esame in Senato a rilento

Manovra, scure ammissibilità da cedolare negozi a bonus auto

Inizialmente i partiti avevano presentato in totale oltre 4500 proposte di modifica alla legge di bilancio. Ex Ilva: salta proposta della Lega per ripristinare lo scudo

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Sono 184 gli emendamenti alla manovra giudicati inammissibili in commissione Bilancio al Senato (foto Agf)

Inizialmente i partiti avevano presentato in totale oltre 4500 proposte di modifica alla legge di bilancio. Ex Ilva: salta proposta della Lega per ripristinare lo scudo


4' di lettura

Dall'emendamento M5S per prorogare la cedolare secca sui negozi alla proposta di Iv per equiparare i monopattini alle biciclette per quanto riguarda le regole del codice della strada passando per la proroga degli incentivi alla rottamazione delle auto: sono 184 gli emendamenti alla manovra cassati dalla commissione Bilancio del Senato perché inammissibili, rispetto ai 700 segnalati.

Restano 500 emendamenti segnalati
C'è tempo fino a stasera alle 19 per presentare le riformulazioni
delle proposte. Se i numeri fossero confermati, all'esame di Palazzo Madama in commissione resterebbero da esaminare circa 500 emendamenti segnalati come prioritari dai gruppi parlamentari. A questi si aggiungeranno una sessantina di proposte dell'Esecutivo (ancora comunque al vaglio tecnico) ed eventuali proposte dei relatori Inizialmente i partiti avevano presentato in totale oltre 4500 proposte di modifica alla legge di bilancio: un pacchetto sceso successivamente a quota 700 con il meccanismo degli emendamenti cosiddetti 'segnalati', vale a dire quelli considerati più importanti dai partiti.

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Esame in Senato a rilento, verso slittamento Aula
Si allungano intanto i tempi per l’esame della manovra al Senato, secondo quanto si apprende. Gli emendamenti del governo non dovrebbero infatti arrivare prima di venerdì e la discussione in commissione Bilancio a Palazzo Madama slitterebbe dunque ai primi giorni della prossima settimana, spostando così in avanti anche l’approdo in Aula, previsto inizialmente per il 3 dicembre. Nella maggioranza si punta ad iniziare l’esame in Assemblea entro sabato 7, domenica 8 dicembre. E una riunione dei capigruppo Pd di Senato e Camera, Andrea Marcucci e Graziano Delrio, testimonia la preoccupazione per un “cronoprogramma” che deve portare il Ddl di Bilancio alla Camera in tempo utile per essere approvato prima di Natale.

Verso dimezzamento Plastic tax
Come anticipato dal Sole 24 ore, si va verso il dimezzamento della plastic
tax e un ampliamento dei prodotti esentati dal nuovo prelievo. Il correttivo al quale hanno lavorato nei giorni scorsi i tecnici del ministero dell'Economia prevede una riduzione della plastic tax da un euro a 50 centesimi il chilogrammo. Ad essere esclusi dovrebbero essere non solo i prodotti compostabili ma anche quelli con una parte riciclata. La misura, contenuta nella legge di bilancio, sarà rivista nel corso dell'esame parlamentare e il governo ha già più volte assicurato che è pronta a
modificarla.

Patuanelli: rinvio plastic tax almeno di sei mesi
«Inizialmente la plastic tax era prevista al primo gennaio. Ho chiesto esplicitamente che fosse traslata almeno di sei mesi e visto che comunque incide probabilmente in modo troppo rapido sul nostro sistema produttivo la rimoduliamo per allungarla nel tempo e limitarne l’introduzione nel primo periodo ad alcuni specifici prodotti che sono fortemente impattanti sull'ambiente e che riguardano per esempio le plastiche non riciclabili» ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in audizione in commissione Industria al Senato.

Emendamento M5S: arriva Fondo per voto elettronico
Uno degli emendamenti segnalati dal MoVimento 5 Stelle prevede un milione di euro con un fondo ad hoc presso il Viminale per avviare la sperimentazione del voto elettronico in Italia. La sperimentazione sarà limitata a modelli che garantiscano il concreto esercizio del diritto di voto degli italiani all'estero e di studenti e lavoratori fuorisede.

Ammessi emendamenti +Europa per stop Reddito e Quota 100
La Commissione Bilancio del Senato ha poi giudicato ammissibili gli emendamenti presentati da Emma Bonino alla manovra. «Sia la Commissione che l'Aula di Palazzo Madama dovranno ora esprimere un voto favorevole o contrario alle nostre proposte - spiega Più Europa in una nota - che mirano a sostituire Quota 100 e Reddito di cittadinanza con interventi di rilancio della crescita e dell'equità intergenerazionale. Quanti
in queste settimane hanno criticato l'una o l'altra misura simbolo del governo gialloverde, che purtroppo l'attuale governo sembra intenzionato a conservare, hanno ora la possibilità di far seguire alle loro parole i fatti».

Le proposte di modifica non ammesse
Nell’elenco delle proposte che non hanno superato il primo esame (oltre agli emendamenti presentati dalle opposizioni per ripristinare lo scudo penale per l'ex-Ilva) c'è il fondo per finanziare la mobilità ciclistica con 50 milioni all'anno per 3 anni e quello per la rigenerazione urbana. Niente da fare anche per la proposta di introdurre la firma digitale (a prima firma
del presidente della commissione Bilancio del Senato Daniele Pesco) né per quella che punta ad attribuire un gettone di presenza ai medici che lavorano al pronto soccorso. Stop dalla commissione Bilancio del Senato all’emendamento di Iv che chiede di creare «un'unità di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche»: la proposta è stata giudicata inammissibile per estraneità di materia.

Salta stretta su studi dentistici
Niente da fare per la proposta M5S, formalizzata con un emendamento alla manovra, che puntava a una stretta nei confronti degli studi dentistici con titolari non medici chiedendo che tali società potessero essere costituite solo tra professionisti iscritti all'Albo. La commissione
Bilancio del Senato l'ha ha giudicata inammissibile per materia
salvando invece, al momento, il bonus per le cure dentali per le
fasce più deboli.

Non passa, al momento, anche l'emendamento Pd per incrementare il fondo nazionale trasporti e quello per aumentare le risorse per
l'accesso al credito delle Pmi. Stessa sorte infine per tante proposte minori che propongono di finanziare singoli musei o iniziative, come quella firmata dai Dem che chiede 200mila euro per il centenario della
fondazione del Pci.

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