Il report Lottomatica-Censis

Mannaia della pandemia sul gioco legale: - 22 miliardi la raccolta. In crescita ludopatia e illegalità

Nel 2020 la raccolta lecita è stata di 88,4 miliardi di euro, di cui 75,4 miliardi tornati ai giocatori nella forma di vincite

di N.Co.

Il gioco secondo SWG: italiani non vogliono divieti ma controlli

4' di lettura

É profondo rosso per il gioco legale in Italia. Nel 2020 la raccolta complessiva del settore è stata di 88,4 miliardi di euro, di cui 75,4 miliardi tornati ai giocatori nella forma di vincite (85,3%). Circa 13 miliardi di euro è la spesa effettiva sostenuta, distribuita tra erario (circa 7 miliardi di euro) e ricavi delle imprese (circa 6 miliardi di euro). Il confronto con il 2019 rende evidente il colpo subito dal settore con l'emergenza sanitaria: infatti, la raccolta complessiva segna -22,2 miliardi di euro (-20%), le vincite -15,7 miliardi di euro (-17,2%), l'erario -4,1 miliardi (-36,3%), i ricavi delle imprese del settore -2,3 miliardi di euro (-28,9%). Tagli che hanno avuto ricadute su chi lavora nel settore, visto che 1.600 sale giochi e sale scommesse non hanno riaperto dopo le chiusure del 2020 e rischiano di non riaprire.É ciò che si legge nel report Lottomatica-Censis sul gioco legale in Italia, presentato al palazzo della Minerva del Senato.

Il gioco legale argine contro l’illegalità

Un report che vuole raccontare il valore sociale ed economico del gioco legale, visto che spesso viene identificato con la sua versione patologica. L’83,6% degli italiani ritiene che lo Stato deve regolare e gestire il gioco legale a tutela del consumatore e della collettività. Per il 66,8% (è il 71,3% tra i laureati, il 73,4% degli alti redditi) il gioco legale è il vero argine contro quello illegale gestito dalla criminalità. E le chiusure nel corso della pandemia del gioco legale hanno fatto decollare quello illegale

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Sono 150mila gli occupati

In Italia ci sono 300 concessionari autorizzati dallo Stato e sono 3.200 le imprese di gestione che, per conto dei concessionari, si occupano del coordinamento del gioco pubblico sul territorio, con 150mila gli occupati diretti e indiretti nel settore. Sono 80mila i punti vendita tra bar, tabacchi, esercizi pubblici che consentono l'accesso ai cittadini a uno o più tipologie di gioco legale. La filiera diretta si compone di 8.271 imprese, con circa 40mila addetti e un fatturato annuale di 14 miliardi di euro.

Il boom del gioco a distanza

Il 2020 ha registrato il boom del gioco a distanza. La raccolta a distanza è stata di 49,2 miliardi di euro e ha segnato +12,8 miliardi di euro rispetto al 2019 (+35,3%). La raccolta fisica si è invece fermata a 39,1 miliardi di euro (-35 miliardi di euro rispetto al 2019, -47,2%).

Le chiusure della pandemia hanno fatto decollare il gioco illegale

Le prolungate chiusure nel corso della pandemia hanno duramente colpito l'economia del gioco legale hanno fatto crescere il gioco illegale che nel 2019 era stimato in circa 12
miliardi di euro. Nel 2020 il gioco illegale è salito a 18 miliardi (+50%) e nel 2021 rischia di
andare oltre i 20 miliardi di euro.

Ogni tre giorni scoperta una sala clandestina

Altri segnali di crescita del gioco illegale arrivano dai report delle operazioni di contrasto delle forze dell'ordine all’illegalità: tra inizio del 2020 e aprile 2021 ogni 3 giorni è stata scoperta una sala clandestina, 145 sono le inchieste condotte dalle forze dell'ordine, 1.000 le persone denunciate (493 nel 2019). Nelle pagine del report si legge che la lotta al gioco illegale per gli italiani «non si fa con soluzioni proibizioniste che penalizzano il gioco legale»: per il 59,8% degli italiani (il 63,4% tra i laureati e il 63,8% tra i giovani) limitare il gioco legale farebbe lievitare il numero di giocatori illegali, con vantaggi per la criminalità. Il 28,9% ritiene invece che il divieto di giocare tout court ridurrebbe il numero di giocatori, con vantaggi per la salute pubblica e la collettività, mentre l'11,3% non ha una opinione precisa sul tema. «Vietare il gioco tout court per gli italiani - si legge nel report - è una scelta inefficace e autolesionista».

Un fenomeno di massa

Nell'ultimo anno, il 37,8% degli italiani ha giocato a uno o più giochi legali tra lotto, lotteria, superenalotto, scommesse sportive, ippiche, Bingo, giochi online, slot machine. Diciannove milioni di persone nel periodo pandemico hanno giocato legalmente. La scelta di giocare è trasversale ai gruppi sociali e territori con qualche differenza da notare: infatti, giocano gli alti redditi (42,9%) come quelli bassi (35,2%), gli adulti (45,4%) come i giovani (45,2%) ma un po' meno gli anziani (18%), i residenti nel Sud e Isole (42,4%) come quelli nel Nord Ovest (36,6%), nel Nord Est (31,8%) e nel Centro (37,4%). Un fenomeno dimassa consueto e ordinario, componente basic dello stile di vita degli italiani.

Ludopatie: serve un sistema di contrasto integrato

Contro le ludopatie è necessario attivare un sistema di contrasto integrato, sanitario e di comunità. «Prioritaria - si legge nel report - è pertanto l'attivazione di un sistema di prevenzione e riabilitazione molto personalizzato, che consenta di individuare precocemente i rischi e attivare tempestivamente soluzioni modulate sul singolo caso>.
Il report segnala che «vietare il gioco tout court resta una pericolosa scorciatoia, che favorisce il gioco illegale, clandestinizza i giocatori compulsivi lasciandoli soli di fronte
ai problemi e, in ultima analisi, poco fa per combattere efficacemente il costo sociale e umano delle ludopatie».


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