Mercato del lavoro

Manifesto Fim-Cisl: un mix di strumenti per sostenere le transizioni lavorative

Riformare tirocini extra curriculari, apprendistato duale e professionale. Ricollocazione lavorativa e riqualificazione professionale con i fondi Pnrr, più flessibilità pensionistica

di Giorgio Pogliotti

(sociopat_empat - stock.adobe.com)

2' di lettura

Un Manifesto sindacale per “le transizioni lavorative” con le proposte d'intervento per assicurare strumenti di sostegno adeguati a far fronte alle innumerevoli fasi di discontinuità nella carriera lavorativa, alimentate dalla rivoluzione digitale ed energetica che stanno mettendo in discussione migliaia di posti di lavoro. Lo ha elaborato la Fim Cisl, nel presupposto che il sindacato dopo la pandemia non debba limitarsi a contrattare mentre si lavora ma debba anche offrire nuovi diritti e tutele nelle tante transizioni che interessano il mondo produttivo.

Per circa 55mila posti di lavoro nella meccanica mancano le competenze
In Italia abbiamo una crisi di offerta di competenze nel mondo del lavoro che è molto preoccupante. «Oggi abbiamo nel rapporto tra scuola e lavoro e tra competenze richieste e quelle mancanti circa 55 mila posti di lavoro nella metalmeccanica che rischiamo di perdere perché i giovani e i lavoratori vengono lasciati soli – spiega il leader della Fim-Cisl, Roberto Benaglia –. Nel nostro manifesto indichiamo nei tirocini extra curriculari, apprendistato duale, apprendistato professionale, gli strumenti da riformare e diffondere per sostenere le competenze e il lavoro. Pensiamo che tutti gli incentivi alla formazione professionale devono avere, oltre a un criterio di sicurezza, la certezza di essere dare sbocchi occupazionali». Negli ultimi sei mesi la Fim-Cisl stima che nel settore metalmeccanico «110 mila lavoratori siano stati lasciati soli o perché hanno perso il posto di lavoro o perché a termine o somministrati, o perché hanno rinunciato al lavoro non riuscendo a conciliare i propri tempi vita/lavoro con esigenze familiari o di studio. Come Paese non possiamo permetterci che queste persone non abbiano la possibilità di essere ricollocati e tutelati nel lavoro».

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L’occasione dei 4,4 miliardi del Pnrr per le politiche attive
Le risorse non mancano, il Pnrr rappresenta un’opportunità storica, basti pensare ai 4,4 miliardi (4,9 miliardi considerando anche i fondi React-Eu) destinati alle politiche attive del lavoro da usare anche per la ricollocazione lavorativa, la riqualificazione professionale.
Tra le proposte del manifesto, c’è anche l’introduzione di una flessibilità pensionistica che «dia alle persone la possibilità a ridosso della pensione di ridurre di 4/5 la propria attività lavorativa, e per i giovani il diritto alla previdenza complementare incoraggiato fiscalmente con quote obbligatorie a carico della contrattazione, con la possibilità di tramutarla in riduzione oraria futura». Le riforme, secondo Benaglia, vanno finanziate non solo con i soldi pubblici: «la contrattazione e la bilateralità possono dare un grande contributo in termini di politiche contrattuali».

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