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Dall’Iva al Pos fino al cuneo fiscale: la manovra prende forma

Sul tavolo del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri varie ipotesi di lavoro: si punta a presentare un programma economico
espansivo che, oltre a superare l'ostacolo delle clausole di
salvaguardia, consenta di finanziare anche un taglio del cuneo fiscale

di V.N.

Manovra, rebus tra ritocchi Iva o stretta su sconti fiscali

3' di lettura

Il Consiglio dei ministri chiamato a varare la Nota di aggiornamento al Def - cornice alla prossima legge di Bilancio - è convocato per lunedì 30 settembre, nel pomeriggio, con qualche giorno di ritardo sulla scadenza (non perentoria) del 27 settembre, fissata dalla normativa sul bilancio. Lo slittamento del via libera alla Nadef conferma le difficoltà di Governo e maggioranza a far quadrare i conti in vista della manovra d'autunno.

A fare da freno, come noto, sono la "palla al piede" del maxi aumento Iva e la ricerca di coperture da 12-15 miliardi da aggiungere alle minori spese per reddito di cittadinanza e quota 100 e ai risparmi sulla spesa per interessi. Senza dimenticare il rispetto dei vincoli di bilancio Ue per i quali si punta comunque a strappare a Bruxelles maggiori margini di flessibilità sul deficit programmatico (al 2,2-2,3% anziché al 2,1% ). Per esempio con lo scorporo dal deficit di un maxi piano di investimenti green da 50
miliardi in 15 anni. Vediamo dunque i capitoli principali su cui verrà impostata la manovra 2020.

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Revisione selettiva aliquote Iva
La prima voce della "griglia" su cui lavorano Mef e Palazzo Chigi è lo stop agli aumenti Iva da 23,1 miliardi di euro pari all'1,25% del Pil. Per trovare le coperture necessarie, nonostante le smentite, non è tramontata l'ipotesi di introdurre una revisione delle aliquote Iva, in particolare quella su alcuni beni e servizi più a rischio evasione, escludendo i beni di largo consumo. L'idea è di ricorrere a un meccanismo di "bonus malus" in base allo strumento di pagamento, con Iva più alta per chi paga in contanti e più bassa chi usa carte di credito e bancomat, tracciabili e quindi utile a far emergere l'evasione fiscale.

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Cash back e credito d'imposta sui Pos
Connesse a un aumento selettivo dell'Iva sul tavolo del Governo ci sono poi misure collaterali per incoraggiare il ricorso alla moneta elettronica. Come un credito d'imposta per coprire i costi di installazione e gestione dei Pos (Point of sale, i terminali che permettono di effettuare pagamenti elettronici), con taglio delle commissioni per commercianti, esercenti e professionisti. O il cosiddetto cash back, ossia un rimborso fiscale del 2% per chi acquista con carte di credito, bancomat o app.

Tempi lunghi per il taglio del cuneo fiscale
Ancora da definire anche il percorso per centrare il taglio del cuneo fiscale, ovvero la tassazione sul lavoro. Nelle scorse settimane i tecnici ministeriali hanno lavorato su due ipotesi. La prima prevede il taglio del cuneo sotto forma di credito d'imposta, che assorba il bonus Renzi da 80 euro, per far entrare nelle disponibilità dei lavoratori fino a 1.500 euro in un'unica mensilità, a luglio. La seconda consiste nel taglio secco dei contributi a carico dei lavoratori, sempre con l'identico obiettivo di far crescere le buste paga e rilanciare i consumi. Il Governo punta a una riduzione da 5 miliardi di euro su base annua. Ma le esigenze di risparmio potrebbero spostare ad aprile o a giugno la partenza nel 2020, con un alleggerimento di costi fino a 2,5 miliardi l'anno prossimo. Su questo fronte, decisiva sarà la trattativa con Bruxelles sui margini di flessibilità sul deficit.

"Quota 100" meno costosa del previsto
Possibile anche un restyling di «Quota 100», la norma che permette di andare in pensione in anticipo quando la somma tra età anagrafica e anni di contribuzione previdenziale è pari a 100. Già bandiera della Lega, per "Quota 100" finora sono arrivate all'Inps circa la metà delle domande previsto. Un mezzo flop che potrebbe ridurre fino a 4 miliardi la maggiore spesa previdenziale pervista per il 2020. La maggioranza giallo-rossa, divisa sull'opportunità di un ritocco, ha davanti varie strade, dalla rimodulazione delle finestre di uscita all'innalzamento di uno dei due requisiti di «Quota 100» alla reintroduzione degli adeguamenti automatici all'aspettativa di vita. Da escludere invece, secondo il presidente Inps Pasquale Tridico, l'ipotesi, pure studiata dai tecnici, di uno stop anticipato della sperimentazione prevista dall'ultima legge di bilancio (a fine 2020 anziché a fine 2021). In campo pensionistico allo studio del Governo anche un fondo complementare di previdenza pubblico per i giovani.

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