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Manager, l’industria paga più delle banche con bonus e azioni gratis

di Gianni Dragoni


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(ANSA)

3' di lettura

Bis di Sergio Marchionne, scomparso a luglio, come il manager più pagato tra le società quotate in Italia nel 2018, con 17,29 milioni di euro lordi. Al secondo posto Carlo Cimbri, numero uno di Unipol cresciuto all’ombra di Giovanni Consorte, con 14,78 milioni. Terzo con 13,68 milioni Valerio Battista, amministratore delegato diPrysmian, la ex Pirelli Cavi, che ha in classifica altri tre uomini d’oro nei primi 12.

Sono questi i dirigenti più pagati tra le società quotate in Italia o con base di attività in Italia (come le “olandesi” Fiat Chrysler Automobiles, Ferrari e Cnh Industrial, che hanno la sede legale ad Amsterdam), secondo i dati finora pubblicati nei documenti societari riferiti al 2018. La classifica è provvisoria. Mancano all’appello ancora diversi gruppi, tra cui le maggiori società pubbliche (Eni, Enel, Leonardo, Poste) e importanti aziende private.

La graduatoria “pay watch” elaborata da Il Sole 24 Ore tiene conto, come negli anni precedenti, di tutti i compensi monetari (stipendio fisso, eventuali bonus, buonuscite), più le eventuali plusvalenze derivanti dall’esercizio di stock option o il controvalore di azioni gratuite al momento di maturazione del diritto a ricevere i titoli, indipendentemente dal fatto che i titoli siano stati venduti dal beneficiario o mantenuti in portafoglio. I dati sono al lordo di tasse e contributi sociali e previdenziali.

Si nota un’avanzata dei manager delle società industriali e di servizi, mentre il settore finanziario e bancario non svetta. A parte Cimbri, secondo grazie all’incentivo in azioni gratuite pari a 10,34 milioni corrisposto dal gruppo assicurativo delle coop rosse, il primo banchiere è solo decimo: è Carlo Messina, ad e dg di Intesa Sanpaolo, la banca con i migliori risultati tra i gruppi del credito. Messina ha percepito 5,73 milioni lordi, tra stipendio monetario pari a 4,216 milioni (con un bonus di 1,61 milioni) e un pacchetto di azioni gratuite per 1,52 milioni.

Il secondo banchiere è Andrea Mangoni, ad di Dobank, con 4,9 milioni (di cui 2,39 milioni in azioni gratuite), 14esimo nella classifica provvisoria dei più pagati, il terzo è Alberto Nagel, ad di Mediobanca, con 4,26 milioni (di cui 1,149 milioni per la plusvalenza sulle stock option), 19esimo. Quindi Alessandro Foti, ad di Finecobank Bank, con 3,4 milioni (di cui 2,39 milioni in azioni gratuite), 21esimo. Oltre il 40esimo posto Giuseppe Castagna, ad di BancoBpm (1,91 milioni) e Victor Massiah, ad di Ubi Banca (1,83 milioni). L’amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, ha percepito 1,2 milioni.

Marchionne, l’ex ad di Fiat Chrysler (Fca) mancato il 25 luglio 2018, ha ricevuto dal gruppo automobilistico 10,966 milioni, tra stipendio fisso e “altri compensi”, che comprendono premi assicurativi e “tax equalization”, cioè rimborsi di imposte per le tasse pagate in paesi, come l’Italia, in cui l’aliquota fiscale sui redditi è superiore a quella del paese di residenza, la Svizzera. Marchionne ha ricevuto inoltre 6,32 milioni come presidente di Cnh Industrial, l’altra azienda ex Fiat. Nel 2017 Marchionne aveva guadagnato 46,29 milioni lordi. Il successore alla guida di Fca, Mike Manley, ha ricevuto 2,89 milioni.

Quarto il presidente e ad del gruppo Yoox-Ynap, Federico Marchetti, con 13,376 milioni di plusvalenza per le stock option, nella transazione avvenuta con la vendita a Richemont. Quinto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri con 9,55 milioni. Sesto Massimo Della Porta, ad di Saes Getters, grazie a un superbonus di oltre 6 milioni ha totalizzato quasi 7 milioni di stipendio. Settimo Giovanni Castellucci, l’ad di Atlantia che ha percepito 6,21 milioni (di cui 3,7 di bonus, secondo la società legato all’operazione Abertis) nell’anno nel crollo del ponte autostradale di Genova con 43 morti. Nei primi 11 anche l’ex ad della Juventus, Giuseppe Marotta, con 5,54 milioni, di cui 3,5 milioni di bonus.

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