le rassicurazioni del premier

Manovra, Conte: misure contenimento se crescita non sarà quella prevista

Manovra, gli effetti sulla crescita economica

2' di lettura

«Sia la riforma della Fornero sia il reddito di cittadinanza partiranno nei primi mesi del 2019». Ospite alla puntata di “Dimartedì” che andrà in onda in serata su La 7 il premier Giuseppe Conte conferma il timing delle riforme bandiera del suo Governo, differite rispetto alla legge di Bilancio all’esame della Camera. «Confido che man mano che spiegheremo, dimostreremo che il piano sugli investimenti è concreto e che la crescita è un obiettivo entro la nostra portata vedrà che lo spread scenderà», aggiunge Conte parlando degli effetti negativi dello spread alle stelle. Al conduttore Giovanni Floris che gli chiede se pensa che a Natale lo spread possa restringersi a 200, Conte si è limitato a replicare: «Spero presto».

Più tempo per presentare le riforme strutturali
Tra i temi dell’intervista c’è la possibilità che le ottimistiche previsioni di crescita inserite nella manovra dal Governo non vengano confermate nel 2019. Se questo avvenisse, rassicura il premier, «stiamo studiando delle misure per realizzare il contenimento del deficit e dell'indebitamento, non siamo irresponsabili». Ad ogni modo, «a regime cresceremo anche di più» di quanto previsto, si sbilancia Conte, che chiede più tempo per predisporre le preannunciate riforme strutturali, «dal Codice degli appalti al processo civile e penale: Dateci qualche settimana di tempo, ai primi del 2019 entreranno in vigore riforme come la semplificazione burocratica e normativa».

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«Riforma prescrizione sacrosanta, troveremo condivisione»
La riforma della prescrizione «è sacrosanta» - spiega poi Conte - annunciando a breve una riunione con i leader della maggioranza su quast’altro tema spinoso per il governo: «Vedrà che esprimeremo una piena condivisione», assicura al conduttore. «Noi stiamo lavorando all'accelerazione dei processi penali e stiamo depotenziando la prescrizione: secondo la proposta del M5S, dopo il primo grado non scatterebbe più. Ovviamente su questa proposta ci riuniremo, è una proposta del M5S, non è stata ancora votata», aggiunge, per poi ricordare che «nel contratto M5S-Lega si sono impegnati a rivedere la prescrizione con una riforma efficace».

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