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Manovra, Boccia: sostenibile se spieghiamo all’Ue che c’è crescita

di An.Ga.

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2' di lettura

La perplessità dell’Europa sulla manovra «il Governo l’ha messa nel conto», ma questa «è una manovra che possiamo spiegare che è sostenibile, anche al di là delle regole, se riusciamo a far capire che c’è crescita». Lo ha detto Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, a margine dell’assembla 2018 di Confindustria Firenze. Per Boccia sulla crescita il Governo «si gioca la sua credibilità e la sostenibilità della manovra economica». Di qui l’auspicio: «incrociamo le dita, entriamo nel merito adesso di questi provvedimenti e risorse, e vediamo se è un elemento utile».

Dal palco dell’assemblea di Confindustria Firenze Boccia ha chiesto al governo un confronto, ma anche fine delle ambiguità. «Ai poteri forti del Paese, al Governo del Paese chiediamo di confrontarci sulle nostre proposte - ha detto -. Non si può fare l’antisistema il lunedì, il Governo il martedì e l’opposizione il mercoledì: occorre uscire dall'ambiguità».

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Boccia: senza crescita non ci penalizza l'Ue ma i mercati
«Se riusciamo a far capire che c’è crescita possiamo anche aprire un dibattito in chiave europea - ha aggiunto Boccia - in cui prima si determinano gli effetti sull'economia reale delle scelte economiche e poi si individuano risorse e saldi di bilancio. Se non riusciamo a spiegare che c'è crescita e interveniamo solo sul deficit, è evidente che non è l'Europa che ci penalizza, ma i mercati e noi stessi». Per il presidente di Confindustria dunque «sarà molto utile l'analisi di impatto di questa manovra sull'economia reale, come impatta sulla crescita e sull'occupazione».

«Attrarre investitori, non farli scappare
La decisione di Bekaert di spostare la sua produzione in Romania dismettendo lo stabilimento italiano di Figline Valdarno, per il quale è stato siglato un accordo in questi giorni al Mise, «sta a sottolineare che dobbiamo attrarre investitori e non farli scappare», ha incalzato il presidente di Confindustria, a margine dell'assemblea 2018 di Confindustria Firenze. Secondo Boccia «il punto non è il costo del lavoro: la Germania ci insegna che puoi avere anche un costo del lavoro alto, purché tu abbia una produttività alta. Il punto è come fidelizzare le aziende internazionali che ci sono, e come attrarre gli investitori. Partire da queste criticità per costruire potenzialità».

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