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Manchester City, lo sceicco Al Mansour cede il 10% per 500 milioni

Abu Dhabi chiama la California alla corte del Manchester City. Lo sceicco arabo Al Mansour e Khaldoon Al Mubarak hanno venduto per 500 milioni di dollari un pezzo del club inglese più ricco e più famoso al mondo

da Londra Simone Filippetti


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(Reuters)

3' di lettura

Abu Dhabi chiama la California alla corte del Manchester City. Lo sceicco arabo Al Mansour e Khaldoon Al Mubarak hanno venduto per 500 milioni di dollari un pezzo del club inglese più ricco e più famoso al mondo. Uno striscione appeso l'anno scorso alle tribune dell'Etihad Stadium a Manchester, lo stadio di proprietà del club, celebra i 10 anni di Al Mansour come presidente della squadra.

Era arrivato nel 2008: undici anni dopo ha venduto il 10% del ManCity, che tra i suoi fan più celebri annovera le rockstar Liam Gallagher, ex cantante degli Oasis, e Johnny Marr, il chitarrista degli Smiths, gruppo cult degli Anni '80.

I conti del calcio: diretta videoforum

Per i Paperoni del Golfo Persico è un incasso monstre, che ripaga delle centinaia di milioni investiti nel corso degli anni per mettere in piedi un top club e portare trofei (come lo “scudetto” della scorsa stagione), e dunque è un successo, dal mero punto di vista finanziario. Ma dimostra anche che pure i mega-milionari che negli ultimi anni sono diventati i padroni del calcio, fanno fatica a mettere capitali in un calcio sempre più costoso. Nonostante l’enorme esborso, nei dieci anni al comando gli sceicchi non sono riusciti a vincere nessun grande trofeo internazionale, a partire dalla agognata Champions League. Neppure i (quasi) infiniti petroldollari ce la fanno nel calcio mondiale. Ecco che allora si sta diffondendo un nuovo modello misto, con l’affiancamento della grande finanza.

Arriva la cavalleria (il Private Equity)

Il Private Equity, fondi d’investimento privati, hanno iniziato a mettere nel mirino il mondo del calcio. Il ManCity ha segnato la rotta, ma il modello era già stato sperimentato in Italia dall'Inter FC, dve la proprietà dei cinesi di Suning è stata affiancata a inzio anno dal fondo cinese-americano Lionrock. Tramonta nei club l’epopea del presidente-imprenditore, e si fa avanti quella degli investitori finanzari; i club si trasformano in conglomerate di intrattenimento, che basano il loro intori sui multi-miliardari diritti sportivi sborsati dai grandi gruppi tv e dalle nuove piattaforme web. E dunque diventano appetibili per i grandi fondi d’investimento.

I dettagli dell’operazione

L’operazione finanziaria degli sceicchi è in realtà più complessa: Silver Lake tecnicamente compra una quota della CFG, holding di Abu Dabi che ha creato un impero nello sport e detiene vari club in giro per il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone.

Gli americani non saranno, però, i soli soci degli emiri: nel 2015 anche la Cina ha investito dentro la conglomera sportiva di Abu Dhabi e sono tuttora il secondo partner.

L'ingresso del nuovo socio segna però un record: rende CFG, e indirettamente il ManCity, il gruppo calcistico più ricco al mondo, con un valore di 4,8 miliardi di dollari. Non esiste una “capitalizzazione” singola del City , ma considerando che è l'unico club in utile del portafoglio di CFG ma soprattutto il più famoso e il marchio più forte, quel 10% rilevato di fatto coincide con lo stesso ManCity.

Sempre più divario di valori

L'altro club della città, lo United, che è di proprietà della famiglia americana Glazer e tra gli azionisti il fondo Lindsell Train (lo stesso che detiene un pacchetto della Juventus) è quotata a Wall Streett dove capitalizza 2,8 miliardi di dollari. Dunque l'arrivo di Silver Lake incorona il ManCity nuovo Re del calcio inglese e mondiale. Per dare un'idea delle differenze di valori a livello globale, la medesima Vecchia Signora, guidata da Andrea Agnelli, che pure in Italia domina da quasi un decennio ed è l'unica squadra italiana in grado di competere coi top club europei, vale “solo” 1,4 miliardi di euro a Piazza Affari.

L'orizzonte di investimento degli americani è di 10 anni: il fondo entra come “investitore paziente” con l'obiettivo di quotare in Borsa la conglomerata del calcio. Silver Lake stava da tempo cercando opportunità nel mondo del calcio e in precedenza aveva messo nel mirino anche un altro blasonato club inglese, il Chelsea del magnate russo Roman Abramovic, reduce da una stagione di successi con Maurizio Sarri che ha fatto vincere alla squadra di Londra la Coppa Uefa.

I 500 milioni iniettati nella holding CFG serviranno a finanziare l'acquisto di campioni per il City, oggi allenato da Pep Guardiola, e la costruzione di uno stadio a New York.

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