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Manovra, Confindustria: «Sul fisco nessuna considerazione per le imprese»

Per gli industriali la sforbiciata alle aliquote Irpef non migliora la competitività delle aziende e non interviene in alcun modo a favore di giovani e donne

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2' di lettura

«La sforbiciata alle aliquote Irpef disperde risorse limitate a soli 8 miliardi, con effetti impercettibili sui redditi netti delle famiglie, soprattutto qualora il taglio fosse finanziato anche da una copiosa eliminazione delle agevolazioni. La soluzione raggiunta non dà certezze che tali benefici potranno essere mantenuti nelle annualità future, non dà alcuna risposta a poveri e incapienti, limita l'intervento sull'Irap alle persone fisiche senza migliorare la competitività delle imprese, non interviene in alcun modo a favore di giovani e donne che hanno più di altri pagato questa crisi». É il giudizio di Confindustria sull’accordo raggiunto dalla maggioranza per il taglio dell’imposizione fiscale finanziato in manovra.

Errori già nella revoca di alcune agevolazioni

«Se lo sommiamo agli errori sin qui compiuti sulla revoca di importanti agevolazioni, quali il Patent Box e la rivalutazione e il riallineamento dei valori patrimoniali degli asset d'impresa, e al calo pluriennale degli incentivi Industria 4.0, significa inequivocabilmente non tenere in alcuna considerazione le imprese che garantiscono l'occupazione e stanno trainando la ripresa», segnalano gli industriali.

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Manca la visione per il futuro dell’economia del Paese

Se la bozza d’intesa tra partiti di maggioranza in materia fiscale dovesse essere confermata, avvertono gli industriali, «saremmo in presenza di scelte che suscitano forte perplessità perché senza visione per il futuro dell’economia del nostro Paese».

Prioritaria la sostenibilità del debito pubblico

«L’intervento in legge di bilancio dovrebbe concentrarsi sulle vere priorità capaci di generare aumenti stabili del Pil, gli unici in grado di garantire la sostenibilità del nostro debito pubblico ed evitare futuri prelievi sui contribuenti ben più onerosi dei benefici che oggi si concedono», sottolinea Confindustria. Viale dell’Astronomia ribadisce la richiesta di aprire un confronto: «Vogliamo sperare che il Mef e il Governo tutto si renda conto di quanto sta accadendo e convochi al più presto congiuntamente le parti sociali, così come più volte richiesto».

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