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Manovra, il governo pone la fiducia. La Ragioneria riscrive le coperture dello smart working per i fragili

Il testo della manovra è tornato nel pomeriggio in commissione Bilancio. Il voto di fiducia è atteso venerdì. Rilievi sulle coperture anche per la norma sulla carta giovani

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3' di lettura

Il governo pone la fiducia alla Camera sulla manovra. Lo ha annunciato all'Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Il voto di fiducia arriva dopo una giornata incandescente con il ritorno del testo in commissione Bilancio di Montecitorio. I tempi per l'approvazione hanno subito una battuta d’arrresto a causa della norma che stanzia 450 milioni per i Comuni priva di copertura e che per questa ragione è finita sotto la scure della Ragioneria che ha chiesto di stralciarla oltre ai rilievi su 44 emendamenti che dovranno essere corretti in gran parte sempre per problemi di coperture. Tra questi anche la norma sullo smart working. Il testo dè quindi tornato in commissione Bilancio per correggere l'errore.

Voto di fiducia atteso venerdì

Poi altre due potrebbero bastare alla commissione per espungere dal testo della legge di bilancio la norma che stanzia 450 milioni di euro per i Comuni, approvata senza coperture per errore nella notte fra martedì e mercoledì in commissione. Quindi si tornerà in Aula dove il governo porrà la questione di fiducia, su cui la Camera voterà 24 ore dopo.

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Smart working, copertura riscritta

La proposta di consentire lo smart working fino al 31 marzo per i lavoratori pubblici e privati fragili anche attraverso l'adibizione a diversa mansione compresa nella medesima categoria o area di inquadramento”, contenuta in un emendamento approvato alla manovra, “prende a riferimento una platea di soggetti che potrebbe differire” da quella del decreto del 2020 e quindi “comporta oneri di sostituzione del personale scolastico interessato dalla disposizione non quantificati in apposita relazione tecnica e privi della necessaria copertura finanziaria, pertanto si esprime parere contrario”. Viene dunque indicata una riformulazione assentibile che prevede “per la sostituzione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche, affetto dalle patologie e condizioni individuate dal decreto di cui al comma 1” una spesa di 15.874.542 euro per l'anno 2023 cui si provvede con il fondo per le esigenze indifferibili. Sotto la lente di ingrandimento finisce anche la nuova norma sulla Carta giovani: per la Ragioneria va corretta la modalità con cui sono scritte le coperture per il 2023.

App 18

“I nati nel 2004 avranno il beneficio per i 18 anni secondo le regole vigenti” per 18app. Il regolamento 226 del 2022 regola il meccanismo: i fondi per app18 all'inizio di ogni anno escono dal bilancio e vanno nella 'cassaforte' di PagoPa”. Lo ha spiegato il sottosegretario all'Economia, Federico Freni, in commissione Bilancio alla Camera. “Per coloro nati nel 2005 che compiono 18 anni nel 2023?”, ha domandato Luigi Marattin, del Terzo polo. “Lo prenderanno nel 2024 - la replica del sottosegretario -. E nel 2023 si paga anche con i residui del 2022”.

Lo scontro tra maggioranza e opposizione

Già è successo innumerevoli volte che provvedimenti approvati in fretta abbiano avuto problemi nel vaglio della Ragioneria. E la prima manovra firmata da Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti alla fine non fa eccezione. Certo, l’iter è stato inevitabilmente complicato dalla gestazione delle modifiche su cui si è consumato più di uno scontro sia con le opposizioni sia tra i partiti della maggioranza. I soldi a disposizione per le richieste parlamentari erano pochi - 400 milioni, la metà utilizzati nel maxi-pacchetto di modifiche proposte dal governo - e le istanze che hanno trovato posto, alla fine, come sempre moltissime.

Le modifiche approvate

Anche se per la maggior parte di modesta entità. Per accontentare il più possibile le forze politiche si sono così aumentate ad esempio le pensioni minime, ma solo per gli over 75, o è arrivata la possibilità di rinegoziare il mutuo, ma solo fino a 200mila euro e con tetto Isee. Strumento che alla fine è stato introdotto, insieme al voto alla maturità, per sostituire la 18app con la nuova carta giovani, che tanto ha fatto infuriare Matteo Renzi.

Lo scontro sullo scudo penale

Restano anche gli strascichi della lite più forte, quella sullo scudo penale per i reati tributari da abbinare alla pace fiscale. Francesco Paolo Sisto, il viceministro di Fi che per primo aveva reso pubblica l’intenzione di intervenire, difende la bontà di una scelta che «non era un condono» e su cui anche il Mef aveva lavorato «con il viceministro Leo». Tanto che tra i parlamentari di maggioranza non si esclude che un intervento arriverà, anche se è difficile, dopo il polverone che ha sollevato la sola idea di mettere mano alla materia, che le misure possano essere ripresentate, magari per decreto, in tempi brevi.

Verso lo stralcio dell’emendamento scoperto

La Ragioneria chiederà lo stralcio dell’emendamento scoperto - su cui nessuno si aspetta problemi - ma sta passando al vaglio le centinaia di proposte approvate nella maratona notturna, con un occhio particolare alle proposte che non erano tra quelle segnalate e che quindi non sono state valutate preventivamente. E quello che non rientrerà nel tesoretto parlamentare sarà inevitabilmente cassato.


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