le risorse che verranno

Manovra 2021, tante le misure per il settore culturale

Con 156 voti favorevoli e 124 contrari, è stata approvata al Senato la maximanovra da 40 miliardi di euro. Tra novità e conferme, molte le misure previste per uno dei comparti più danneggiati dall'emergenza

di Roberta Capozucca

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3' di lettura

Si è fatta attendere, quest'anno, la nuova Legge di Bilancio che il Senato ha approvato in tempi record il 30 dicembre insieme al bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 ( Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 2020, n.178 ). Nel testo della Manovra, molte le misure dedicate alla cultura e al turismo, che tra sgravi fiscali e investimenti cercherà di scongiurare il tracollo di uno dei settori più duramente colpiti dall'emergenza Covid.
Si va quindi dal tax credit per le ristrutturazioni e le locazioni, fino alla costituzione di nuovi fondi a sostegno della digitalizzazione dei piccoli musei, delle Imprese Culturali e Creative e del Patrimonio Culturale Immateriale Unesco con l'istituzione di un Osservatorio Nazionale. Nell'ambito degli investimenti, è stato inoltre disposto l'aumento del limite di spesa per l'assunzione di professionisti esterni nei luoghi della cultura dotati di autonomia speciale, che passa da 16 milioni a 24 milioni di euro nel 2021.

Risorse al Mibact

Confermato lo stanziamento di 25 milioni di euro nel 2021 e di 20 milioni nel 2022 da destinare al funzionamento dei luoghi della cultura statali per fronte alle mancate entrate da vendita di biglietti a seguito dell'adozione delle misure di contenimento del Covid-19. Tra le novità introdotte nell'ambito dei musei statali, anche un Fondo che consente al Mibact l'acquisto in via di prelazione i beni culturali. Il budget predisposto è di 10 milioni di euro per il 2021, di 15 milioni nel 2022 e di 5 milioni a decorrere dal 2023. Sale poi a 11 milioni, il Fondo a disposizione dei soggetti giuridici creati o partecipati dal Mibact per operazioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Sono stati stanziati, inoltre, 4 milioni di euro per la tutela e valorizzazione delle aree di interesse archeologico e speleologico e 3 milioni per i parchi sommersi.

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I Fondi, che saranno interamente gestiti dalle Regioni, finanzieranno interventi di riqualificazione e adeguamento degli impianti di illuminazione e di sicurezza dei complessi carsici a vocazione turistica.

Fondo per le Icc

Tra le misure più interessanti, c'è l'istituzione di un Fondo per le Imprese Culturali e Creative (Icc) dal valore di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. Le risorse, che legittimano un settore capace di generare il 6,1% della ricchezza prodotta nel Paese, sono destinate a sostenere le Icc attraverso la concessione di contributi e agevolazioni nell'accesso al credito, ma anche per la promozione di collaborazioni tra le imprese creative e altri settori produttivi, in particolare quelli tradizionali e le Università.

Fondo per l'audiovisivo

Incrementate da 400 milioni a 640 milioni di euro annui le risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo. La disposizione, inoltre, eleva al 40% l'aliquota massima del credito di imposta per le imprese di produzione, di distribuzione e per l'attrazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisivi.

Sostegno al settore turistico

Nell'ambito della promozione dell'Italia come destinazione turistica e del sostegno agli ope-ratori della filiera, consequenzialmente al dimezzamento dei fondi messi a disposizione per la promozione della lingua e della cultura all'estero, si prevede la costituzione di un Fondo dalla dotazione di 1,5 milioni di euro per incentivare la ripresa dei flussi turistici di ritorno ovvero per permettere ai cittadini iscritti all' AIRE l'ingresso gratuito nella rete dei musei del-le aree e dei parchi archeologici di pertinenza pubblica. A sostegno degli operatori del settore, oltre all'esenzione dalla prima rata dell'Imu 2021 per gli immobili dove si svolgono attività turistiche e dello spettacolo, la Manovra interviene sulla disciplina concernente l'accesso ai contratti di sviluppo con il fine di migliorare l'utilizzo del patrimonio immobiliare nazionale, nonché di favorire la crescita della catena economica e l'integrazione settoriale. I programmi di sviluppo, che fino ad oggi riguardavano esclusivamente l'attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all'ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all'accoglienza dell'utente, finalizzati all'erogazione di servizi di ospitalità, connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

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