maximendamento pronto, conte in senato

Manovra, accordo con l’Ue. Moscovici: vittoria del dialogo. Dombrovskis: evitata procedura, ma vigileremo


Manovra, trovate le coperture per il 2,04%

3' di lettura

La soluzione italiana sulla manovra «non è quella ideale, ma ci permette di evitare a questo stadio la procedura per deficit eccessivo, a patto che le misure concordate siano pienamente attuate dalle autorità italiane». Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, illustrando insieme con il commissario agli affari europei Pierre Moscovici l’accordo sulla legge di bilancio italiana. Anche se la procedura di infrazione (per il momento) è evitata, Bruxelles vigilerà sul rispetto degli impegni, in assenza del quale «valuteremo la procedura a gennaio», spiega Dombrovskis. I commissari fanno sapere che «gli sforzi addizionali» presentati dall’Italia per il 2019 ammontano a 10, 25 miliardi e che la flessibilità riconosciuta al nostro paese ammonta a 3,15 miliardi.

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«È la vittoria del dialogo», «la conferma che le regole Ue funzionano» ha commentato Moscovici durante la conferenza stampa che arriva all’indomani della notizia del raggiunto accordo tra Roma e Bruxelles e poco prima del discorso del premier Giuseppe Conte, che oggi ha riferito al Parlamento sull’intesa. A seguire il governo presenterà in commissione Bilancio il maximendamento contenente le modifiche sui saldi, che prevedono la riduzione dei fondi per reddito di cittadinanza e pensioni.

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Nuova stima Pil Italia a 1%, clausole salvaguardia per reddito e pensioni
Dunque tenendo conto delle misure addizionali presentate e il riconoscimento della flessibilità per «eventi inusuali», il deficit/pil nominale - ha spiegato Dombrovskis - sarà nel 2019 a quota 2,04 per cento. Il vicepresidente Ue ha anche indicato che il governo ha fatto retromarcia sulle stime di crescita del Pil che nel 2019 e nel 2020 si attesterà sull'1% (nel 2019 il governo aveva resistito finora sull'1,5%, nel 2020 prevedeva 1,6%). La stima di crescita era considerata dal governo Conte fino a ieri come un vero e proprio feticcio. Mentre il peggioramento strutturale, ha spiegato Moscovici, dallo 0,8% della manovra
iniziale è stato portato ora a zero. I commissari hanno parlato poi di «clausole di salvaguardia» sull’Iva per i maggiori «costi derivanti da reddito di cittadinanza e pensioni» nel 2010-2021 e di una «assicurazione supplementare da 2 miliardi di spese congelate».

Moscovici: non si può ignorare contesto europeo
«L’Italia deve restaurare urgentemente la fiducia» ha sottolineato Dombrovskis, con Moscovici ad assicurare che ci sarà un monitoraggio Ue, ma «saremo vigilanti, non sospettosi». Il commissario agli affari europei ha spiegato che sulla decisione pesa anche il contesto europeo. «Se vivessimo in una bolla che ignora l’atmosfera, con l’aumento dei nazionalisti, degli anti europei, degli anti burocrati, saremmo completamente matti» ha detto Moscovici, «noi sappiamo che era meglio arrivare a non aprire la procedura, piuttosto che averne una per il piacere del principio. Non possiamo ignorare il contesto».

Previsioni di crescita riviste al ribasso
Fino a poche ore fa, la retromarcia compiuta dal governo, passando dal deficit/Pil nominale al 2,4% al 2,04%, non era bastata a risolvere la situazione come sperava il governo Conte. E così da giorni si trattava, passando dal livello tecnico al livello politico, tornando al livello tecnico e via di seguito. Questa sera la schiarita, in attesa di conferma ufficiale da parte di Bruxelles e con l’invito alla cautela da parte di Palazzo Chigi. Anche se mancano conferme, i tre miliardi mancanti per portare il deficit al 2,04% verrebbero da risparmi di spesa,dismissioni e rinvii di agevolazioni alle grandi aziende. Altro fattore che ha contribuito all’intesa è la revisione al ribasso delle previsioni di crescita del Pil nel 2019, che passeranno dall’1,5% a un più realistico 1 per cento.

Nel corso delle ultime ore si sono montate e smontate ipotesi per raggiungere un punto di intesa che assicuri, dal punto di vista della Commissione europea, un minimo aggiustamento del deficit in termini strutturali e non nominali. Punto di intesa che ora sarebbe stato raggiunto, proprio alla vigilia della riunione del collegio dei commissari.

Moscovici «colomba»
Le conversazioni del premier Conte con la coppia Dombrovskis-Moscovici hanno precisato le posizioni e fornito materia ai tecnici per proseguire nel tentativo di trovare una mediazione. I toni da entrambe le parti continuano a essere «soft»: Moscovici ha ribadito che sta lavorando «per evitare la procedura contro l'Italia, non sto lavorando perché sia punita, sono fiducioso». Tra i commissari ci sono posizioni diverse: Moscovici è considerato «colomba», Dombrovskis «falco». Tuttavia la questione vera è che tutti chiedono all'Italia di fornire la base per evitare la procedura che, al di là delle sensibilità politiche dei commissari, rimanda in ultima istanza alla coerenza con le regole condivise che nessuno vuole (almeno platealmente) tradire.

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