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I posti migliori nella consulenza attirano scienziati e medici

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il lavoro che cambia

I posti migliori nella consulenza attirano scienziati e medici

Quando Kevin Sneader, managing partner globale di McKinsey eletto di recente, ha detto al Financial Times che vorrebbe che la percentuale dei suoi dipendenti con MBA scendesse, per la precisione, dall’attuale 37 per cento a «meno di un terzo», ha confermato un trend per assunzioni più diversificate che si va diffondendo sempre più presso le grandi società di consulenza. Nel caso di McKinsey, ha spiegato Sneader, l’idea è assumere più persone provenienti dai settori creativi.

Cinque anni fa circa un terzo del personale del Boston Consulting Group aveva un MBA, ma secondo Meldon Wolfgang, suo managing director, il loro numero adesso è calato a meno di un quarto. «Crediamo fermamente che sia importante differenziare le assunzioni, perché sappiamo che così disporremo di una gamma più ampia e migliore di talenti per rispondere alle esigenze dei nostri clienti» ha detto. «Assumiamo addetti che lavorano nel settore perché hanno esperienza in fatto di operazioni. In qualche caso hanno un MBA, ma non è questo il motivo principale per il quale li assumiamo».

Sia BCG sia McKinsey organizzano “miniMBA”, corsi residenziali per aiutare i nuovi assunti che non hanno frequentato una scuola di business ad acquisire una rapida comprensione della terminologia specifica più importante, oltre a facilitare loro la conoscenza dei colleghi. Tra coloro che hanno frequentato il corso di due settimane di McKinsey c’è Becky Ross, associate partner nell’ufficio consulenze di Londra, in possesso di un diploma in scienze naturali conseguito all’Università di Cambridge e di un dottorato di ricerca in scienza delle piante conseguito all’Università di Oxford. «Quando mi hanno assunto, mi sentivo una scienziata e non capivo come avrei potuto inserirmi nel loro team» dice Ross. «Il mini-MBA mi ha aiutato a fare piazza pulita dei miei preconcetti». Ross fa notare che la disciplina necessaria a collaudare le idee in campo scientifico è molto simile ai metodi per la risoluzione dei problemi in uso presso le società di consulenza, e ha aggiunto di non rimpiangere il fatto di essersi allontanata dall’ambiente accademico: «Non mi manca lavorare in laboratorio fino alle ore piccole».

Motivi per essere soddisfatti.
L’impegno delle società di consulenza volto a diversificare il personale assunto non riguarda in modo particolare i diplomati MBA, perché il mercato del lavoro in linea generale è in espansione. Gli ultimi dati riguardanti le assunzioni, raccolti dal Graduate Management Admission Council, l’ente che si occupa dell’esame, dimostrano che l’81 per cento delle società di consulenza ha preso in considerazione piani volti ad aumentare i loro dipendenti nel 2018. Si tratta della percentuale più alta raggiunta rispetto a qualsiasi altro settore. Le prospettive di impiego sono migliorate per gli studenti che frequentano gli MBA, dato che l’82 per cento delle società di consulenza ha riesaminato la programmazione volta ad assumere semplici laureati quest’anno, rispetto a un tasso di assunzione nel 2017 del 68 per cento.

Altro fattore di attrazione è un cambiamento di passo. Ross dice che mentre trascorreva anni interi a far crescere piante per ottenerne dati, adesso può avere accesso immediato e di continuo a dati con i quali offrire raccomandazioni alla clientela. «Mi piace la cultura di McKinsey del feedback e del tutoraggio» spiega. Durante la sua carriera di ricercatrice, infatti, dice che di rado ha ricevuto feedback dai suoi colleghi. Ross lavora per McKinsey da quasi sei anni: ritornare a una vita di studio a tempo pieno per conseguire un MBA può averle aperto la strada per entrare nell’azienda, ma a quel punto della sua carriera non sembrava la cosa più giusta da fare, dice ancora Ross.

La maggior parte di coloro che fanno parte del suo team non ha un MBA. Ross stessa appartiene al folto gruppo di persone che hanno un dottorato di ricerca o un master conseguito in qualche disciplina che non è il business. Molti altri ancora hanno un passato addirittura nelle forze armate.

Per Ben Edelshain, 32 anni, ex medico del Servizio sanitario nazionale, assicurarsi un posto presso McKinsey è stato un modo per ottenere tutti i benefici di una scuola di business senza dover sborsare le cifre connesse a una formazione MBA. «Sono uscito dalla facoltà di medicina sapendo di non voler fare il medico. Volevo assumere un ruolo col quale porre rimedio al sistema sanitario, senza diventare a mia volta una rotella dell’ingranaggio». Edelshain è stato presentato a un gruppo di consulenti McKinsey da un amministratore nella divisione incidenti ed emergenze dell’University College Hospital, dove erano impegnati a lavorare a un progetto con lo staff dei medici. Si è seduto in un focus group ed è rimasto colpito da come i consulenti riuscivano ad arrivare alla radice e alle cause di fondo dei problemi prima di trovare rapidamente una soluzione a essi. «Sapevano dove reperire informazioni e come scomporre e ricomporre un problema» dice Edelshain, prima di aggiungere che in seguito ha appreso che quel team stava facendo uso di una serie di competenze insegnate a tutti i dipendenti McKinsey.

Edelshain lavora per McKinsey dalla fine dell’anno scorso nei suoi uffici in Carolina del Nord. È assunto come esperto in analisi e risoluzione di problemi di assistenza sanitaria e contribuisce a sviluppare imprese digitali per migliorare il coinvolgimento dei pazienti. «Sono sempre stato una persona che guarda alle cose in grande, e quindi essere capace di sistemare le cose su grande scala mi fa stare bene» ha detto.

Il lieve calo nella percentuale di dipendenti con MBA delle grandi società di consulenza riflette la volontà di incoraggiare nuove strade per farsi largo in questa professione. I dipendenti, però, sono portati a sottolineare che ci sono tuttora moltissime aperture per chi esce da una scuola di business con una laurea. Quest’anno Bain propone il suo programma di tirocini estivi più ambizioso di sempre. Quasi tutti coloro che vi prendono parte sono studenti MBA, secondo Keith Bevans, a capo degli sforzi miranti a reclutare consulenti in tutto il mondo per l’azienda. Su dieci tirocinanti che portano a termine uno stage con Bain, nove ricevono offerte per un posto di lavoro, e quasi tutti le accettano, aggiunge Bevans.

Nemmeno questi studenti, però, basteranno a soddisfare le esigenze di assunzione di Bain. «La nostra crescita ci impone di reperire risorse ulteriori da aggiungere a quelle che già abbiamo». Poi, con tono rassicurante, aggiunge: «Assumeremo tanti eccellenti MBA quanti ne potremo trovare».

Copyright The Financial Times Limited 2018
(Traduzione di Anna Bissanti )

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