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Manovra, cosa cambierà dopo i rilievi di Bruxelles. Allo studio ipotesi soglia Pos a 30 euro

I punti di frizione con il programma del governo sono vari. A partire dalle misure sul Catasto, che non sono state approvate nella scorsa legislatura anche se nella declinazione italiana erano già assai meno rigide di quelle prospettate da Bruxelles. Anche sull'Iva la partita non è semplice

Meloni: per Commissione manovra molto seria, fatto ottimo lavoro

3' di lettura

Il giudizio della Commissione europea sulla manovra è «complessivamente positivo, con alcuni rilievi critici», come ha sottolineato il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni: il governo, ha segnalato, ha raccolto l’invito di Bruxelles alla prudenza e a tenere sotto controllo la spesa corrente. «Nel complesso, la Commissione ritiene che il progetto di bilancio dell’Italia sia in linea con gli orientamenti di bilancio contenuti nella raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022», è il responso. Ma accanto alla promozione del quadro macroeconomico e delle misure su energia che occupano una larga fetta della legge di bilancio, nell'opinione comunitaria spiccano le critiche rivolte a tutte le misure più “politiche” della manovra

Le critiche della commissione Ue dal pos al tetto ai contanti

Più precisamente, le misure incluse nel progetto di bilancio che non sono in linea con le raccomandazioni-paese riguardano in particolare: «Una disposizione che innalza il tetto per le transazioni in contanti da 2.000 a 5.000 euro; una misura equivalente a un condono che permette la cancellazione di debiti fiscali pregressi relativi al periodo 2000-2015 e non superiori a 1.000 euro (una misura, questa, che la commissione chiama senza giri di parole «tax amnesty», definizione che in italiano suona come «condono fiscale»); e la possibilità di rifiutare i pagamenti elettronici di importo inferiore a 60 euro senza essere sanzionati». Misure che «non sono in linea» con le raccomandazioni specifiche per l’Italia sulla lotta all’evasione fiscale.

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Relatore: allo studio ipotesi soglia Pos a 30 euro

Su quest’ultimo punto Roberto Pella, deputato di Forza Italia e uno dei relatori della manovra, a 24 Mattino su Radio 24 ha detto che «l’abbassamento della soglia a 30 euro per l’utilizzo del Pos è un’ipotesi allo studio, la stessa presidente Meloni aveva parlato a noi relatori e ai capigruppo di questa trattativa che lei stessa ha portato avanti con l’Europa. La possibilità di scendere ci è stata richiesta»

I rilievi su pensioni e riforma fiscale

Reprimenda della Ue anche sui costi del sistema pensionistico per il rinnovo nel 2023 dei regimi di pensionamento anticipato in scadenza, anche se con criteri di età più stringenti (Opzione donna).Quota 103 e gli altri canali temporanei di uscita anticipata non sono in linea con la richiesta di attuare pienamente le riforme previdenziali adottate in passato, a cominciare dalla legge Fornero, anche in funzione del contenimento della spesa pensionistico. A ciò si aggiunge la tirata di orecchie sulle riforme strutturali, a partire dalla mancata riforma fiscale necessaria per «ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e aumentare l'efficienza del sistema tributario». Dalla delega targata Draghi, il nuovo parere della commissione prende le mosse per ricordare quelli che secondo Bruxelles devono essere le linee guida per l'intervento sul nuovo fisco italiano

La «ricetta» comunitaria dal catasto all’Iva

In linea generale, le raccomandazioni presentate ieri della Commissione dovrebbero essere fatte proprie dal governo durante l'iter di approvazione parlamentare del bilancio programmatico. Ma l’agenda che non appare semplicissima da seguire per il nuovo governo. Il «menù» comunitario del resto è noto. E, rimarca l'esecutivo Ue nel parere sulla manovra italiana, prevede «l'allineamento dei valori catastali a quelli di mercato correnti», la riduzione delle spese fiscali che nell'ottica comunitaria deve puntare anche ad alleggerire le esenzioni e le deroghe all'aliquota ordinaria dell'Iva, il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi e una semplificazione del Codice tributario. Tra gli obiettivi giudicati irrinunciabili c'è poi, naturalmente, una riduzione ulteriore del cuneo fiscale, che le mosse su Iva, Catasto e Tax Expenditures dovrebbero aiutare a finanziare.

Le frizioni con Bruxelles

I punti di frizione con il programma del governo sono vari. A partire dalle misure sul Catasto, che non sono state approvate nella scorsa legislatura anche se nella declinazione italiana erano già assai meno rigide di quelle prospettate da Bruxelles. Anche sull'Iva la partita non è semplice. Fin qui il dibattito si è concentrato sulle ipotesi di allargare i confini delle aliquote ridotte per farvi rientrare beni di prima necessità o altri acquisti giudicati meritevoli di tutela come i prodotti per la prima infanzia e per l'igiene intima femminile portati al 5% proprio dalla legge di bilancio. L'indicazione comunitaria invece è opposta. In linea con il principio generale che chiede di spostare la tassazione dalle persone alle cose, la commissione indica la strada della «riduzione delle spese fiscali anche per l'Iva».

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