO)
La famiglia Prevostini produce vino da circa un secolo: i nonni lo usavano come vino sfuso nella loro osteria, il Crotasc, ora ristorante gestito da Michela, la sorella di Mamete.
Mamete, dopo aver fatto alcuni anni di esperienza alla Nino Negri, alle dirette dipendenze di Casimiro Maule, decide negli anni '90 di aprire una cantina, a Mese, per produrre non più vino sfuso, ma vini territoriali di alta qualità. Nel 2013 è stata inaugurata a Postalesio, vicino a Sondrio, la nuova cantina di produzione che si sviluppa su 3.000 mq, disposta su tre piani per consentire la lavorazione delle uve a caduta naturale. È stata la prima cantina in Lombardia e la terza in Italia ad ottenere la certificazione CasaClima Wine, un marchio di qualità dell'Agenzia CasaClima di Bolzano che valuta la compatibilità ambientale, l'efficienza energetica dell'edificio, oltre ai consumi di risorse lungo l'intera filiera produttiva del vino, dalla raccolta della materia prima all'imbottigliamento e trasporto.
La conduzione tecnica dell'azienda è tutta in famiglia: Mamete è l'enologo mentre il fratello Paolo cura i vigneti. Azienda in costante crescita, ha una produzione di circa 180.000 bottiglie.
Rosso di Valtellina DOC Santa Rita 2016
Ottenuto da uve Nebbiolo. La produzione è di 33.000 bottiglie, con un tenore alcolico del 13 %. Prima macerazione in acciaio, successiva fermentazione malolattica parte in acciaio e parte in legno, a cui seguono 16 mesi di affinamento, di cui 6 in bottiglia.
Nel bicchiere è di colore rosso rubino, piacevolmente intenso nei profumi di frutti di bosco e di fiori come violette e rose. Di buon corpo, armonico e persistente: ottimo biglietto da visita per l'azienda come vino d'entrata e dall'interessante rapporto qualità/prezzo.
Prezzo in enoteca: € 11-13

Fay – Teglio (SO)
Sandro Fay, fondatore dell'azienda di famiglia nel 1973, è una delle figure storiche della viticoltura valtellinese. Da alcuni anni ne ha passato la gestione ai figli Marco ed Elena, continuando comunque a dare una mano soprattutto per la parte agronomica. La maggior parte dei loro vigneti sono nella sottozona Valgella.
L'azienda ad oggi possiede circa 15 ha di vigneti, le cui uve consentono la produzione di circa 70.000-80.000 bottiglie. Oltre al Nebbiolo si coltivano anche Merlot, Syrah, Sauvignon Blanc e Chardonnay.
Sono particolarmente affezionato a loro perché la prima bottiglia di vino valtellinese che ho acquistato, nello scorso millennio, era proprio di Fay, il Valtellina Superiore Valgella Carteria.
Marco è stato tra i primi ad identificare i singoli vigneti ai suoi vini, sviluppando il concetto di Cru. Interessante anche il suo tentativo di diversificare la produzione non solo in base alle sottozone ma anche alle altezze dei vigneti (bassi, intermedi ed alti), considerando l'altezza un elemento determinante per i tempi di maturazione dell'uva e conseguentemente anche per le caratteristiche della stessa e per come si riflettono sul vino ottenuto da esse.
Valtellina Superiore Valgella DOCG Ca' Morei 2015
Nebbiolo in purezza. Le uve provengono dalla vigna Cà Morei, nella zona Valgella, a 550 m s.l.m. Prima annata di questo vino è il 1983. Il nome dialettale, che significa Casa Morelli, identifica la proprietà in cui Mansueto Morelli viveva con la famiglia agli inizi del Novecento. La figlia Emma sposò nel 1947 Pietro Fay. Vinificazione in acciaio, mentre la fermentazione malolattica è in legno. Matura per 12 mesi in tonneaux e botte ed affina in bottiglia per altri 12 mesi. La produzione è di circa 9.000 bottiglie con un tenore alcolico del 13,5 %
Di colore rosso rubino con lievissimi riflessi granato, si caratterizza per la violetta, i piccoli frutti rossi e neri del sottobosco, gli agrumi rossi ed un lieve accenno di spezie, estremamente delicate. In bocca è morbido, di buon corpo, preciso nei tannini, equilibrato e di ottima persistenza.
Prezzo in enoteca: 22-25 €

Balgera – Chiuro (SO)
Tipico esempio di azienda agricola familiare in cui sono tutti coinvolti: Paolo, conduttore ed enologo, la moglie Paola in amministrazione – hanno da pochi giorni festeggiato i trent'anni di matrimonio – i figli Luca – enologo che segue anche tutta la parte agronomica – e Matteo che si occupa di commerciale.
Le Cantine Balgera sono state fondate nel 1885 dal trisavolo Pietro e sono situate nell'antica dimora dei nobili Quadrio.
Il desiderio dei figli di continuare l'attività di famiglia ha portato Paolo negli ultimi anni, in previsione di una futura espansione dell'attività, a restaurare la cantina storica ed a realizzare una nuova cantina con moderni impianti a poche decine di metri dalla sede.
La produzione annuale è di circa 60.000 bottiglie, divise su 15 etichette.
Azienda molto tradizionale nella vinificazione, con uso prevalente di legno grande. Si caratterizza per la vendita di vini di annate storiche. Nel futuro si vuole diminuire la durata della maturazione in botte ed aumentare l'affinamento in bottiglia, portandolo ad almeno 3 anni.
Valtellina Superiore DOCG Riserva del Fondatore 2002
Dedicato al trisavolo Pietro. È il vino che rappresenta l'azienda, prodotto nelle annate migliori. Nebbiolo Chiavennasca al 100 %. E' ottenuto dal blend di 4 Valtellina Superiori ed uno Sforzato, vinificati separatamente in acciaio e lasciati a maturare separatamente in legno. Successivamente si effettua il blend in botte grande di rovere dove prosegue la maturazione per 10 anni.
Perfetto esempio delle potenzialità d'invecchiamento del Nebbiolo delle Alpi. Di colore granato, al naso sentiamo della frutta sotto spirito, note speziate, quali vaniglia, tamarindo, pepe, ma anche delle idee di balsamicità. Sorso deciso, elegantemente muscoloso ma equilibrato, estremamente vivo e persistente
Prezzo in enoteca: 28-32 €

Rivetti & Lauro – Villa di Tirano (SO)
Cantina nata pochi anni fa, era il 2013, a Tirano, spostatasi da qualche tempo a Villa di Tirano. In futuro probabilmente modificherà il nome in quanto uno dei soci, Lauro, non fa più parte della compagine societaria. A capo dell'azienda sono ora Alberto Rivetti e la moglie Caterina Dall'Orco, entrambi provenienti da altri settori ma da sempre appassionati di vino e che vivono come un vero e proprio sogno realizzato la creazione della loro cantina.
Gli ettari vitati sono 11, di cui 6 di proprietà, a cui si aggiungono conferenti con 4 ettari di vigneto. Le bottiglie prodotte sono circa 60.000.
Due sono le caratteristiche principali dell'azienda, che la identificano nel panorama vitivinicolo valtellinese: la scelta della vinificazione in legno e l'ampio utilizzo di varietà internazionali – Sauvignon Blanc, Chardonnay, Merlot e Syrah – insieme al Nebbiolo nei vini IGT.
Sforzato di Valtellina DOCG Dell'Orco 2013
Ottenuto da uve Nebbiolo Chiavennasca appassite fino ad inizio febbraio. L'appassimento è in parte in un tradizionale fruttaio ed in parte in esterno sotto una tettoia. La produzione è di 4000 bottiglie con tenore alcolico del 15,5 %.
Vinificazione in legno, matura in tini di legno per 12 mesi, in tonneau per 6 mesi e in barrique per altri 6 mesi.
Di colore granato. Si caratterizza per i profumi di violetta e rosa appassita, seguiti da confettura di piccoli frutti rossi e neri. Piacevoli le note speziate. Di grande piacevolezza al sorso, morbido, equilibrato, ampio ed estremamente persistente.
Prezzo in enoteca: 30-32 €

Chiuro
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