ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPolitica Economica

Manovra, Bonomi: per flat tax e prepensionamenti penalizzate le imprese, delusi da taglio cuneo risibile

Cgil e Uil bocciano la manovra. Il 16 primo sciopero in Lombardia. Uil: bene emergenza ma insufficientemente espansiva. Alle 14 l’intervento del ministro dell’Economia Giorgetti

Manovra, Letta: "Ci dobbiamo ribellare, il 17 in piazza"

6' di lettura

«Le risorse mancate per gli investimenti delle imprese si devono anche al fatto che una parte delle risorse a disposizione, al netto degli interventi sull’energia, vengono impiegate per obiettivi a nostro avviso non prioritari in questa fase di emergenza e, comunque, discutibili nel merito». . Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in audizione in Parlamento sulla manovra, di fronte alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, si riferisce così «alle misure sulle cosiddette flat tax e a quelle in tema di prepensionamenti». E definisce deludente il «risibile» il taglio cuneo fiscale.

Giudizi diversi da parte dei sindacati sulla legge di bilancio. Una sostanziale bocciatura arriva dalla Cgil e Uil (che hanno proclamato il primo sciopero territoriale in Lombardia per il 16 dicembre), mentre più articolata è la posizione della Uil. Parere positivo è invece quello di Ugl.

Loading...

Bonomi: delusione per intervento risibile sul cuneo fiscale

Per noi, ha detto Bonomi, «è una delusione» l’intervento «risibile» sul cuneo fiscale, «Ma anche su altre misure non vediamo una attenzione alla crescita del Paese» e «ci ha colpito che non c’è nessuna attenzione al Mezzogiorno d’Italia». «Siamo nella condizione di auspicare che la guerra in Ucraina continui per avere la decontribuzione al Sud, ed ovviamente non è nelle corde di nessuno auspicare che una guerra continui».

Condivisione, invece, per «la scelta del Governo di concentrare le risorse derivanti dal maggior indebitamento, circa due terzi della Manovra, sulle misure contro il caro energia». Ma il presidente di Confundustria avverte: «Certo, le decisioni assunte sull’energia lasciano una situazione di incertezza su ciò che accadrà dopo il primo trimestre 2023. Ma questa incertezza non si può rinviare al primo aprile, quando scadono le misure per l’energia disposte in legge di bilancio». Di fronte alla Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, il presidente degli industriali premette: «Vogliamo anzitutto rendere atto al Governo del lavoro fatto per costruire la manovra nel poco tempo a disposizione e nel delicato contesto in cui si colloca». Si sofferma quindi, all’inizio del suo intervento, sul contesto economico ed in particolare sull’allarme per i costi dell’energia: «La dimensione è tale che sono in gioco la competitività e la sopravvivenza stessa di “pezzi” del sistema produttivo italiano», «il motore della ricchezza e della crescita del Paese».

Bonomi: taglio del cuneo di almeno quattro punti

«Serve un taglio del cuneo di almeno quattro punti perché abbia un effetto significativo, troppe volte nei decenni alle nostre spalle piccoli tagli di 1 o 2 punti non hanno avuto alcun effetto», è il ragionamento che Confindustria porta in Prlamento tra le riflessioni sulla manovra. «E oggi che l’inflazione è a doppia cifra e la bolletta energetica è altissima - prosegue Bonomi - sarebbe la via migliore per mettere subito nelle tasche dei lavoratori molto più reddito disponibile di quanto non avvenga con la logica dei microtagli e dei micro-sussidi su bollette, carburante e affitti. Le risorse per un taglio deciso al cuneo contributivo e per una seria riforma dell’occupabilità ci sono. Per trovarle siamo convinti che basterebbe rimodulare qualche punto percentuale di allocazione degli oltre mille miliardi di spesa pubblica superati in questo 2022, per trovare le risorse senza creare deficit aggiuntivo». Confindustria ribadisce comunque la sua proposta, lanciata già da tempo: taglio dei contributi da 16 miliardi sui lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro, per due terzi a favore dei lavoratori e per un terzo a vantaggio delle imprese.

Bonomi: manca visione su quanto sta accadendo

«Quello che a nostro avviso manca in questa legge di bilancio è la visione su quanto sta succedendo. Tutti siamo convinti che l’anno prossimo ci sarà un rallentamento» avverte il presidente di Confindustria. «Servono interventi anticiclici, interventi forti per sostenere la crescita, i redditi bassi e i consumi», «interventi destinati a creare punti di Pil nel Paese». Non come le misure su contanti e Pos che «non sono anticiclici: non l’abbiamo mai chiesto, riteniamo che non apportino neanche un punto di Pil potenziale, neanche qualche decimale. Sono scelte politiche», scelte «elettorali».

Corte dei Conti: elementi di incertezza

«Oltre ad incidere su alcuni elementi critici dell’attuale quadro economico, in primis i costi dell’energia, nonostante il limitato tempo a disposizione», la manovra «ha assunto dimensioni rilevanti, superiori a quelle degli ultimi anni», e consente già dal 2023 «importi significativi senza ricorrere in misura marcata a nuove entrate». Lo ha detto il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite della Corte dei conti, Enrico Flaccadoro in audizione sulla manovra. «Permangono, tuttavia - ha aggiunto - elementi di incertezza sul quadro di finanza pubblica modificato dalla manovra»

Cgil: manovra non risponde a emergenze, è di corto respiro

«Per la condizione che sta attraversando il Paese, per il quadro recessivo che rischia di aprirsi nel 2023, per l’emergenza salariale e per le condizioni materiali delle persone, ci sembra che questa manovra non risponda ma abbia un tratto di corto respiro, in alcuni casi cortissimo» come per le misure di sostegno sul caro-energia che «scadono nel primo trimestre». Lo sottolinea per la Cgil la vicesegretaria generale Gianna Fracassi. «Si tratta sostanzialmente di proroghe di misure già contenute nei decreti aiuti» o di «misure simbolo che non servono al Paese», come sul fisco: «Il giudizio è negativo sulle misure fiscali». «Riforme a pezzi o pezzettini non ci convincono», no «ai condoni». È una manovra che crea anche «condizioni per un aggravamento della situazione, come su sanità e istruzione», dice tra l’altro l’esponente di corso d’Italia, in un ragionamento più ampio. E ancora: «Non ci sono più risorse per il Mezzogiorno», non «sulla cultura» e «sul dissesto ci sembra che ci sia addirittura un arretramento».

Uil: manca direzione di marcia, sostenere redditi

Per la Uil la manovra «contiene un po’ di tutto e un po’ di niente nel senso che presenta un insieme di misure che però mancano di una visione di fondo», ha detto il segretario confederale Domenico Proietti. «Avremmo bisogno di una legge di bilancio che indichi una direzione di marcia soprattutto puntando sulla necessità di sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione», dice, per far fronte ad un 2023 che si presenta «molto complesso dal punto di vista economico con un forte rischio di recessione: c’è quindi bisogno di sostenere i redditi per dare respito ai consumi».

Tra i diversi punti toccati, la Uil chiede «un intervento significativo» di taglio del cuneo fiscale per «sostenere buste paghe e pensioni»: su questo fronte, dice Proietti, «credo che si debba e si possa fare di più». La Uil propone anche di detassare tredicesime e aumenti contrattuali e della contrattazione di secondo livello. La Uil è critica su flat tax e condono fiscale: «L’ennesima beffa». E sul fronte delle pensioni indica che quota 103 «risponde in minima parte alle esigenze dei lavoratori precoci». È «sbagliata l’abolizione del reddito di cittadinanza», serve il salario minimo come «aiuto per contrastare il lavoro pagato poco». E viene rilevata, infine, una «grande assenza di interventi per il Mezzogiorno».

Cisl: bene emergenza ma insufficientemente espansiva

È «articolato» il giudizio della Cisl sulla manovra, con «misure importanti per fronteggiare l’emergenza a sostegno di lavoratori, famiglie e sistema produttivo rischia però di essere ancora debole e insufficiente sul versante espansivo». Lo indica il segretario confederale Ignazio Ganga nella sua audizione di fronte alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. La Cisl chiede, tra l’altro, un «nuovo scostamento di bilancio» per reperire più risorse.

Tra i diversi punti, anche la Cisl, come Cgil e Uil, è contraria all’aumento della soglia per il contante e chiede «la massima diffusione dei pagamenti tracciabili». Il giudizio è «positivo sul rafforzamento di incentivi all’occupazione». E «sull’industria riteniamo che ci sia poca attenzione per una politica industriale nazionale simile a quella degli altri Paesi. E non troviamo traccia del programma impresa 4.0». Sulle pensioni, «non condividiamo così come è stata configurata Opzione Donna», troppi «i paletti previsti». E c’è «una valutazione negativa sul meccanismo di calcolo delle perequazioni delle pensioni», una «discutibile scelta politica»: vanno «maggiormente sostenuti i trattamenti pensionistici più bassi». L’impegno per il Mezzogiorno «è assente: va recuperato». Bene le misure contro il caro energia ma limitate al primo trimestre 2023: «Non neghiamo che questo ci preoccupa».

Ugl: basi per un confronto proficuo

Per l’Ugl, dice il segretario generale, Francesco Paolo Caponedi fronte ad un contesto delicato serve «un atteggiamento responsabile». La manovra «interviene sulle criticità» che il sindacato aveva evidenziato nell’incontro della premier Giorgia Meloni con i sindacati, «non esaurendo il percorso ma ponendo le basi per quello che può diventare un confronto proficuo».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti