LE MODIFICHE IN PARLAMENTO 

Manovra, la carica degli emendamenti in arrivo: dalla flat tax alla cedolare

Dalla revisione della flat tax per le partite Iva fino a 65mila euro a quota 100 alla sugar tax, non mancano i dossier che il vertice di maggioranza ha congelato, e che potrebbero riaprirsi nel passaggio di ddl Bilancio e decreto fiscale in parlamento

di Andrea Carli


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3' di lettura

È uno scenario che si ripete un po’ tutti gli anni ma questa volta la carica degli emendamenti alla manovra (e al decreto fiscale collegato) si va delineando ancor prima che i testi siano approdati in parlamento, per la conversione. I dossier sono quelli “congelati” dal vertice di maggioranza che si è tenuto a Palazzo Chigi all’inizio della settimana. Un vertice che ha registrato una intesa di massima su carcere agli evasori, tetto al contante e multe per chi non fa pagare con pos.

Se il decreto fiscale, in sostanza, è chiuso, e l’obiettivo è mandarlo al vaglio del Quirinale per vederlo pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 ottobre, lo stesso non si può dire per il DDl di bilancio: servirà ancora qualche giorno di riflessione, perché tante le partite aperte non mancano.

Partite che si giocheranno alla fine in parlamento a suon di emendamenti. Insomma, il cantiere delle misure che alla fine entreranno in manovra è in piena attività e il parlamento suggerirà le modifiche: il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha ricordato che «i saldi non possono cambiare». Intanto il governo giallo rosso ha posto la prima fiducia al Senato sul maxi emendamento che sostituisce interamente il Dl crisi.

La partita sulla flat tax al 15% delle partite Iva
Tra queste, quella più di peso è la revisione della flat tax per le partite Iva fino a 65mila euro. Sui paletti al regime forfettario si tratta ancora: tutti d’accordo, infatti, sul divieto di cumulo, cioè sul bloccare l’accesso al regime agevolato per chi ha già altri redditi per almeno 30mila euro. Ma i Cinque Stelle premono per rivedere il tetto di 20mila euro per gli investimenti che fa saltare il forfait.

Pressing di Italia Viva contro la sugar tax
C’è poi la sugar tax, l’imposta sulle bevande con zuccheri aggiunti: confermata allo stato attuale, su pressing di Italia Viva potrebbe saltare nell’esame parlamentare: si cercano i 200 milioni di coperture che connsentirebbero di soprassedere. «Nella discussione parlamentare tutto è migliorabile», ha ammmesso il viceministro all’Economia Antonio Misiani, tendendo la mano ai renziani che premono per eliminare il balzello. Più difficile che si possa far saltare la plastic tax, che vale un miliardo.

Il superbonus per premiare le spese tracciabili
Anche il superbonus, “cavallo di battaglia” del premier Giuseppe Conte, sarà dettagliato in manovra e potrebbe registrare modifiche nel passaggio parlamentare: nell’elenco delle spese tracciabili da premiare con un ritorno tra i 300 e i 500 euro, entrerebbero parrucchieri ed estetista, ma anche officine ed elettrauto, elettricisti e idraulici e i ristoranti. Ma l’obiettivo, hanno spiegato a Palazzo Chigi, è di ampliare il più possibile la lista, includendo, ad esempio, anche medici e dentisti. In ogni caso servirà tempo per mettere a punto la piattaforma che incrocerà i dati in arrivo dai circuiti dei pagamenti elettronici. Il meccanismo del superbonus, infatti, dovrebbe funzionare come un vero e proprio cashback, che gli stessi operatori potrebbero accreditare direttamente sulle carte.

Cedolare su affitti concordati verso un aumento al 12,5%
Un altro nodo che potrebbe essere sciolto dal parlamento è quello della cedolare secca, ovvero il prelievo fiscale più contenuto sugli affitti. Nela legge di Bilancio è previsto l’aumento dell’aliquota sui canoni di locazione concordati dal 10 al 12,5%. Anche qui la parola finale potrebbe arrivare da deputati e senatori. «È un aumento più contenuto rispetto al 15% previsto», ha ricordato Gualtieri. La soluzione potrebbe pesare su mercato immobiliare da anni in sofferenza. Da qui la possibilità che emendamenti presentati in parlamento cambino lo scenario.

Iv annuncia emendamento su quota 100
In parlamento potrebbero piovere proposte di modifica anche su quota 100. La soluzione introdotta dal precedente esecutivo, e in particolare dalla componente leghista, per andare anticipatamente in pensione allo stato attuale non è toccata, ma Italia Viva ha già chiesto di cancellarla con un tratto di penna, così da liberare risorse per finanziare interventi a sostegno delle famiglie. Iv ha pertanto annunciato la presentazione di un emendamento che chiederà la cancellazione di quota 100, dopo un anno dall’avvio di questa misura.

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