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Master in Management, Ft premia ancora l’Università di San Gallo

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Master in Management, Ft premia ancora l’Università di San Gallo

Gli esterni dell’Università di San Gallo
Gli esterni dell’Università di San Gallo

Il predominio dell’Università di San Gallo nella classifica stilata dal Financial Times dei migliori corsi di master in Management continua per un altro anno ancora. Per il sesto anno consecutivo, infatti, l’istituto svizzero figura in cima alla graduatoria relativa al 2016 dei 90 migliori programmi master del mondo, mentre per il terzo anno consecutivo si attestano rispettivamente al secondo e al terzo posto l’HEC Paris e l’Essec Business School, entrambi francesi. La graduatoria del 2016 presenta la cifra record di 90 programmi, ben più dei 70 del 2014. Essa è stata elaborata sulle base di informazioni raccolte da due diversi sondaggi: uno condotto sulle scuole di business partecipanti, l’altro sugli ex alunni diplomatisi tre anni fa, nel 2013. La classifica, infatti, si basa anche sul successo che gli ex alunni hanno ottenuto nella loro carriera e ne riflette gli stipendi.

A tre anni dal conseguimento del master, lo stipendio medio degli ex alunni di San Gallo è balzato quest'anno a 102mila dollari rispetto ai 90mila dollari dell’anno scorso. Si tratta del terzo importo più alto al mondo, subito dietro quello degli ex alunni delle accademie di management indiane di Ahmedabad e Bangalore, che hanno rispettivamente stipendi di 109mila e 106mila dollari. La scuola svizzera si colloca al primo posto per indice di soddisfazione degli ex alunni. Un diplomato dice: «Siamo stati costretti a uscire dalla nostra comfort zone, ma siamo stati ricompensati da esperienze uniche». Nel complesso, gli ex alunni di San Gallo riferiscono un livello di soddisfazione del 95 per cento, due punti percentuali in più dei diplomati usciti da un master presso la London Business School e l’WHU Beisheim.

Altri fattori che contribuiscono a collocare la scuola in vetta alla graduatoria sono al primo posto la mobilità internazionale degli ex alunni, al secondo l’esperienza internazionale e al terzo il posto di lavoro trovato. Nella graduatoria, la Scuola di economia di Stoccolma ha ottenuto un risultato notevole salendo di ben 16 posizioni e collocandosi al 28esimo posto, facendo registrare il miglioramento più considerevole da un anno rispetto al precedente e riprendendosi da un calo di ben 11 posizioni registrato l’anno scorso. Nel frattempo, La Rochelle Business School è scesa di 12 posizioni collocandosi al sessantesimo posto dopo essere stata quella che l'anno scorso aveva scavalcato più posizioni. La Nova School of Business and Economics consolida quest’anno l’ottima performance dell’anno scorso salendo di altre 14 posizioni e piazzandosi al diciassettesimo posto della classifica. Negli ultimi due anni, da quando il suo corso di master internazionale in management è stato incluso nella classifica, la scuola portoghese è salita di 31 posizioni. E da quest’anno, per la prima volta, entra a far parte del gruppo delle venti migliori.

Seppur fortemente dominata da scuole francesi e inglesi, che costituiscono il 44 per cento dell’intera classifica, questa graduatoria è quanto mai eterogenea e include infatti scuole di 25 Paesi diversi. Da notare il fatto che tra le nuove entrate per la prima volta nella classifica, la WP Carey School of Business dell’Arizona State University è la prima istituzione americana a farne parte, essendosi collocata in 82esima posizione. L’Université Paris-Dauphine è la scuola che entra a far parte della classifica piazzandosi alla posizione più alta, la 57esima.

A differenza dei MBA, i master in management sono mirati a chi è all’inizio della carriera, e in genere gli studenti hanno un’età media di 22 anni. Il 60 per cento di loro non ha ancora iniziato a lavorare, e un altro 30 per cento ha meno di due anni di esperienza di lavoro alle spalle. Nel periodo in cui molti Millennial fanno fatica a trovare un posto di lavoro o si adattano a posizioni inferiori a quelle alle quali potrebbero aspirare viste le loro competenze, questi programmi master permettono di ottenere percentuali di occupazione considerevoli grazie ai rapporti che hanno con società partner e con reti di ex alunni. Oltre il 90 per cento degli ex alunni delle classi diplomatesi di recente ha accettato un’offerta di lavoro nei tre mesi successivi al completamento del programma.

«La rete della scuola è stata di importanza fondamentale nell’aiutarmi a trovare un posto di lavoro in una delle più prestigiose società al mondo», dice un diplomato della Rotterdam School of Management. «La società era partner del programma e in pratica ho ricevuto l’offerta direttamente nella mia casella di posta elettronica».

Questo è dunque il sesto anno consecutivo che il Master in Strategy and International Management dell’Università di San Gallo si colloca ai vertici della classifica del FI. Tutti gli studenti della scuola svizzera hanno preso parte a scambi culturali e stage oltreoceano, facendo salire l’indice dell’esperienza internazionale della scuola al secondo posto della classifica. La scuola è anche tra le prime dieci in graduatoria per il rapporto qualità-prezzo. Il Master in International Economics and Business Management dell’Università di Vienna si è classificato al 22esimo posto per tre anni consecutivi, poi nel 2015 era salito al tredicesimo posto e quest’anno, dopo essere entrato a far parte del Cems, una coalizione di istituti universitari e aziende, è arrivato in ottava posizione. Il corso si classifica in ogni caso al primo posto per l’esperienza internazionale offerta.

Il Smurfit’s MSc in International Management dell’University College Dublin è la divisione irlandese del Programma Cems: è molto popolare tra gli studenti e infatti oltre il 90 per cento dei suoi 50 iscritti arriva dall’estero. Questo corso è anche perfettamente bilanciato dal punto di vista del genere: le studentesse, infatti, costituiscono il 48 per cento del totale.

Copyright The Financial Times Limited 2016
(Traduzione di Anna Bissanti )

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