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In Esselunga formazione da un milione di ore

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le vie verso il digitale

In Esselunga formazione da un milione di ore

Tanto per iniziare, un po’ di ordine. Nell’atrio, dove si aprono le porte di accesso, due monitor ricordano a ogni lavoratore corso, aula, orario. Senza scartabellare tra foglietti e cartelline o nella intranet, attraverso lo smartphone, Mario Rossi del negozio di via Losanna a Milano, appena arriva, sa di dover andare nell’aula 3, a seguire il corso di “Gestione del tempo” per i capireparto, dalle 8 alle 12. Il tempo, appunto, sembra molto prezioso in questo luogo dove ogni cosa è al suo posto e sotto controllo. Con discrezione.

All’uscita dalla stazione Villa Fiorita della metropolitana verde di Milano, pochi passi separano dall’ingresso del learning center dell’Esselunga che tra il 2018 e il 2019 erogherà oltre un milione di ore di formazione. Chi preferisce l’auto trova un grandissimo parcheggio di fronte alla sede. L’obiettivo è facilitare tutti i partecipanti, a partire dagli spostamenti stessi e ottimizzare il tempo di tutti. «Questo è il punto di riferimento per la formazione dei nostri lavoratori di tutto il nord Italia», spiega Luca Lattuada, direttore Risorse Umane e Organizzazione della catena di supermarket che ha oltre 23mila addetti. Per l’Italia centrale, la sede è, invece, Firenze. Nel gruppo non sono ammesse deroghe agli standard definiti per i servizi offerti. L’allineamento è continuo e si avvale di tutto ciò che può agevolare la diffusione della cultura aziendale, in primis intranet, digitale e smartphone.

La app per tutti i lavoratori è la porta di accesso ai servizi e alle informazioni utili e necessarie per chi lavora in Esselunga. Dalle iniziative di welfare fino alla gestione dei turni o della busta paga. O della formazione stessa. Gli ispettori, periodicamente e a sorpresa, si aggirano tra le corsie dei negozi per “correggere” eventuali anomalie che possono diventare materia di studio anche in aula, dove gli stessi ispettori vestono i panni dei formatori. Sono lunghissimi curriculum i loro. Ne vediamo uno, con il nome smacchiettato per ragioni di privacy. La laurea in biologia è soltanto l’inizio di un lungo percorso. Il conto dei corsi svolti si perde, scorrendo il cursore dello smartphone da cui il capo delle risorse umane riesce a rintracciare il curriculum.

Nelle aule gli allievi si accomodano secondo una disposizione per lo più circolare, escludendo quelle dove i neoassunti, prima di entrare in negozio, vengono introdotti, attraverso l’ausilio di un pc e di una lavagna digitale, al mondo di Esselunga, con un focus particolare sulle regole legate a salute e sicurezza. Dominano proiettori e schermi interattivi, con i materiali didattici disponibili sulla intranet. La carta però non manca. In una delle aule del corso, gli allievi si esercitano su un progetto di gruppo, guidati da un’insegnante, sotto la supervisione di un giovane ispettore. Si discute, si disegna, ci si divide in gruppi e poi si torna a discutere ancora il progetto. «Non c’è corso che venga progettato all’esterno. Tutto ha una genesi in house, direttamente nel learning center, guidato da Barbara Abate, - spiega Lattuada -, avvalendosi anche di partnership con università prestigiose, come la Bocconi o il Politecnico, e operatori privati. Ma ogni progetto è customizzato per Esselunga». In altre parole non si compra nulla dai cataloghi: come è unico il gruppo e il suo brand, così lo è la sua organizzazione del lavoro e la formazione richiesta per portarla avanti. Senza sbavature.

Il motto è think digital e il faro per tutto è l’innovazione. «Puntiamo molto sulla tecnologia e le attività digitali che ci garantiscono più efficienza, qualità e la possibilità di raggiungere le persine in modo facile e veloce. Per esempio facilitando anche la condivisione degli interventi formativi tra il polo milanese e quello toscano», dice Lattuada. La struttura è dotata di un sofisticato sistema di videoconference con telecamere dinamiche che seguono e inquadrano chi parla, di volta in volta e consentono di seguire il collegamento audio perfettamente. Un dettaglio niente affatto irrilevante per la riduzione degli spostamenti. In una società che considera la sostenibilità un tema centrale.

L’intelligenza artificiale, in Esselunga, viene considerato uno strumento di supporto in diverse aree, a partire dall’assessment che interessa soprattutto coloro che salgono nella gerarchia. È anche dall’intelligenza artificiale che passano le esercitazioni sulla definizione degli obiettivi con i collaboratori con tanto di simulazione di colloqui, sulla reazione ai feeedback e sulla negoziazione per poter impostare al meglio il lavoro in team.

A dispetto delle loro dimensioni molto ampie, le aule ospitano gruppi piuttosto ristretti, mai composti da più di 12-15 persone, in modo da poter verificare che l’apprendimento sia andato a buon fine. Arrivano nell’hub formativo di Pioltello gli allievi lavoratori di tutto il nord Italia, siano essi neoassunti per la formazione sulla salute e sicurezza e sul mondo Esselunga o dirigenti o capireparto. I corsi più legati agli aspetti gestionali sono affiancati da quelli sui trend di consumo delle diverse categorie di prodotto e sui cambiamenti delle abitudini alimentari, legati all’evoluzione dello stile di vita delle persone. Così nell’officina di prodotto può diventare materia di studio la birra gluten free. L’insegnamento può essere accompagnato dalla visita dei luoghi di produzione e dalla degustazione dei prodotti, affinchè gli allievi possano essere preparati di fronte alle domande dei clienti. Preparati, quindi, a raccontare tutti i nuovi prodotti che salgono sugli scaffali o che arrivano dietro i banchi.

Come è accaduto, per citare un altro esempio, per la linea di alta pasticceria che la catena ha ideato in collaborazione con la famiglia bergamasca Cerea del ristorante stellato “Da Vittorio”. Nel laboratorio di Pioltello, insieme ai pasticceri, gli allievi-lavoratori imparano i segreti della preparazione dei dolci e gli ingredienti che li caratterizzano. Poi li degustano, per poterli raccontare e vendere ai clienti. Lo stesso accade negli stabilimenti di produzione delle paste, nel centro ittico, in quello delle carni. Il learning center è il punto attraverso il quale si rivela ai 23mila collaboratori ciò che avviene dietro le quinte della catena italiana della grande distribuzione a cui guardano con interesse molte multinazionali in tutto il mondo. Una questione di business, in fin dei conti.

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