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Mancati pagamenti, Telecom stacca la linea ai clienti di Digitel

di Andrea Biondi


(Agf Creative)

4' di lettura

L’incubo per circa 60mila utenti di servizi di telefonia fissa, è iniziato venerdì scorso. Telefoni muti e web fuori uso. L’incubo non è finito, ma intanto Agcom è intervenuta ieri con una delibera presidenziale – un atto d’urgenza – per ripristinare i servizi telefonici, facilitare le cosiddette “procedure di migrazione” e uscire dal pantano della diatriba fra Digitel (una piccola società con sede a Firenze che fornisce servizi di tlc) e Telecom con la prima che si è vista staccare le linee dall’ex monopolista, titolare dell’infrastruttura di rete, per una questione di mancati pagamenti dei servizi all’ingrosso acquisiti e tramite cui Digitel rivende servizi voce e dati a reseller e clienti finali.

La scena si è ripetuta altre volte in passato. Piccole società di tlc che cercano di entrare sul mercato con tariffe sicuramente aggressive e servizi ad hoc per i clienti, anche grazie a una rete di rivenditori (reseller) vicini ai clienti. Tutto bene, finchè non intervengono problemi relativi al pagamento del servizio intermedio acquistato da altri operatori, incluso Telecom.

Le cronache annoverano altri casi di società i cui clienti si sono trovati a fare i conti con il distacco improvviso del proprio servizio di telefonia o internet. Disservizi la cui risoluzione per forza di cose non è né semplice né immediata. Ne sanno qualcosa ad esempio gli ex clienti di Italiacom. Ma prima ancora c’era stato il caso di OkCom. E nel mobile ha fatto scalpore il caso di Bip Mobile, che però faceva “girare” i propri servizi su rete H3G.

La delibera

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La delibera presidenziale 27/17/PRES pubblicata ieri sul sito Agcom ricapitola tutta la vicenda. Agcom aveva inviato alle parti interessate comunicazioni il 17 novembre 2016 e il 9 febbraio 2017 con la richiesta di informare i clienti delle situazioni di criticità contrattuale fra i due e della possibilità di interruzione dei servizi. Ad aprile 2017 Agcom, con un primo intervento d’urgenza a salvaguardia dei clienti di Digitel, chiede a Telecom, che aveva diffidato il distacco delle linee a Digitel per mancati pagamenti, che a fronte del pagamento, da parte di Digitel, di 1,5 milioni vi fosse la riattivazione e il mantenimento del servizio per un periodo di 3 mesi dalla notifica del dispositivo (da fine aprile). Il tutto fermo restando «le precedenti obbligazioni economiche di Digitel nei confronti di Telecom per i servizi pregressi e non pagati».

L’8 settembre, il problema dei mancati pagamenti si ripresenta, e Telecom «informa l’Autorità della perdurante esposizione debitoria di Digitel nei propri confronti». E allo stesso tempo l’ex monopolista comunica all’Authority che «in caso di inadempimento nei 30 giorni successivi» alla diffida inviata a Digitel il 31 agosto sarebbe avvenuto il distacco del servizio.

La lettura della delibera Agcom dà conto poi di tutti gli altri vari passaggi, fra cui la contestazione di Digitel di una parte del credito vantato da Telecom, oltre che di una comunicazione sul sito internet della società in cui Digitel segnala proposte formulate per rientrare dal debito rifiutate però da Telecom Italia. La società dà poi una valutazione – riportata sempre della delibera Agcom – sul fatto che il distacco sia avvenuto «in pendenza della proposizione da parte di Digitel Italia del ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato in bianco ai sensi dell'articolo 161 LF» e «nelle more altresì dell’udienza di discussione fissata, per il 22 novembre p.v., dal Tribunale di Roma del distinto ricorso in via d'urgenza ex art. 700 cpc proposto da Digitel Italia nei suoi confronti».

La stessa delibera però va oltre la valutazione di parte di Digitel e cita anche la valutazione del Giudice del Tribunale di Roma che il 31 ottobre «ha revocato il proprio provvedimento emesso in data 13.10.2017 con cui è stato ordinato a Telecom di non interrompere la prestazione di servizi oggetto dei rapporti contrattuali fra le parti e di non procedere al distacco dei circuiti operativi e rigetta il ricorso proposto da Digitel Italia Spa nei confronti di Telecom Italia Spa». E sempre dalla lettura della delibera si sa delle «numerose segnalazioni da parte dei resellers di Digitel», dalla Zal Telecomunicazioni di Forlì alla Cosenzavoce Srl alla Edp Sondrio Srl.

Da qui l’attivazione di queste misure d’urgenza. Digitel che entro un giorno deve comunicare i piani di instradamento dei propri clienti (ex e attuali) per renderli raggiungibili telefonicamente, ha 5 giorni di tempo per generare, laddove non l’avesse già fatto, i codici di migrazione dei clienti per farli migrare su altre reti se lo ritengono. La società dovrà poi informare i clienti della sospensione del servizio e sulle modalità con le quali possono migrare verso altri Olo. Tim e Clouditalia si sono resi disponibili (come operatori “basket”) a configurare sulle loro reti le numerazioni di Digitel per consentire ai clienti Digitel di poter mantenere il proprio numero quando sceglieranno di migrare verso qualsiasi operatore e ai clienti che erano già migrati di ricevere le telefonate. Inoltre, a procedere verso la migrazione dei clienti ad altro operatore potranno provvedere i resellers per conto di questi. E questa è sicuramente una novità permettendo queste migrazioni “in blocco”.

Per i clienti senza linea però l’odissea non si può dire certo finita.

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