CONTI PUBBLICI

Manovra, caccia finale a 2,5 miliardi: partita aperta su pensioni, compensazioni Inps e manette evasori

Count down finale per il varo, in rapida sequenza, di decreto fiscale, documento programmatico di bilancio e legge di bilancio vera e propria. Ma dalla maggioranza continuano ad arrivare veti e nuove richieste rendendo complicato il completamento del puzzle delle coperture. Italia Viva ripropone lo stop totale di quota 100.Ma la ministra Catalfo ribadisce: la misura non si tocca

di Marco Mobili e Marco Rogari


Manovra, rebus tra ritocchi Iva o stretta su sconti fiscali

3' di lettura

Una maratona quasi infinita. Con l’obiettivo di individuare i circa 2,5 miliardi che ancora mancano all’appello per completare l’impalcatura delle coperture su cui costruire la manovra. Accantonata la rimodulazione delle aliquote Iva, la partita si gioca tutta su quattro capitoli strategici per il recupero delle risorse: la stretta alle finestre di Quota 100; compensazioni dei crediti Inps; più carcere agli evasori magari con una formula soft; una prima potatura della giungla delle agevolazioni fiscali. Riunioni e vertici si susseguono quasi senza soluzione di continuità nella maggioranza e tra i tecnici dell’esecutivo.

Anche perché, l’elenco delle richieste che arrivano dai partiti fa fatica a ridursi. A confermarlo indirettamente è il messaggio arrivato da Napoli da Luigi Di Maio nel considerare prioritario il collegamento del salario minimo al taglio del cuneo fiscale.

Il count down finale per il varo della manovra
I tempi sono ormai strettissimi. Le scadenze della sessione di bilancio diventano sempre più incombenti. L’attuale tabella di marcia prevede il varo del decreto fiscale nella serata di lunedì 14 ottobre accompagnato dalla definizione del Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles il giorno successivo. Entro il 20 ottobre, anche se il termine non è perentorio, dovrà poi essere inviata alle Camere la legge di bilancio vera e propria. E proprio la composizione di quest’ultimo complicato mosaico è stato al centro degli ultimi confronti tecnici. Del resto, nel Documento programmatico dovranno essere inserite in sintesi tutte le misure principali della manovra e il loro peso sui conti pubblici.

La partita sulle coperture
Sul tavolo c’è un’ampia griglia di opzioni preparata dai tecnici dell’esecutivo. Che genera una complessa partita a incastri sulla base delle richieste e dei veti che arrivano dai vari settori della maggioranza. Senza il freno alle finestre di Quota 100, sgradito a Cinque stelle e a Leu, rischierebbero, ad esempio, di venire a mancare risorse preziose per il taglio del cuneo ed, eventualmente il salario minimo, considerato una priorità dai pentastellati. Non a caso, Italia Viva di Renzi torna a rilanciare con forza lo stop totale a quota 100 che consentirebbe di recuperare tutti gli oltre 8 miliardi stanziati per il prossimo anno anzichè fermarsi a quota 4,5 miliardi tra i risparmi già ipotizzati per il ridotto appeal dei nuovi pensionamenti anticipati rispetto alle previsioni iniziali e l’ulteriore dote (5-600 milioni) che dovrebbe arrivare dalla rimodulazione delle finestre. Ma la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo torna a difendere nuovamente la misura: «Quota 100 non si tocca e non è prevista nessuna modifica».

Inoltre lo stop (momentaneo) ad alcune ipotesi di intervento sul Fisco ventilate nei giorni scorsi, come le compensazioni sui 730, che però in realtà restano sul tavolo proprio per esigenze di cassa, costringerebbe automaticamente il Governo a rendere più massiccio il taglio agli sconti fiscali, che sulla base delle indicazioni originarie della maggioranza dovrebbe essere essenzialmente limitato ai sussidi dannosi per l’ambiente. C’è poi la questione aperta da settimane della compensazione dei crediti Inps. Secondo i Cinque stelle, sulla base delle indicazioni del presidente dell’Inps Pasquale Tridico, si potrebbero recuperare anche più di 5 miliardi. Un obiettivo considerato non perseguibile dai tecnici del Mef, almeno fino ai giorni scorsi, secondo i quali da questo intervento si potrebbe ricavare non più di un miliardo, forse due.

L’incognita «manette agli evasori»
I Cinque stelle spingono per far confluire nel serbatoio delle coperture la dote derivante dal pacchetto di misure preparato dal Guardasigilli Alfonso Bonafede per aprire la strada al ritorno delle”manette agli evasori”. Il Pd non è convinto, così come Italia viva, anche perché fu proprio Matteo Renzi ad alzare le soglie di punibilità che ora il ministro della Giustizia vorrebbe ritoccare verso il basso. Il ministero dell’Economia nicchia. Ma anche il premier Giuseppe Conte è favorevole a un intervento in questa direzione. Al Mef non resta pertanto che attendere indicazioni più chiare.

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