verso l’eurogruppo del 3 dicembre

Manovra: dall’Austria all’Ungheria, ecco chi spinge per la linea dura contro l’Italia sui conti pubblici

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

L'Europa boccia la manovra: ecco i numeri della discordia

2' di lettura

Il governo italiano ha ingaggiato un braccio di ferro con Bruxelles sulla manovra. Ma in vista dell’Eurogruppo del 3 dicembre tutti i Paesi, anche gli alleati storici dell’esecutivo gialloverde in tema di immigrazione, hanno voltato le spalle a Roma: lo ha fatto l’Austria, ma lo hanno fatto anche e soprattutto gli alleati del Gruppo di Visegrad, uno su tutti l’Ungheria di Viktor Orbán che solo pochi mesi fa aveva definito Matteo Salvini “il mio idolo”: «Le regole dell’Ue ci sono – ha dichiarato il portavoce del premier ungherese – e vanno rispettate».

Austria: respingere la manovra italiana
Se, dopo il no di Bruxelles, la tattica del «non facciamo passi indietro» doveva avere lo scopo di creare un fronte che si opponesse al parere della Commissione, l’obiettivo può al momento definirsi fallito. Parole dure sono arrivate, prima di tutti, da Vienna, dove governa una coalizione formata dai popolari e dai populisti del Fpö (nel ruolo di junior partner): «La Commissione europea deve respingere la manovra» italiana ha affermato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz (popolari) .

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Olanda: applicare il Patto di stabilità
Dura anche la posizione dell’Olanda. Lo scorso 18 ottobre, dopo un bilaterale con il premier Giuseppe Conte durante il Consiglio europeo il premier olandese Mark Rutte (popolari) ha espresso le preoccupazioni dell’Olanda sui piani di bilancio dell’Italia per il 2019. «Pieno sostegno alla Commissione Ue perché applichi gli obblighi comuni del Patto di stabilità» ha scritto Rutte in un tweet, dopo l’incontro con Conte.

Anche Orbán per la linea dura
E malgrado l’Ungheria sia alla testa di quel gruppo di Paesi dell’Est con i quali il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, vorrebbe legarsi ulteriormente in vista delle prossime elezioni europee, Zoltán Kovács, portavoce del primo ministro Viktor Orbán (che sta nella famiglia dei popolari europei, ma è considerato un campione dei sovranisti), ha inaugurato una nuova stagione delle relazioni tra Ungheria e governo italiano: «Le regole dell’Unione europea ci sono e vanno rispettate – ha detto –. La recente storia del nostro Paese insegna che è possibile rilanciare la crescita economica e ridurre la disoccupazione rispettando il Patto di stabilità che tutti abbiamo sottoscritto in Europa».

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Slovacchia: l’Italia mette a rischio l’Eurozona
Anche la Slovacchia si è schierata sul fronte dei falchi, fautori della linea dura. Il suo ministro degli Esteri, Peter Kazimir (partito socialdemocratico), ha chiesto di rispettare gli accordi europei: «Temo che l’approccio e i passi assunti dal governo italiano stiano mettendo a rischio gli obiettivi del completamento dell’architettura dell’Eurozona, questa è la mia preoccupazione», ha dichiarato. E ha concluso dicendosi «convinto che facciamo parte di un club basato sulle regole. Spetta alla Commissione Ue farle rispettare e la Commissione ha il mio pieno sostegno».

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