di maio: «dialogo ad oltranza»

Manovra, Conte a Ue: acceleriamo sulla crescita e rimoduliamo le misure

di Vittorio Nuti

Conte: Ue chiede aggiustamento incompatibile con nostra economia

5' di lettura

All'indomani della bocciatura Ue della manovra 2019 occhi puntati sul Parlamento, che fa da sfondo alle repliche del Governo ai rilievi di Bruxelles. L’appuntamento clou è l'informativa urgente del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che inizia puntuale alle 17. «La è regolata dall'articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell'Ue. Alcuni dei passaggi della procedura per deficit eccessivo «sono puntualmente specificati» dal Trattato Ue, mentre altri «restano indefiniti nei tempi e nei modi», spiega il premier parlando dai banchi del Governo, tra i ministri Savona e Di Maio.

C’è spazio per trovare una via d’uscita, sembra dire il premier, o almeno per attenuare la procedura di infrazione ormai sulla rampa di lancio: con questa speranza, le controdeduzioni di Roma sulla manovra saranno in pratica «una replica ben articolata ed esaustiva allo scopo di illustrare i programmi e le decisioni», e chiarire «gli effetti della manovra sulla crescita.

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«Nell'immediato - rimarca poi Conte nell’unica apertura all’ipotesi di rivedere le misure della manova - miriamo all'accelerazione degli investimenti e alla possibile rimodulazione di alcuni interventi previsti dalla legge di bilancio, se dal confronto parlamentare dovessero emergere indicazioni che possano accrescere gli effetti positivi delle misure proposte sulla crescita, senza alterarne la ratio e i contenuti». In serata, intervenedo in tv a Piazza Pulita, anche il vicepremier Di Maio espliciterà la volontà di dialogo ad oltranza con l’Europa, senza alcun muro-contro-muro, pur ribadendo di non poter «tradire gli italiani» e sostenendo che la legge di bilancio «comincerà già nei primi 3 mesi del prossimo anno ad avere effetti sulla crescita».

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Se ci sarà procedura «chiederemo tempi di attuazione distesi»
Nella risposta all'Ue, chiarisce ancora il premier Conte, «ribadiremo e puntualizzeremo gli effetti della manovra sulla crescita: ci sarà un'accelerazione degli investimenti e una rimodulazione in Parlamento di alcuni interventi se possono accrescere gli effetti positivi sulla crescita senza alterare ratio e contenuti». Se poi l’Ecofin dovesse accogliere la richiesta di procedura di infrazione della Commissione, «chiederemo tempi di attuazione molto distesi», prosegue il premier, giusto il tempo necessario per permettere alla manovra «di produrre i suoi effetti sulla crescita» e quindi « di ridurre il debito pubblico».

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Priorità a investimenti e aumento produttività
Ma il nocciolo dell’informativa del premier è una lista di impegni futuri, l’occasione per ribadire alla Commissione le priorità per rimettere in moto il Paese. «L'impulso alla crescita - garantisce Conte - ci sarà con l'accumulazione di capitale e al centro del progetto ci sono investimenti pubblici che devono favorire quelli privati con un aumento del recupero delle forze lavoro del settore privato. Si prevede anche un aumento complessivo della sua produttività garantito dal ricambio generazionale a seguito degli interventi sulle regole di pensionamento. In elaborazione c'è poi un dlgs di ampia portata in materia di contratti pubblici come pure un ddl delega di codificazione di alcuni settori per avere un quadro regolatorio più certo». Il premier ribadisce anche l’impegno alla dismissione di asset non strategici del Paese già nel 2019 per un ammontare pari all’1% del Pil.

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Padoan (Pd): risparmi degli italiani in pericolo
La netta chiusura europea alla manovra messa in campo dall’Italia è ovviamente il tema caldo anche per le dichiarazioni in Aula dell’opposizione. «Il governo sta impoverendo il Paese e rappresenta un pericolo per il Paese: questo lo dice la Commissione, perché ha invertito il processo di difesa dei risparmi che infatti sono oggi in pericolo», attacca dai banchi del Pd l'ex ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan. «La responsabilità del fatto che il Paese è in queste condizioni è pienamente nelle vostre mani. Questa è una manovra restrittiva, altro che espansiva», aggiunge. «Cambi al manovra e salvi l’Italia», è invece l’accorato appello al premier lanciato da Renato Brunetta, esponente di Forza Italia. «Mi
aspettavo da lei parole di verità, magari anche un'autocritica - spiega nel suo intervento sull’informativa del premier - ma ho ascoltato invece un incomprensibile lessico burocratese da Azzeccagarbugli, fatto per non far capire niente a nessuno».

Da escludere interventi straordinari a tutela del risparmio
Se Conte parla alla Camera al Senato, nel primo pomeriggio, è di scena invece il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che al question time parla proprio sulla legge di bilancio per spiegare che il Governo «sta cercando di contrastare una possibile terza recessione che potrebbe avere effetti devastanti e potrebbe riguardare anche altri paesi dell'Unione». Il ddl messo sotto accusa dalla commissione Ue, aggiunge «è ancora in via di definizione al fine di garantire la massima efficacia in termini di occupazione e sviluppo». Nel suo intervento, Tria torna a ribadire il leit motif delle ultime settimane. Ovvero che i «fondamentali» dell'economia italiana «non giustificano i livelli attuali di spread» e comunque «non è necessario prefigurare interventi straordinari di tutela del risparmio», anche perché «il nostro sistema prevede strumenti che hanno già dimostrato la loro efficacia» in passato.

L’appello a sdrammatizzare i toni
Dal titolare dal Mef, come da copione, arriva poi un nuovo appello, «nell'interesse del Paese e dell'Ue» a «sdrammatizzare i toni del dibattito interno ed esterno per garantire la prosecuzione del dialogo instaurato» sulla legge di bilancio. C'è infatti «la necessità di affrontare i rischi» di una recessione «in modo congiunto e senza pregiudizi e in questa direzione prosegue il dialogo con la commissione con l'obiettivo di arrivare a una soluzione condivisibile».

Rischi se spread aumenta ma sistema del credito è resiliente
A rendere scomoda la posizione del Governo italiano c’è lo spread, ai massimi da settimane, che rischia di rendere inutile la modalità “dialogo con Briuxelles” su cui dice di volersi muovere il governo pentastellato. «Se l'aumento dello spread persistesse - ammette Tria rispondendo sugli effetti dell'aumento del differenziale Btp/Bund negli ultimi mesi - la transazione sui tassi medi dei mutui potrebbe risultare più significativa», ma a far ben sperarare il Mef è «la resilienza fin qui mostrata, legata anche alla crescita dei depositi ancora a tutto settembre e a ottobre, secondo l'Abi, che mostra come le banche dispongano di liquidità necessaria, inoltre sono meglio capitalizzate e il funding gap si è ridotto».

Il Pd chiede taglio al costo del lavoro e raddoppio fondi antipovertà
Sempre oggi, poco prima dell’informativa del premier, a Montecitorio il Pd ha presentato le “sue” proposte di modifica della legge di Bilancio. Si va dal taglio strutturale del costo del lavoro di 4 punti dal 2019, a beneficio di lavoratori e datori di lavoro, all’Iri per le piccole imprese co aliquota al 24% e al ritorno dell'Ace per chi aumenta il capitale della propria azienda. Nel pacchetto di emendamenti dem presentati da Padoan e dal capogruppo Graziano Delrio figurano, tra le misure di sostegno al reddito, l'assegno unico e universale per i figli (con cinque miliardi di euro all'anno in più a tutte le famiglie con figli a carico), che comprenda lavoratori dipendenti e autonomi e il raddoppio dei fondi per la lotta alla povertà, assegnando tre miliardi di euro in più per il reddito di inclusione. Il Pd punta inoltre al ritiro della misura su “quota 100” in favore dell'Ape Social permanente, consentendo a chi fa lavori usuranti di andare in pensione a 63 anni senza essere penalizzato. Proposto anche un credito d'imposta per chi forma i dipendenti all'utilizzo delle nuove tecnologie 4.0.

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